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In Primo Piano

25°anniversario strage vIa D'Amelio, 19 luglio 2017: raccolta fondi per le iniziative in programma

Cari amici,


come sapete quest'anno ricorrerà il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Un quarto di secolo di omertà e insabbiamenti. Quando ho iniziato la mia battaglia, esattamente 10 anni fa, con la lettera-denuncia "19 luglio 1992: una strage di Stato" sapevo che arrivare alla Verità e alla Giustizia sarebbe stato difficile come svuotare il mare con un cucchiaio. Però ho iniziato lo stesso e, giorno per giorno, si sono uniti a me, con il loro piccolo cucchiaio, altri compagni di lotta e di strada.
 

Oggi, all'alba di questa venticinquesima ricorrenza e a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, possiamo dire che alcuni risultati li abbiamo raggiunti: l'agenda rossa è entrata a far parte dell'immaginario collettivo di questo Paese come il simbolo della richiesta di verità fino a questo momento negata e insabbiata, e non da Cosa Nostra ma da parti deviate dello Stato; Nicola Mancino è stato messo con le spalle al muro ed ha dovuto ammettere la falsità delle sue dichiarazioni riguardo il suo incontro con Paolo il 1 luglio 1992; il processo sulla trattativa Stato-mafia è partito. E, contro ogni previsione, è arrivato anche l'ultimo e meraviglioso successo: la sentenza del processo sulla strage di Via D'Amelio ha confermato, per la prima volta in venticinque anni, l'esistenza di un depistaggio. Un primo, grande passo verso la Verità e la Giustizia.
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Appuntamenti

24

Apr

2017

Stragi '92/'93, stessa mano. Moventi diversi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 25 aprile 2017

Questo assunto l'ho scritto sulla base di un convincimento maturato nell'ambito della mia pregressa attività investigativa, avulsa da pregiudizi di sorta. Il mio intento è far rilevare due moventi che diedero luogo agli omicidi eccellenti e alle stragi del 1992, rispetto alle stragi nell'anno successivo. Ritengo che la genesi del movente degli attentati del '92 sia da ricercare nella volontà specifica di Riina e dell'intera Cosa nostra, come la risposta violenta per l'onore ferito a seguito delle decisione della Cassazione di confermare le condanne del maxiprocesso. E conclusa l'operazione “pulizia” coi suddetti omicidi e stragi, il movente odio/vendetta potrebbe aver subito un mutamento in corso d'opera, dando la stura alla trattativa Stato-mafia: trattative verosimilmente intensificatesi di seguito all'arresto di Riina e che videro l'apice violenta con gli attentati del '93. Recentemente, quando sui media è rimbalzata la notizia che Salvatore Riina era disposto a “parlare” al processo trattativa Stato-mafia, mi è caduto il mondo addosso. Mi son chiesto: ma allora non avevo capito nulla di Cosa nostra? Rimarco, che da ragazzo, quando per motivi di lavoro frequentavo parte del gotha mafioso degli anni 50/60, mai avrei immaginato una “cantata” con lo Stato. Nooo!!! - mi ripetevo - non è possibile che Totò u curtu, come suo cognato Luca Bagarella, possa “parlare” allo Stato. Poi, invero Riina ha desistito sulla volontà di rispondere ai PM e quindi la mia opinione sui “corleonesi” doc era ampiamente salvata.
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22

Apr

2017

Borsellino Quater, la sentenza certifica il depistaggio da apparati dello Stato PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Fabbretti   

di Federica Fabbretti - 22 aprile 2017

I lettori de Il Fatto Quotidiano avranno saputo che giovedì sera, nell’aula D del Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, è stata emessa una sentenza storica per la giustizia italiana. Ma ne sono venuti a conoscenza solo gli affezionati a questo giornale, poiché sugli altri quotidiani nazionali cartacei è calata l’ombra dell’oblio dell’informazione. La sentenza del processo sulla strage di Via D’Amelio non c’è mai stata.

E sulle versioni online dei quotidiani nazionali è avvenuto un fatto buffo: la notizia “incredibile” è stata l’intervenuta prescrizione nei confronti di Vincenzo Scarantino, invece che le motivazioni per cui si è arrivati ad essa. Come se lo scandalo fosse il proscioglimento del falso pentito e non la certificazione del depistaggio ideato e costruito da apparati dello Stato. D’altronde, la prima domanda che i pochi giornalisti presenti hanno rivolto al procuratore capo Amedeo Bertone dopo la fine della lettura della sentenza è stata: “Quindi la Corte ha confermato completamente la linea della Procura?”. Linea talmente confermata che un avvocato di parte civile, a caldo, ha commentato così: “Questa è la sconfitta della Procura di Caltanissetta”.
 

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22

Apr

2017

Borsellino: ergastolo a due boss, condannati falsi pentiti PDF Stampa E-mail
Scritto da Mercede Riveria   
Borsellino: ergastolo a due boss, condannati falsi pentiti di Mercede Riveria - 21 aprile 2017

Sono stati invece condannati a 10 anni i 'falsi pentiti' accusati di calunnia Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Per Vincenzo Scarantino i giudici nisseni hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di calunnia. In parole povere Scarantino ha effettuato la calunnia perché determinato a commettere il reato dagli apparati di Polizia. Ai familiari delle parti civili costituite - congiunti di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta uccisi in via d'Amelio il 19 luglio 1992 - sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno. Per Salvo Madonia e Vittorio Tutino, è stato chiesto l'ergastolo. I falsi pentiti sarebbero autori del depistaggio che ha portato alla condanna di sette innocenti per i quali, dopo il passaggio in giudicato dell'ultimo verdetto, verrà avviato il processo di revisione. La Corte però ha riconosciuto le attenuanti.
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24

Apr

2017

L'Agenda Ritrovata a 'Partigiani in ogni quartiere' - Milano, 25/4/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE   
di PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE - 24 aprile 2017

Siamo lieti di invitare tutti e tutte alla decima edizione di Partigiani in ogni quartiere.
Dal 25 aprile alle 18:00 al 26 aprile alle 0:00 presso l'Arco della pace, Piazza Sempione 1, 20123 Milano.

D
alle 18 sul palco:
  • Africa Unite_system of a sound
  • cccp_alla liberazione_Zamboni e Baraldi
  • Shandon
  • Treble Lu Professore
  • Giuliana Musso
  • Bebo Storti e Renato Sarti
  • Flavio Pirini
  • Massimiliano Loizzi
  • Fiore Meraviglioso
  • Picciotto&the gold Diggers
  • Rap Caverna Posse
presentano: Rita Pelusio e Alessandra Pasi
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22

Apr

2017

'Il depistaggio su via D’Amelio poteva farlo solo la polizia' PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandra Rizza   

di Sandra Rizza - 22 aprile 2017

Salvatore Borsellino, la Corte d’assise di Caltanissetta ha stabilito per la prima volta che Vincenzo Scarantino fu “indotto” a mentire, rilanciando la pista del depistaggio istituzionale. È soddisfatto della sentenza del processo quater?


Sì, sono soddisfatto. Da questo processo mi aspettavo chiarezza su due punti fondamentali: la matrice istituzionale del depistaggio e la sparizione dell’agenda rossa. Sull’agenda rossa, purtroppo, la verità appare ancora lontana. Ma sulle responsabilità istituzionali che per 25 anni hanno deviato le indagini su via D’Amelio è stato fatto un grosso passo avanti. Oggi è chiaro che qualcuno ha manipolato il teste fasullo al centro della prima indagine. E questo qualcuno non può che essere la Polizia di Stato.
 

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21

Apr

2017

Borsellino quater: ergastolo per i boss. Scarantino 'indotto' a commettere il reato PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari e Francesca Mondin   
di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 21 aprile 2017

Dopo undici ore di camera di consiglio la corte d'assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, ha condannato all'ergastolo i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati della strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino ed i cinque uomini della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Condannati a 10 anni i "falsi pentiti" Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. E’ stato dichiarato “non doversi procedere per pervenuta prescrizione in ordine al reato di calunnia pluriaggravata” nei confronti di Vincenzo Scarantino. A quest’ultimo è stata concessa la circostanza attenuante dell’art.114 terzo comma. In parole povere Scarantino ha effettuato la calunnia perché "determinato a commettere il reato" dagli apparati di Polizia, è stato indotto.
Inoltre la Corte ha disposto la trasmissione ai pm dei verbali d’udienza dibattimentale “per eventuali determinazioni di sua competenza”.
Ai familiari delle parti civili costituite – congiunti di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta uccisi in via d’Amelio il 19 luglio 1992 – sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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