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In Primo Piano

Paolo Emanuele Borsellino - Un uomo libero
di Riccardo Matera - 15 febbraio 2017

Video-documentario su Paolo Emanuele Borsellino, diviso in sei parti e realizzato utilizzando immagini scaricate da internet o da me estratte da video presenti on line.
Se da un lato le vicende vengono mostrate secondo un ordine cronologico, dall’altro si è pensato di far commentare allo stesso magistrato i vari eventi o situazioni, talvolta decontestualizzando immagini o frasi, in una sorta di flusso di coscienza senza tempo. In pratica, si immagina il tutto come se egli stesso illustrasse le parti essenziali della propria vita e ci mostrasse la storia di quegli anni, in Sicilia e non, nel suo impegno contro la mafia.

 
 
 

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Appuntamenti

28

Nov

2016

Vent'anni di sospetti e un'inchiesta suicida. Così il delitto Caccia resta senza colpevole PDF Stampa E-mail
Scritto da Ottavia Giustetti   

di Ottavia Giustetti - 28 novembre 2016

Era già stato sotto inchiesta a Milano, Rocco Schirripa, vent' anni fa. Era sospettato anche allora dell'omicidio del procuratore capo di Torino, Bruno Caccia. Ma in procura nessuno se ne è accorto.

Nessuno ricordava, e non era neppure tra gli atti dei difensori, quel "fascicolo fantasma", aperto il 13 novembre 1996 dal pm Giovanbattista Rollero, sulla scia delle dichiarazioni del pentito Vincenzo Pavia, raccolte dalla procura di Torino. È l' indagine che potrebbe chiudere per sempre ogni speranza di trovare un colpevole in questo processo infinito e tormentato.

I magistrati hanno commesso un errore di procedura, dimenticando o non sapendo che esisteva questa inchiesta. E hanno saltato un passaggio, omettendo di farsi autorizzare la riapertura delle indagini.

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28

Nov

2016

Omicidio Caccia, la famiglia chiede l'avocazione dell'indagine su Cattafi e Latella PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   

di Aaron Pettinari - 28 novembre 2016

Il processo contro il presunto killer del giudice Bruno Caccia rischia l’azzeramento, dopo il “vizio procedurale” con cui era iniziata la nuova inchiesta del 2015. Una notizia “sconcertante” per la famiglia Caccia che da trentatre' anni attende una completa verità sull’assassinio in merito alla causale del delitto, sulla rete di cointeressenze che hanno portato all’omicidio e sui depistaggi che sono stati perpetrati nel corso del tempo. Proprio Fabio Repici, legale della famiglia Caccia, commentando la richiesta di scarcerazione di Rocco Schirripa presentata dalla Procura di Milano, aveva ricordato che l’impegno non si sarebbe interrotto e che lo stesso sarebbe proseguito “in coerenza con la dedizione che ci ha accompagnato fino a oggi”.

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27

Nov

2016

Procuratore diffama con falsi dossier il prof antimafia: condannato a risarcire 800 euro PDF Stampa E-mail
Scritto da Gian Antonio Stella   
di Gian Antonio Stella - 21 novembre 2016

Era proprio lui, il corvo: l’allora procuratore generale messinese. Lo dice la sentenza della Cassazione che, depositata nei giorni scorsi, inchioda Franco Antonio Cassata (nella foto, ndr), a lungo il più influente magistrato della città sullo Stretto, per una colpa infamante. La diffamazione pluriaggravata, con un dossier anonimo, di un morto: Adolfo Parmaliana, il docente suicida perché stremato dalla fatica di battersi contro il malaffare e una certa poltiglia giudiziaria.

Sempre Sua Eccellenza

Una condanna piccola piccola: 800 euro. E spropositatamente bassa, per fare un esempio, rispetto ai nove mesi di carcere inflitti nel 2013 a un immigrato senegalese, mai arrestato prima, che dopo aver perso il lavoro aveva tentato di rubare in un supermarket un paio di confezioni di latte in polvere: di qua un dossier anonimo gonfio di veleni, di là il tentato furto di latte in polvere. Ma una condanna fondamentale per una città dove quel giudice era potentissimo. E che consente ora alla vedova del morto, Cettina, di chiedere un risarcimento in sede civile scartando ogni ipotesi di accordo bonario: «La cosa che più mi fa male è vedere come, nonostante le condanne in primo, secondo e terzo grado, lui si muova per Barcellona Pozzo di Gotto, la sua città, come fosse sempre Sua Eccellenza il Signor Procuratore Generale. Come se nessuno sapesse nulla. E gli fanno pure l’inchino. Un signorotto feudale».
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28

Nov

2016

Faccia da Rondolino PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino   

di Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino - 28 novembre 2016

Il giornalista Fabrizio Rondolino dell’Unità definisce "Black-Block" Roberto Scarpinato in quanto il magistrato colleziona nel suo intervento “un concentrato di bufale e di sciocchezze” a sostegno del NO alla riforma. Quali sarebbero queste bufale secondo l'articolo di Rondolino?
La prima: Scarpinato sostiene che “La riforma abroga l’art. 58 che sancisce il diritto dei cittadini ad eleggere i senatori, e con ciò stesso svuota di contenuto l’art. 1 della Costituzione, che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo”. Tale affermazione è definita “bufala” da Rondolino perché è mai “possibile che un procuratore della Repubblica non sappia che i nuovi senatori saranno eletti contestualmente ai consiglieri regionali, e che i consiglieri regionali sono eletti a suffragio universale?

Mi chiedo come Rondolino possa, con una sola frase, dire ben due sciocchezze.

  1.    L’articolo 58 è stato abrogato (proprio così!) dalla riforma Boschi-Verdini.
  2.    L’elezione contestuale (in realtà il termine corretto è ‘in conformità’) dei senatori, prevista dal modificato articolo 57, non è un’elezione diretta.
Oltretutto, la procedura di elezione prevista da quest’ultimo articolo, rimanda ad una tabella, allegata alla riforma, che prevede il limite di soli 2 senatori per 10 regioni e Province su 20.

Rondolino, potrebbe spiegare a noi semplici cittadini, come sarà rispettata questa benedetta conformità alle scelte che esprimeremo in sede di elezione dei nostri consigli regionali? E’ chiaro che solo 1 consigliere sarà eletto senatore e, com’è logico immaginare, solo il partito di maggioranza potrà esser rappresentato nel nuovo Senato.

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28

Nov

2016

A rischio il processo per l'omicidio Caccia, la figlia Paola: 'Non è solo distrazione' PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
di Lorenzo Baldo - 28 novembre 2016

“Non posso credere che si tratti solo di una distrazione. Che comunque è ugualmente una mostruosità, perchè i processi non dovrebbero essere fatti con una tale leggerezza. E se non è una distrazione non riesco a capire di cosa si tratta”. Al telefono la voce di Paola Caccia, figlia del magistrato assassinato il 26 giugno 1983, non tradisce rabbia o dolore, solamente tanta dignità e un senso profondo di disorientamento. Le chiedo quale sia stato il primo pensiero alla notizia di questo gravissimo errore “tecnico” che gravita sul processo per l'omicidio di suo padre. “Il primo pensiero è stato un vero e proprio punto interrogativo: tanta incredulità. Arrivi a domandarti come si sia potuto verificare un errore così grosso. E non riesci davvero ad immaginarlo... Dopo l'ultima udienza di mercoledì scorso ero tornata a casa un po' più sollevata: mi era sembrato che fossimo riusciti ad aprire uno spiraglio in un 'muro' che abbiamo sempre percepito fin dalle prime udienze. Ogni volta che ponevamo delle osservazioni o delle domande venivano sempre rispedite al mittente con la motivazione che queste non avevano nulla a che fare con Rocco Schirripa. Ci veniva detto che non eravamo lì per indagare sul movente, sulla motivazione del delitto, ma solo per fare luce su ciò che riguardava Schirripa... Sono arrivati a dirci questo: l'ho trovato semplicemente pazzesco!”. La figlia del giudice Caccia ricorda che proprio all'ultima udienza il Presidente della Corte di Assise, Illio Mannucci Pacini, aveva eccepito l'istanza del loro avvocato, Fabio Repici, accogliendo la sua richiesta di poter interrogare il boss Angelo Epaminonda. “A breve, quindi, il nostro legale avrebbe potuto interrogare Epaminonda per approfondire la questione Belfiore, così come le vicende che ruotano attorno al Casinò di Saint Vincent ed altro ancora. Mi sembrava davvero una piccola apertura e ricordo di essermi sentita un po' più ottimista. L'interrogatorio di Placido Barresi non si era ancora concluso e, a parer nostro, riservava ancora risvolti interessanti, a breve avremmo potuto interrogare anche Ciccio Miano e invece improvvisamente si fermato è tutto. E' come se mi fosse cascato addosso un macigno...”.
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27

Nov

2016

Richiesta di scarcerazione per Schirripa, Paola Caccia: 'Ci sembra di dover ripartire da zero' PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerio Cataldi   
di Valerio Cataldi - 27 novembre 2016

Rocco Schirripa (nella foto, ndr), unico imputato nel processo per l'omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia nel 1983, deve essere scarcerato. E' lo stesso PM ad ammettere di non essersi accorto dell'esistenza di un procedimento penale archiviato per gli stessi fatti venti anni fa.

Paola Caccia (figlia del Procuratore Bruno Caccia): 'Ci sembra di dovere ripartire da zero, tornare indietro, anche se non è la prima delle anomalie che abbiamo riscontrato nello svolgimento di questo processo in cui in tutte le udienze si ribadiva il fatto che non dovevamo chiederci quale era il vero movente'.


Bruno Caccia lo ammazza la 'ndrangheta, questa è la sola certezza ma le ragioni per cui Caccia è stato assassinato non sono mai state chiarite.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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