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In Primo Piano

XXV Anniversario strage di via d'Amelio, il programma degli eventi a Palermo
di Movimento Agende Rosse - 16 luglio 2017

Il Movimento Agende Rosse, in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di via Mariano D'Amelio, organizza una serie di iniziative a Palermo da lunedì 17 a mercoledì 19 luglio 2017. Grazie di cuore a tutte le persone che con le loro donazioni hanno reso possibile organizzare gli eventi. Di seguito il programma della manifestazione che potrà subire qualche aggiornamento in vista della ricorrenza. Gli eventi indicati in colore blu saranno trasmessi in diretta streaming su questo sito:


Lunedì 17 luglio
Ore 17:00 - Via della Vetriera: Compleanno Casa di Paolo e triangolare di calcetto alla Magione (Agende Rosse - SIAP della Polizia di Stato - Casa di Paolo)
Ore 19:15 - Corteo da Via della Vetriera alla Facoltà di Giurisprudenza
Ore 20:00 - Convegno promosso da AntimafiaDuemila: 'In che Stato è la mafia?' Intervengono Antonino di Matteo, Giuseppe Lombardo, Gianfranco Donadio, Saverio Lodato, Antonio Ingroia, Salvatore Borsellino e Giorgio Bongiovanni. Modera Maurizio Torrealta

Martedì 18 luglio
Ore 18:00 - Arrivo della Ciclostaffetta 'L'agenda Ritrovata' in via D'Amelio
Ore 18.30 - Libreria LaFeltrinelli, Via Cavour 33: presentazione del libro "L'agenda ritrovata". Intervengono Salvatore Borsellino, Evelina Santangelo e Gianni Biondillo. 

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L'agenda Ritrovata

 

Appuntamenti

11

Gen

2009

Dall'inchiesta su Cosa Nostra "A schiena dritta" - Parte seconda PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Orsatti   

Tracce, appunti, brevi anticipazioni del libro inchiesta su Cosa Nostra "A schiena dritta" in uscita a marzo per la casa editrice Socialmente. In questa puntata la ricostruzione fra la prima e la seconda guerra di mafia. E l’ascesa di Totò Riina e dei Corleonesi.

Per capire la Cosa Nostra di oggi è necessario tornare indietro nel tempo, ripercorrere tutta l’ascesa dei Corleonesi e di Riina. È necessario riaprire le carte, scorrere i verbali dell’audizione della Commissione antimafia, leggere sentenze, motivazioni, verbali. In gran parte letture già fatte negli anni precedenti, ma che con l’esperienza del lavoro di “scarpe” iniziato ad aprile 2008 mi hanno consentito di vedere similitudini inquietanti fra le “guerre” del passato e quella in preparazione oggi. E allora ripercorriamo la storia di questi conflitti, fin troppo rimossi dalla memoria collettiva, dimenticati fra le righe di centinaia di libri, miglia di pagine di inchiesta. Le guerre di mafia non sono un’eccezione nella storia di Cosa Nostra. Quando il business non basta a tenere insieme le famiglie, chi vuole scalare il potere lo fa grazie alle armi. E i conflitti più sanguinosi sono nati proprio a Palermo e nel triangolo Punta Raisi, Corleone e Castellammare del Golfo. Non scaramucce, ma guerre con centinaia di morti durate anni con ricadute devastanti su un territorio già colpito da problemi di povertà, disoccupazione, esclusione sociale. Un composito strato di emarginazione nel quale Cosa Nostra, con il suo potere di attrazione identitario, ha attinto per reclutare i propri soldati.
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11

Gen

2009

Invito a riflettere (da Facebook) PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Culcasi   



Che le cose siano così’, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è, allora, che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.”
Giovanni Falcone.


Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uomini semplici, “normali”:amavano il diritto, la giustizia,volevan cambiare le cose. Sono stati uomini straordinari, perché hanno fatto ciò che tutti noi solitamente non facciamo: semplicemente avere coraggio. Non erano super eroi ma sono stati fuori dal comune, perché hanno avuto il coraggio di fare ciò che la maggior parte di noi non vuole più fare. Pagare il prezzo delle proprie scelte.

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10

Gen

2009

Oltraggio a Beppe Alfano PDF Stampa E-mail
Scritto da Benny Calasanzio   



 

Qualche giorno fa Carlo Lucarelli, sempre sensibile alle tematiche antimafia, poneva su “L’Unità” due domande al sindaco di Catania riguardo al pressapochismo e alla negligenza con cui era stata organizzata la commemorazione di Pippo Fava, direttore de “I Siciliani” ammazzato dalla mafia, anche se qualcuno vi dirà che è stato per debiti di gioco. Voi credete ai secondi, mi raccomando, e non leggete quel giornale! Oggi io invece, che non posso scrivere su “L’Unità”, da qui faccio due domande alle istituzioni di Barcellona Pozzo di Gotto. Le pongo al sindaco, al prefetto di Messina, alla Stazione dei Carabinieri, al Tribunale.

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11

Gen

2009

Dall'inchiesta su Cosa Nostra "A schiena dritta" - Parte prima PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Orsatti   


Tracce, appunti, brevi anticipazioni del libro inchiesta su Cosa Nostra "A schiena dritta" in uscita a marzo per la casa editrice Socialmente.


Quando senti che sei su una storia che vale la pena seguire non è possibile mollare. Anche se le logiche redazionali te lo consiglierebbero. Anche se a volte ti ritrovi a lavorare in un territorio così delicato senza avere le spalle coperte. E allora le coperture te le inventi, le cerchi anche fuori dal tuo giornale. Mi sono trovato, per questo, a dover investire tutto il mio tempo libero su questa inchiesta, tralasciando tanti aspetti della mia vita privata e pagando prezzi, anche economici, che forse non mi potevo permettere di pagare. Ma quando hai trovato le fonti, hai appoggio sul territorio e hai la spinta a andare avanti sarebbe un delitto mollare. E c’era anche un altro aspetto da non sottovalutare.

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10

Gen

2009

Lettera da Giovanni Mancuso PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Mancuso   
Carissimo dott. Borsellino
 
vorrei segnalarle un brano musicale da me composto (parte di una serie dedicata alla questione mafia-politica)
che verrà trasmesso su Rai Radio Tre il 4 gennaio alle ore 22.
Il brano, per tre viole da gamba, si intitola :
 
"MANCINO, RICORDA"
musicoterapia ipnotico-regressiva per tre viole da gamba
 
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10

Gen

2009

Quando Mori mi disse: "Nel rapporto non citare Dell´Utri" PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Biondo   


Quando Mori mi disse: <<Nel rapporto non citare Dell'Utri>>

L’accusa
del colonnello Riccio in aula ieri a Palermo. Dal dossier del collaboratore Ilardo risulta che tutti i mafiosi e su tutto il territorio nazionale avrebbero dovuto votare Forza Italia


PALERMO - Il generale Mori mi disse di non citare nel mio rapporto i nomi di tutti i politici, tra questi c’era anche Marcello Dell'Utri: una persona importante, molto vicina ai nostri ambienti. Se lo metto, pensai, succede il finimondo». È questa una delle dichiarazioni più pesanti fatte ieri davanti al tribunale di Palermo dal colonnello Michele Riccio, l'uomo che riuscì a infiltrare nel cuore di Cosa Nostra il mafioso Luigi Ilardo.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita