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In Primo Piano

Paolo Emanuele Borsellino - Un uomo libero
di Riccardo Matera - 15 febbraio 2017

Video-documentario su Paolo Emanuele Borsellino, diviso in sei parti e realizzato utilizzando immagini scaricate da internet o da me estratte da video presenti on line.
Se da un lato le vicende vengono mostrate secondo un ordine cronologico, dall’altro si è pensato di far commentare allo stesso magistrato i vari eventi o situazioni, talvolta decontestualizzando immagini o frasi, in una sorta di flusso di coscienza senza tempo. In pratica, si immagina il tutto come se egli stesso illustrasse le parti essenziali della propria vita e ci mostrasse la storia di quegli anni, in Sicilia e non, nel suo impegno contro la mafia.

 
 
 

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Appuntamenti

14

Gen

2017

Quella giustizia che invano finora ho cercato PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
Salvatore Borsellino - 14 gennaio 2017

Ho già in un'altra occasione raccontato della prima volta in cui, dopo la strage di Via d'Amelio, mi recai per la prima volta a Caltanissetta, convocato come testimone e familiare di Paolo Borsellino.
Non conoscendo l'ubicazione del Palazzo di Giustizia chiesi indicazioni a due persone che conversavano sulla porta di un bar. La risposta fu questa: "U palazzu è dda darreri, a Giustizia u 'nnu sapemu unn'è" (il palazzo è la dietro, la Giustizia non lo sappiamo dove sia).
Questa risposta mi è ritornata in mente ieri, giorno dell'arringa finale del mio avvocato di parte civile, Fabio Repici, al Borsellino Quater davanti alla sedia desolatamente vuota riservata ai PM, nessuno dei quali ha ritenuto di dovere presenziare all'udienza di ieri, a parte una rapida apparizione del PM Luciani all'inizio dell'udienza dato che senza quella pur fugace presenza l'udienza non avrebbe potuto avere inizio.
Il PM aveva evidentemente impegni più urgenti e pressanti, ma mi chiedo perché durante i pochi minuti in cui è rimasto presente non abbia mai voltato la testa dalla mia parte che sedevo accanto al mio avvocato, come mi consente la mia posizione di parte civile all'interno del processo, e dall'altro lato, proprio accanto a lui.
Continuavo a fissarlo per poterlo salutare, come è buona educazione e come era reciproca consuetudine nelle prime udienze del processo, ma inutilmente.
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13

Gen

2017

19 gennaio 2017, a Grosseto un pomeriggio per il 77° compleanno di Paolo Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Patricia e Guido Di Gennaro   
di Patricia e Guido Di Gennaro - 13 gennaio 2017

Grosseto - Giovedì 19 gennaio il Movimento delle Agende Rosse, Gruppo Agostino Catalano - Maremma, rende omaggio al Giudice Paolo Borsellino nel 77° anniversario della sua nascita con un pomeriggio dedicato alla visione del documentario di Udo Gümpel e Marco Lillo «Sotto scacco». L'evento si svolgerà a partire dalle 17:00 presso la Sala G. Friuli - Convento di San Francesco, piazza San Francesco a Grosseto.
È intenzione del Movimento delle Agende Rosse ricordare questo coraggioso Magistrato con gioia e speranza, continuando ad adoperarsi affinché presto l'Italia tutta possa iniziare a sentire quel «fresco profumo di libertà» come diceva Borsellino, che si «contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità».
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12

Gen

2017

Borsellino quater: 'Su via d'Amelio depistaggio serio' PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 12 gennaio 2017

“Per la strage di via d'Amelio siamo di fronte ad un depistaggio serio... Scarantino da solo non può aver inventato la strage. Stiamo parlando di un personaggio squallido ma che sicuramente non e' mafioso”. Ne è fermamente convinta l'avvocato Rosalba Di Gregorio avvocato di parte civile di Gaetano Murana al quarto processo sull'eccidio che il 19 luglio 1992 portò alla morte il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Il legale, nel corso della sua arringa, ha passato in rassegna diversi punti critici di quelle dichiarazioni, poi rivelatesi false, di Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci, che poi portarono alle condanne definitive ai processi uno e bis, per poi ricordare le parole dette da Lucia Borsellino ovvero che “se fosse provato qui un depistaggio mio padre sarebbe stato ammazzato due volte”.
Ed è proprio su questo aspetto che il legale insiste: “La Procura ha parlato di depistaggio a più voci. Ma sono soltanto le voci dei tre balordi? A mio avviso non si può ignorare un'eterodirezione, per essere 'riduttivi', di Scarantino e Candura... Ci sono problemi che qualcuno ha evidenziato... ma davvero dobbiamo credere che certi errori avvengono perché La Barbera ha voluto far carriera o perché l'opinione pubblica pressava?”.
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14

Gen

2017

Borsellino quater. Avv. Repici: ''Dietro la strage apparati dello Stato'' PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   

repici f borsellino quaterdi Aaron Pettinari - 14 gennaio 2017

“Lo stupro della figura morale di Paolo Borsellino, dopo la sua uccisione, è che non Cosa nostra ma banditi di Stato si siano appropriati dell'agenda Rossa”. Le parole dell'avvocato Fabio Repici, legale di parte civile di Salvatore Borsellino, risuonano forti nell'aula D del palazzo di giustizia di Caltanisetta, dove si svolge il quarto processo sull'eccidio di via d'Amelio. Accanto a lui siede proprio il fratello del giudice. Da quel 19 luglio 1992, assieme agli altri familiari, attende di conoscere una verità completa su quanto avvenuto in quella disgraziata domenica. Ancor prima che il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza iniziasse a squarciare quello “scenario di cartapesta” che era stato costruito, Salvatore Borsellino aveva ripreso la propria lotta chiedendo a gran voce allo Stato giustizia per suo fratello.
Era da tempo che non tornava in aula e lo scorso anno aveva persino pensato di uscire dal processo dopo il rifiuto dell'allora Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a testimoniare. Sul punto anche Repici è tornato, proprio in apertura di discussione: “E' moralmente intollerabile l'iniziativa assunta da Giorgio Napolitano, nel momento in cui ricopriva la più alta carica dello Stato, di sottrarsi alla testimonianza in questo processo. Ho scoperto che, oltre alla categoria dei testimoni falsi e reticenti esiste anche quella dei testimoni renitenti”. Quella testimonianza mancata (prima ammessa e poi revocata) con il Presidente della Repubblica che inviò una missiva alla Corte d'assise nissena dicendo che la sua testimonianza sarebbe stata ripetitiva, è la raffigurazione plastica di uno Stato che su certi fatti non vuole andare fino in fondo.

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13

Gen

2017

'Sono poche le persone uccise due volte, una è Natale Mondo' PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 13 gennaio 2017

Nella vicenda del mio carissimo amico e collega, Natale Mondo, barbaramente assassinato il 14 gennaio di 29 anni fa, non credo si possa citare la locuzione “La calunnia è un venticello” da “Il barbiere di Siviglia”, opera di Gioacchino Rossini. Non può essere citata, perché non si trattò di un venticello, ma di un vero uragano. Ignobili individui, esaurito il leitmotiv “problemi di fimmini sunnu”, coniato ad ogni assassinio di poliziotto o carabiniere, s'inventarono con l'avvallo di certi organi d'informazione la parola “talpa”, affibbiata a Natale. E la cucirono addosso a Natale talmente bene che persino l'intera opinione pubblica ci credette. Ma, invero, chi conosceva bene Natale Mondo, come chi scrive, era pronto per sostenere l'innocenza di Natale, a giocarsi i gioielli di famiglia, pur di far trionfare la verità e l'innocenza di Natale. La mia rabbia di allora, per la verità ancora non sopita, scaturì anche dal roboante silenzio di tanti, che pure sapevano. E aumentò a dismisura, nel momento in cui il magistrato che seguiva la vicenda di Natale Mondo, non volle interrogarmi per far emergere, nella sua interezza, l'innocenza di Natale.
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11

Gen

2017

Pippo Giordano ricorda Filadelfio Aparo PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 10 gennaio 2016


 
 
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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