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In Primo Piano

Paolo Emanuele Borsellino - Un uomo libero
di Riccardo Matera - 15 febbraio 2017

Video-documentario su Paolo Emanuele Borsellino, diviso in sei parti e realizzato utilizzando immagini scaricate da internet o da me estratte da video presenti on line.
Se da un lato le vicende vengono mostrate secondo un ordine cronologico, dall’altro si è pensato di far commentare allo stesso magistrato i vari eventi o situazioni, talvolta decontestualizzando immagini o frasi, in una sorta di flusso di coscienza senza tempo. In pratica, si immagina il tutto come se egli stesso illustrasse le parti essenziali della propria vita e ci mostrasse la storia di quegli anni, in Sicilia e non, nel suo impegno contro la mafia.

 
 
 

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Appuntamenti

27

Nov

2016

Omicidio Caccia, la Procura di Milano chiede la scarcerazione di Schirripa PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 27 novembre 2016

Colpo di scena al processo in corso in Corte d'assise a Milano contro Rocco Schirripa, presunto esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato a colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983 in via Sommacampagna, nei pressi della sua abitazione, mentre portava a spasso il cane. Il pm di Milano ha infatti chiesto la revoca della misura di custodia cautelare in carcere per Schirripa in quanto il procedimento è "affetto da irreparabile vizio procedurale".

A rivelare il fatto è il legale di parte civile, Fabio Repici, con una nota: "Apprendiamo la notizia con sconcerto incredibile. Secondo quanto scrive il pubblico ministero il procedimento avviato a carico di Rocco Schirripa è affetto da un irreparabile vizio procedurale compiuto dalla Procura della Repubblica di Milano (la mancata richiesta di autorizzazione al gip per la riapertura delle indagini nei confronti di Schirripa il quale per il delitto Caccia era già stato indagato e su richiesta della Procura della Repubblica archiviato il 21.2.2001) la cui ferale conseguenza è l’assoluta inutilizzabilità di ogni atto d’indagine e processuale compiuto nei confronti dell’imputato Schirripa. Per questo - aggiunge - il pubblico ministero ha avanzato richiesta di scarcerazione".

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26

Nov

2016

Lettera aperta al Presidente Mattarella sui delitti Agostino e Piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Giuseppe Giordano - 26 novembre 2016

Esimio signor Presidente,
mi perdoni se mi permetto di scriverLe, ma dopo aver letto il contenuto di questa lettera, sono certo che Ella capirà il mio stato d'animo. Innanzitutto come ex poliziotto e per giunta palermitano come Lei, signor Presidente, sono particolarmente amareggiato nel non veder trionfare la verità sulla morte di due fedeli servitori dello Stato, i poliziotti Antonino Agostino e Emanuele Piazza. Nonché della moglie di Agostino, Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi. Le chiedo, signor Presidente, d'esaminare l'opportunità di nominare una Commissione d'inchiesta tendente a scrivere finalmente la verità. Parimenti, penso sia doveroso dare risposte ai familiari che da 27 anni aspettano giustizia. Signor Presidente, mi riesce davvero difficile comprendere che un Paese come il nostro non sia grado di dare giustizia.
Con deferente ossequio, Le porgo distinti saluti.
Giuseppe Giordano

Ecco i fatti:
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19

Nov

2016

Lettera aperta da un insegnante al direttore di 100Passi Journal PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Bruno Belsito   

liceo-deandre-bresciadi Mario Bruno Belsito - 19 novembre 2016

Gent.mo Direttore

Mi permetto di chiedere ospitalità al suo giornale per rendere noti i contenuti del progetto educativo che da qualche anno porto avanti e fare un pubblico appello a tutte le persone sensibili al tema che intenderanno dare un proprio contributo divulgando a loro volta video e i contenuti del progetto.Qualche anno fa nel percorrere il corteo commemorativo in onore di Peppino Impastato ho intravisto qualche scolaresca con relativi docenti accompagnatori. Non vi nascondo che ho provato immediatamente un pizzico d’invidia e subito dopo una voglia irrefrenabile di provare a portare a mia volta una delegazione del liceo delle scienze umane Fabrizio De Andrè di Brescia. Bisognava costruire un progetto, avvicinare gli studenti più sensibili al tema agli Eroi morti per mano della mafia, documentarli,sensibilizzarli. Oltre che a sognare c’era da lavorare,c’era da crederci ed al mio fianco avevo la persona giusta, la dirigente del mio liceo. Da cugina del compianto Stefano venuti, da palermitana e da antimafiosa convinta non poteva che sognare insieme a me. A maggio 2015 lei, Rita Venuti in testa ed una delegazione di 45 studenti ripercorrono le orme dei veri Eroi. Nel maggio del 2016 riusciamo a coinvolgere altre 10 scuole provenienti da diverse regioni d’Italia ed il sogno comincia a prendere forma. Nelle cinque giornate siciliane decine di persone mi hanno fatto i complimenti, ho rilasciato diverse interviste,scambiato i miei contatti e condiviso i contenuti del progetto con chiunque me lo chiedesse. Se da un lato la cosa mi fa immensamente piacere, dall’altra mi spinge a chiedermi, ma perche cavolo ci credo solo in questa forma alternativa di progetto educativo rivolto agli studenti di ogni parte d’Italia? Peppino Impastato è uno dei miei modelli di riferimento, un sognatore, un idealista. Come Peppino sogno, questo progetto può e deve coinvolgere sempre più studenti di ogni parte d’Italia, deve rappresentare un mezzo per coloro che come me pensano che dimenticare gli eroi morti per mano della mafia significa ucciderli a nostra volta. Mi appello quindi a ciascuno di voi affinche mi aiuti a diffondere e coinvolgere docenti e dirigenti scolastici di ogni dove  che mi aiutino a formare una carovana arcobaleno di studenti che rappresentino la loro provincia o la loro regione. Mi rendo disponibile per tutto ma non ditemi bravo, fate qualcosa, sognate. La nostra società,il futuro delle nuove generazioni parte dalla scuola ed io ho bisogno di ognuno di voi per continuare a sognare.
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26

Nov

2016

Processo Caccia, la Procura avanza richiesta di scarcerazione per Rocco Schirripa PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Repici   
di Fabio Repici - 26 novembre 2016

Quale difensore dei figli del dr. Bruno Caccia, Procuratore della Repubblica di Torino assassinato il 26 giugno 1983, costituiti quali parti civili nel processo in corso innanzi alla Corte di assise di Milano nei confronti dell’imputato Rocco Schirripa, ho ricevuto oggi dalla Procura della Repubblica di Milano la notifica dell’istanza, avanzata alla Corte di assise dal Pubblico ministero, di scarcerazione dell’imputato, allo stato detenuto dal 22 dicembre 2015 perché ritenuto uno degli esecutori dell’omicidio del dr. Bruno Caccia.
Secondo quanto scrive il Pubblico ministero, il procedimento avviato a carico di Rocco Schirripa è affetto da un irreparabile vizio procedurale compiuto dalla Procura della Repubblica di Milano (la mancata richiesta di autorizzazione al Gip per la riapertura delle indagini nei confronti di Schirripa, il quale per il delitto Caccia era già stato indagato e su richiesta della Procura della Repubblica archiviato il 21.2.2001), la cui ferale conseguenza è l’assoluta inutilizzabilità di ogni atto d’indagine e processuale compiuto nei confronti dell’imputato Schirripa. Per questo il Pubblico ministero ha avanzato l’istanza di scarcerazione.
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22

Nov

2016

Intervento di Fabio Repici sulla sentenza Cassata - RADIO RAI1, 22 novembre 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   

di Redazione 19luglio1992.com - 22 novembre 2016

Martedì 22 novembre 2016 l'Avv. Fabio Repici commenterà, durante la trasmisssione radiofonica RESTATE SCOMODI (RADIO RAI1, ore 16:05 - 16:57), la sentenza con cui l'ex Procuratore Generale di Messina, Franco Cassata, è stato condannato in via definitiva il 14 luglio 2016 per diffamazione ai danni del Prof. Adolfo Parmaliana.


'Restate Scomodi': Storie e personaggi di un paese che cambia e vuole cambiare. L'approfondimento giornalistico pomeridiano di Radio1 con il contributo degli inviati del giornaleradio e dei corrispondenti dalle sedi estere della Rai.
Potete seguire la diretta qui:
http://www.rai.it/dl/portaleRadio/popup/player_radio.html?v=1

 

13

Nov

2016

Calogero Zucchetto: la bellezza della lealtà PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 13 novembre 2016

Il premio Nobel Luigi Pirandello disse: “La lealtà è un debito, è il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri. Tradire è orribile.” Un ragazzo siciliano, che alla pari di tanti altri, incarnò la bellezza della lealtà si chiamava Calogero Zucchetto, “Lillo”, giovane agente della Squadra mobile di Palermo. Lillo, morì non tradendo. Esempio della migliore gioventù siciliana. Sono trascorsi 34 anni da quando i killer di Cosa nostra spensero la sua giovane vita. Era domenica quel maledetto 14 novembre del 1982. Quel giorno  ero di riposo a casa, quando nel pomeriggio, mia mamma mi chiamò dicendomi: “Scendi, c'è un tuo collega al telefono che ti vuol parlare”. Presi la cornetta e il mio caro amico e collega della V° sezione di Ninni Cassarà non mi diede nemmeno il tempo di salutarlo: “Hanno ammazzato Lillo. Non ti muovere da casa che veniamo a prenderti”. Io soggiunsi: “Ma, che cosa stai dicendo?…”
“ Pippo, purtroppo è vero. Gli hanno sparato in Via Notarbartolo……Pippo, sei ancora in linea?”
“….Sì. Oh mio Dio”.
“Cassarà ha detto di non muoverti, veniamo noi a prenderti”.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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