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In Primo Piano

L'Agenda Ritrovata: Ciclostaffetta Milano (25 giugno 2017) - Palermo (19 luglio 2017)

di Associazione Culturale L'Orablù - aggiornato il 14 marzo 2017

In occasione dei 25 anni dalla mortedi Paolo Borsellino, il progetto l’Agenda Ritrovata, sulle ruote di una bicicletta, porterà un libro rosso da Milano a Palermo per testimoniare che c’è un Paese che non ha dimenticato, vuole raccontare quel che è successo e far riflettere su legalità, giustizia e lotta alla mafia.
A partire dal 25 giugno 2017, spettacoli teatrali, concerti, proiezioni e dibattiti si svolgeranno lungo un percorso a tappe in cui l’agenda verrà ospitata in luoghi amici, raccoglierà le testimonianze di chi ha partecipato e, a Palermo, il 19 luglio 2017, verrà consegnata a Salvatore Borsellino che, in tutti questi anni, non ha mai smesso di lottare. Tutti possono partecipare e non solo pedalando!
Il progetto l'Agenda Ritrovata è stato presentato domenica 12 marzo a Milano all'interno di 'Fa' la cosa giusta!', la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
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Appuntamenti

07

Feb

2017

Borsellino quater, le difese di Andriotta e Scarantino: 'Loro burattini, ma altri tiravano fili' PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 7 febbraio 2016

“Andriotta, il mio assistito, può essere stato un burattino ma altri erano i burattinai. E di questo si deve tener conto quantomeno per concedere le attenuanti generiche”. A dirlo è l'avvocato Gianluca Orlando, difensore di Francesco Andriotta, il falso pentito accusato di calunnia assieme a Vincenzo Scarantino e Calogero Pulci al processo Borsellino quater (accusati di strage i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino) in corso di fronte alla Corte d'assise di Caltanissetta. Secondo il legale è troppo elevata una richiesta di pena a 14 anni per il reato di calunnia anche se “è vero che parliamo di fatti gravi e si parla del più grande depistaggio che sia mai avvenuto in questo Paese con 8 condannati innocentemente”.
L'avvocato Orlando, oggi impegnato nella sua arringa difensiva, ha spiegato come, a suo parere, non sia assolutamente credibile l'ipotesi di concorso nella calunnia tra il suo assistito e “il balordo della Guadagna”, Scarantino.
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30

Gen

2017

La ''Casa di Paolo'' e le porte aperte ai senzatetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari   
di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari - 30 gennaio 2017

Non solo iniziative per i bambini della Kalsa, la “Casa di Paolo”, inaugurata appena un anno e mezzo fa da Salvatore Borsellino e le Agende Rosse, ha voluto aprire le porte dando accoglienza ai senzatetto. Un modo per fare la propria parte vista l'emergenza che si era creata con il grande freddo dei primi giorni di gennaio. “Queste mura non vogliono rappresentare solo un luogo di memoria – ricorda proprio Salvatore Borsellinoma sono anche un luogo di accoglienza per tutti. Quando ho trovato quattro senzatetto che mangiavano dentro la Casa di Paolo per me è stata una grande gioia. Vorrei persino far togliere le porte perché tutti devono poter entrare in quei luoghi e trovare l'amore di mio fratello, l'amore che aveva per la vita e per la città. E' con questo spirito che abbiamo avviato il doposcuola e le attività per i bambini della Kalsa ed è con lo stesso entusiasmo che abbiamo voluto fare la nostra parte, grazie al sostegno dell'associazione Angeli della notte Onlus ed i nostri volontari, ai senzatetto e agli immigrati”. Dall'8 gennaio, fino a quest'ultimo fine settimana, in quindici hanno trovato riparo nei locali di via Vetriera le cui porte sono rimaste aperte senza discriminazioni.
A trovare riparo sono stati uomini e donne, italiani e stranieri, persino persone disabili. Perché la solidarietà non ha distinzioni. A loro, i volontari, hanno cercato di non far mancare nulla.

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29

Gen

2017

Processo trattativa: se parlasse Totò Riina? PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 27 gennaio 2017

Qualcuno degli imputati ci può dire se consente di sottoporsi all'esame dei pm?”. La domanda del presidente della Corte d'assise, Alfredo Montalto, arriva in chiusura di udienza al processo trattativa Stato-mafia. C'è chi è già stato ascoltato in dibattimento, come Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino, chi decide di “non acconsentire”, come il medico Antonino Cinà, chi non può esprimersi in quanto “assente per rinuncia”, come il boss Leoluca Bagarella, chi prende tempo assicurando di dare una risposta entro la prossima udienza del 9 febbraio (gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, l'ex senatore Marcello Dell'Utri e l'ex ministro Nicola Mancino), e chi, invece, si dichiara disponibile: Totò Riina. Il “capo dei capi” è sdraiato sulla lettiga, si fa trasportare fino al telefono per interloquire con il proprio legale, Giovanni Anania, presente in aula, e dà la sua risposta che viene comunicata al cancelliere.
Una vera e propria “novità” se si considera il recente passato. Lo scorso anno, infatti, il boss corleonese avrebbe dovuto deporre al processo Borsellino quater. Alla fine i pm nisseni rinunciarono al suo esame in quanto tramite l'altro storico legale, Luca Cianferoni, Riina (che un mese prima era stato ricoverato in ospedale) aveva dichiarato di star male e che qualora fosse stato bene si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.
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31

Gen

2017

Trattativa Stato-mafia, Salvatore Borsellino: 'Riina? Da lui non ci si può aspettare la verità' PDF Stampa E-mail
Scritto da Gisella Ruccia   
di Gisella Ruccia - 31 gennaio 2017

Totò Riina risponderà alle domande del pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia? Quando parlano personaggi di questo spessore, non c’è da aspettarsi che dicano delle verità“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ho scelto Cusano” (Radio Cusano Campus) da Salvatore Borsellino, che spiega: “Sicuramente lancerà messaggi criptici, messaggi in codice, come fanno sempre quei personaggi. Da un irriducibile come Riina non ci si può aspettare il vero. Potrebbe lanciare a qualcuno messaggi di questo tenore: ‘Attenzione, perché potrei parlare’. Sta ai pm che lo interrogheranno riuscire a cavare dalla bocca di Riina qualche brandello di verità“. E aggiunge: “Se ci sono pericoli di morte per Nino Di Matteo, non arrivano certo dalla mafia, ma da altre parti, cioè da chi può avere paura del fatto che vengano alla luce cose che riguardano chi all’interno dello Stato deviato ha partecipato alla trattativa. Probabilmente nomi e contenuti nell’agenda rossa di Paolo che sicuramente non è stata sottratta dalla mafia, ma dai servizi che l’hanno fatta sparire”.
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29

Gen

2017

Salvatore Borsellino: 'D'accordo con Lari, le ragioni del magistrato solo nelle aule di giustizia' PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   

di Salvatore Borsellino - 29 gennaio 2017

Anno giudiziario: Lari, polemiche strumentali su pm stragi

29 gennaio 2017, Caltanissetta (ANSA). "Polemiche strumentali contro i colleghi che si sono occupati delle stragi". Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari, quando ha tracciato un bilancio del lavoro della Procura nissena contro la criminalità mafiosa all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Ai magistrati del gruppo stragi ed a chi li ha coordinati va riconosciuto di avere portato avanti con fermezza processi complessi - ha spiegato - in un clima talvolta arroventato da polemiche strumentali e destituite di fondamento che hanno trovato spazio su alcuni organi di stampa, senza avere ceduto alla tentazione di replicare alle provocazioni. Questi colleghi, a ben vedere, hanno tenuto comportamenti, frutto di elevato senso di responsabilità istituzionale, ispirati al principio secondo cui il magistrato ha il dovere di sviluppare le sue ragioni esclusivamente nelle aule di giustizia".

ANSA

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29

Gen

2017

L'arte del 'cuntista' per il compleanno di Paolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 28 gennaio 2017

Per il compleanno di Paolo, che abbiamo festeggiato il 19 gennaio all'Antico Teatro Santa Cecilia, nel quartiere della Kalsa di Palermo, a poche centinaia di metri dalla Casa di Paolo, ho voluto regalare a mio fratello uno dei ricordi di quando eravamo ragazzi e andavamo a passare interi pomeriggi alla Villa Giulia.
Lì spesso veniva a narrare le sue storie di paladini un "cuntista", un vecchietto con una panchetta ed una spada di legno che ci estasiava raccontando le sue storie di paladini levando in aria e facendo roteare la sua spada di legno.
Ho saputo, grazie al mio amico Enzo Novara, falegname che ha la sua bottega alla Kalsa, dove fa rivivere le antiche travi trasformandole in pesci, in mani, in braccia, in Cristi, in una delle mille forme e mille vite che può vivere il legno, che si chiamava Vito Genovese, come il boss mafioso trapiantato in America.
Un "cuntista" ha bisogno di poche cose, una spada e una panca, la voce e la memoria. Le prime le ho chieste ad Enzo e, in poco tempo, me le ha fatte. La voce e la memoria me le aveva già date tanti anni fa mia madre, e così, grazie anche alla coppola che il giorno prima mi aveva regalato il mio amico Francesco Rizzuto, capo di una cooperativa di "Api calesse", ho potuto fare il mio regalo a Paolo.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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