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In Primo Piano

Paolo Emanuele Borsellino - Un uomo libero
di Riccardo Matera - 15 febbraio 2017

Video-documentario su Paolo Emanuele Borsellino, diviso in sei parti e realizzato utilizzando immagini scaricate da internet o da me estratte da video presenti on line.
Se da un lato le vicende vengono mostrate secondo un ordine cronologico, dall’altro si è pensato di far commentare allo stesso magistrato i vari eventi o situazioni, talvolta decontestualizzando immagini o frasi, in una sorta di flusso di coscienza senza tempo. In pratica, si immagina il tutto come se egli stesso illustrasse le parti essenziali della propria vita e ci mostrasse la storia di quegli anni, in Sicilia e non, nel suo impegno contro la mafia.

 
 
 

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Appuntamenti

12

Nov

2016

Processo Borsellino Quater, i pm: 'Graviano azionò il telecomando in via d'Amelio' PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Mondin, Miriam Cuccu e Aaron Pettinari   

di Francesca Mondin e Miriam Cuccu - 10 novembre 2016

“Il boss Giuseppe Graviano (in foto) azionò il telecomando per la bomba dietro un muretto in via d'Amelio, assieme a lui c'era anche Fifetto Cannella”. Così il pm Stefano Luciani, nel terzo atto della requisitoria al processo Borsellino quater, esclude dallo scenario della strage il Castello Utveggio, che dal Monte Pellegrino domina Palermo con una visuale perfetta su via d'Amelio. “Gli accertamenti processuali – chiarisce il pubblico ministero – portano, sulla base di quella che era la funzione originariamente associata all'Utveggio, ad escludere che da lì fosse stato azionato il telecomando”.
La presenza di Graviano in via d'Amelio, prosegue il pm, è corroborata “dalle dichiarazioni del pentito Fabio Tranchina che riportò di quando il boss di Brancaccio gli disse “che si sarebbe messo comodo nel giardino”. Conferma la sua versione il collaboratore Giovanbattista Ferrante, il quale riferisce di come il boss Salvatore Biondino gli disse che il muretto posto alla fine di via d'Amelio “sarebbe potuto cadere addosso a chi avrebbe premuto il telecomando”.

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12

Nov

2016

'La Costituzione: conservarla o riformarla?' - Torino, 24 novembre 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse Torino gruppo Paolo Borsellino   
di Movimento Agende Rosse Torino gruppo Paolo Borsellino - 12 novembre 2016

"La Costituzione della Repubblica italiana - Conservarla o Riformarla?" è il titolo dell'incontro organizzato dalle Agende Rosse di Torino - gruppo 'Paolo Borsellino'
giovedì 24 novembre alle ore 20,30 presso l’Aula Magna dell'Istituto Avogadro, in corso San Maurizio 8 a Torino. Una serata per approfondire le modifiche costituzionali sulle quali saremo chiamati ad esprimerci al referendum del 4 dicembre.
Interverranno:
Salvatore BORSELLINO - fratello del giudice Paolo, Presidente e Fondatore del Movimento Agende Rosse
Piero RICCA - giornalista e attivista civile
Alessandra ALGOSTINO - docente di diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Torino
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12

Nov

2016

Gioacchino Genchi: 'Sono ritornato ad esercitare la professione di Avvocato' PDF Stampa E-mail
Scritto da Gioacchino Genchi   
di Gioacchino Genchi - 26 ottobre 2016

Cari amici,

Finalmente sono in pensione dalla Polizia di Stato!

Nei giorni scorsi l’Ordine degli Avvocati di Roma ha deliberato la mia reiscrizione all’Albo ed è ora mia intenzione proseguire a tempo pieno la professione forense nella specialità penale, cui ho già dedicato con entusiasmo i miei anni giovanili e gli anni dal 2011 al 2015 di assenza dalla Polizia di Stato.

Avrò, in tal modo, l’occasione di mettere a frutto l’esperienza professionale maturata in tanti anni, prima come avvocato e poi come funzionario di polizia e consulente dell’Autorià giudiziaria nel settore informatico, telematico e delle telecomunicazioni.

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12

Nov

2016

Processo Caccia: riunioni fantasma e atti non scritti PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Milosa   

di Davide Milosa - 9 novembre 2016

Domenico Belfiore
ne decise la condanna. A eseguirla fu il calabrese Rocco Schirripa. Cose di ’ndrangheta. Questa la linea sostenuta in passato (nonostante contraddizioni emerse durante l’istruttoria dell’epoca) e seguita oggi nel processo a carico di Schirripa che si sta svolgendo a Milano. Titolare del fascicolo un magistrato di grande competenza ed esperienza come Marcello Tatangelo con la supervisione del procuratore aggiunto antimafia Ilda Boccassini. Le garanzie, dunque, non mancano. Eppure, alle udienze del 19 ottobre e del 2 novembre scorsi sembrava mancare qualcosa per comporre in maniera definitiva la ricostruzione dell’inchiesta.

Emergono, ad esempio, buchi temporali per fissare le date delle riunioni preliminari all’indagine, attività investigative non segnalate con relative annotazioni di servizio, o anche fatti oggettivamente sbagliati, ma mai rettificati negli atti del fascicolo. Già di per sé appare curioso che un’indagine di tale peso (Caccia è stato l’unico magistrato del Nord Italia ucciso dalla mafia) e rilevanza storica sia, come emergerà in aula, seguita da un solo investigatore, l’ispettore Massimo Cristiano, pur esperto di mafia. Ma così è, tanto che il presidente della Corte, riprendendo le parole dell’accusa, ha spiegato che i dirigenti della Squadra mobile di Torino si sono limitati alla firma degli atti. Basta lui, dunque, per illustrare l’intera vicenda. La Procura di Milano, va detto, si dichiara disponibile a concedere all’avvocato della famiglia Caccia di sentire anche gli altri poliziotti coinvolti.

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12

Nov

2016

Lo spettacolo 'Minchia Signor Tenente' approda a Roma - dal 18 al 27 novembre 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Beatrice Andolina   
di Beatrice Andolina - 12 novembre 2016

Antonio Grosso e la sua rappresentazione teatrale "Minchia Signor Tenente", arriva finalmente anche a Roma!
Dal 18 al 27 Novembre avremo la possibilità di assistere ad una commedia cult degli ultimi 8 anni, dove si parla di mafia, in modo comico ed originale, si ride tanto e, alla fine, si riflette sulle parole di Salvatore Borsellino, quando Antonio Grosso, tenendo tra le mani la sua Agenda Rossa, parla dell'importanza di ricordare le Vittime di quella mafia mai sconfitta e dell'estenuante ricerca di condanna, svolta da coloro che ogni giorno si adoperano mettendo in pericolo la propria vita e quella dei propri cari, al fine di raggiungere la verità e la giustizia.
Sarà una buona occasione per incontrarci e renderci disponibili a distribuire le Agende Rosse ed un video girato da Antonio Grosso, messo generosamente a disposizione per Salvatore Borsellino per la raccolta fondi per la "Casa di Paolo". Già punto d'incontro di molti giovani di Palermo e di attivisti Antimafia, per una gratuita formazione professionale informatica ed una crescita interiore nel Diritto e nella Giustizia.
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09

Nov

2016

Uno striscione per il pm Di Matteo sulla facciata del Municipio di Torino PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Quirico   
Lo striscione per Di Matteo di Massimiliano Quirico - 8 novembre 2016

Oggi sulla facciata di Palazzo Civico è stato esposto lo striscione “Torino non lascia solo Nino Di Matteo”.
“È un atto simbolico – dichiara Carlotta Tevere, presidente della Commissione consiliare Legalità – per esprimere la vicinanza di tutta la comunità torinese a Di Matteo, coraggioso e integerrimo magistrato, da anni in prima linea nella lotta alle mafie. Il suo lavoro, così come la sua recente scelta di continuare a operare a Palermo, sono un esempio per le nuove generazioni, così come per le Istituzioni”.
“Abbiamo voluto rendere omaggio a un uomo coraggioso e determinato, impegnato ogni giorno nel combattere le mafie” – ha detto la Sindaca Chiara Appendino. “È un modo per ringraziare lui e tutti i magistrati che rischiano la vita per adempiere il proprio dovere, contribuendo a costruire una società più giusta”.
Nell’occasione, la Sindaca Chiara Appendino, il presidente del Consiglio Comunale Fabio Versaci, la vicepresidente Serena Imbesi, la presidente della Commissione Legalità Carlotta Tevere e alcuni consiglieri comunali hanno incontrato una delegazione del Gruppo Agende Rosse “Paolo Borsellino” di Torino.
Lo striscione, voluto dalla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Comunale all’unanimità, rimarrà esposto per una settimana.
L’8 giugno 2015 il Consiglio Comunale di Torino aveva consegnato la cittadinanza onoraria a Di Matteo.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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