Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home

Appuntamenti

Donazioni

Paypal o Carta di Credito:

Bonifico:
ASSOCIAZIONE LE AGENDE ROSSE
IBAN IT19D0335901600100000116925











 




In Primo Piano

Mafia: due incontri con Salvatore Borsellino a San Lazzaro di Savena (Bo) - 17/11/2017
di Redazione 19luglio1992.com - 16 novembre 2017

(DIRETTA STREMING)
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, sarà ospite a San Lazzaro di Savena (Bologna) in due incontri organizzati per il 17 novembre da Agende Rosse.  Alla mattina sarà intervistato dal giornalista Marco Lillo all'Itc Mattei, alle 10.30, in un'iniziativa dal titolo 'Bugie e verità. La lunga strada per arrivare ai mandanti delle Stragi del 1992-1993'. Il pomeriggio è invece previsto un convegno, alle 18.30, alla camera del lavoro di San Lazzaro, su 'Le verità taciute del processo Borsellino quater'. Dopo l'introduzione di Luana Rocchi, segreteria Cgil di Bologna, prenderanno la parola, oltre a Borsellino, gli avvocati Calogero Montante, Domenico Morace e Fabio Repici. Modererà sempre Marco Lillo del Fatto Quotidiano.
(ANSA)

L'incontro delle 18.30 verrà trasmesso in diretta streaming



 

Ordina un'Agenda Rossa



Mappa gruppi Agende Rosse

25

Gen

2009

Io so. Appello di Sonia Alfano PDF Stampa E-mail
Scritto da Sonia Alfano   
[youtube:/it.youtube.com/watch?v=iTJ4edjOLiQ]
fonte:
www.beppegrillo.it


"Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che il presidente del Senato, Schifani, è stato consulente al comune di Villabate quando lo stesso comune era sotto il controllo del clan Mandalà, e che dello stesso boss Mandalà Schifani è stato socio nella Siculabrokers.

Leggi tutto...
 

25

Gen

2009

Francese, il cronista controcorrente che svelò l'ascesa dei "corleonesi" PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Tescaroli   

In una serata di pieno inverno, quando l´Italia era percorsa dalla minaccia terroristica, alcuni sicari silenziosi e spietati rapirono alla vita un siciliano per bene, padre di quattro figli, mentre stava rientrando a casa dopo un´impegnativa giornata di lavoro. Aveva appena posteggiato l´auto e stava per raggiungere il portone dello stabile in cui abitava, quando l´imboscata scattò in viale Campania. Per sedici anni aveva scritto di cronaca giudiziaria, era divenuto una delle firme più apprezzate del Giornale di Sicilia e uno dei più esperti conoscitori delle vicende mafiose. Era Mario Francese e cessò di vivere il 26 gennaio 1979.

Leggi tutto...
 

23

Gen

2009

Viminale, il mistero del 1° luglio 1992 PDF Stampa E-mail
Scritto da Donato De Sena   

Le testimonianze di Salvatore Borsellino, le accuse di Ciancimino jr, i vuoti di Mancino, un cambio repentino di Ministri, le carte dei processi. Dietro una data si nasconde uno dei più grandi misteri italiani degli ultimi decenni


“Escludo in maniera netta e categorica che lo Stato abbia trattato con esponenti della mafia: nessuno dei vertici delle Forze di Polizia me ne parlò nè chiese il mio parere, che sarebbe stato decisamente negativo, sull’apertura di una trattativa con la malavita organizzata, che negli anni Novanta era pericolosa, violenta e stragista”. L’attuale vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, già Ministro ai tempi della Democrazia Cristiana, successivamente Presidente del Senato durante l’esperienza di governo del centrosinistra ’96-2001, si difende con una lettera all’Espresso dalle accuse lanciate dal settimanale pochi giorni fa. Secondo quanto scritto in un articolo firmato da Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza “nei 56 giorni che separarono l’attentato a Giovanni Falcone da quello a Paolo Borsellino, l’allora Ministro degli Interni Mancino sarebbe venuto a sapere che pezzi dello Stato avevano intavolato una trattativa con Cosa Nostra per far cessare il terrorismo mafioso, in cambio di alcune concessioni legislative: prime fra tutte la revisione del maxiprocesso. Sarebbe stato uno dei protagonisti di quel negoziato, Vito Ciancimino, a chiedere alcune garanzie istituzionali, tra cui quella che Mancino venisse informato”. L’autore delle nuove rivelazioni ai pm di Palermo è Massimo Ciancimino, ultimo figlio dell’ex Sindaco del capoluogo siciliano Vito. Il padre fu condannato per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa, il figlio lo è stato per “riciclaggio del tesoro accumulato dal padre in quanrant’anni di vita politico-amministrativa”. Stando al racconto di Massimo, che è l’unico testimone della trattativa avvenuta tra il padre e gli uomini del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno, Ciancimino “voleva essere sicuro che ci fosse una copertura istituzionale al negoziato” e avrebbe chiesto, scrive L’Espresso, “di informare il ministro Mancino degli incontri avviati tra Roma e Palermo”. La richiesta sarebbe stata poi esaudita.

Leggi tutto...
 

25

Gen

2009

Io so. Appello di Salvatore Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
[youtube:/it.youtube.com/watch?v=bDUmvp4_3Q4]
fonte:
www.beppegrillo.it

"Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio.
Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del '93 e su accordi occulti.
Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.

Leggi tutto...
 

24

Gen

2009

Toghe rosso sangue PDF Stampa E-mail
Scritto da Paride Leporace   

E' già in libreria il primo libro di Paride Leporace, giornalista calabrese che attualmente dirige Il Quotidiano della Basilicata. Un testo che cerca di fare piena luce sulla morte dei magistrati uccisi dalla criminalità organizzata, dal terrorismo rosso e nero. Da Falcone a Borsellino, da Ferlaino a Costa. Ci sentiamo di consigliare vivamente questo libro. Un po’ perché l’argomento in questione è di estremo interesse, ma soprattutto perché un’analisi così dettagliata non era mai comparsa prima d’ora nelle librerie. Infine è un fatto di stima: sulle qualità narrative e d’inchiesta di Paride Leporace non abbiamo dubbi
.
 
Toghe rosso sangue

Tra il 1969 e il 1995 sono stati ben venticinque i magistrati italiani che la criminalità organizzata ha brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato. Venticinque vite umane sacrificate sull’altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Così, per molti magistrati caduti nell’esercizio delle loro funzioni, si è assistito a un deprecabile processo di rimozione del loro impegno – oltre che della loro vita – dalla faticosa storia della Repubblica italiana. Toghe rosso sangue è un libro che, per la prima volta, colma questo scandaloso vuoto di sapere tratteggiando la figura dei magistrati italiani uccisi da mafiosi, criminali comuni e terroristi. Da Agostino Pianta fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il libro di Paride Leporace ricostruisce la carriera professionale dei giudici assassinati in Italia, spiega il contesto in cui maturò il loro omicidio, raccoglie la testimonianza dei parenti, degli amici e addirittura dei carnefici salvando chi è stato costretto a dare la vita per l’esercizio della giustizia dalla più spietata delle condanne: quella dell’oblio.

 

aa

 
 

23

Gen

2009

I volti senza nome di Via D´Amelio PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Orsatti   

I volti senza nome di via D’Amelio


Massimo Ciancimino e Gaspare Spatuzza ricostruiscono nuovi scenari sulla strage. Quando incominciò la trattativa  fra lo Stato e Cosa nostra? Prima di quanto ipotizzato finora

di Pietro Orsatti (su left n°3,  23 gennaio 2009)



Via D’Amelio, luogo della strage del 19 luglio 1992 dove persero la vita Paolo Borsellino e i componenti della sua scorta, da Castel Utveggio si vede proprio bene. È ormai “verità” processuale (riportata nelle sentenze del processo Borsellino bis) che il Sisde vi avesse impiantato da tempo una sede sotto copertura. E il 19 luglio 1992, una classica domenica estiva palermitana, Castel Utveggio, da quello che è emerso dalle indagini successive, è in piena attività. Pochi secondi dopo la strage, proprio da qui parte una telefonata che raggiunge Bruno Contrada, al tempo capo del Sisde a Palermo. La chiamata arriva dal telefono intestato a Paolo Borsellino. Si tratta, evidentemente, di un’utenza clonata. Da chi? Mistero. E ancora. Di solito il castello è deserto la domenica, figuriamoci a luglio. Ufficialmente era solo la sede di una scuola di formazione per manager aziendali. Quella domenica, però, nel castello c’è “movimento”. Tanto movimento. Troppo. E andiamo avanti. Lorenzo Narracci, al tempo funzionario del Sisde a Palermo, riceve una telefonata da Contrada 80 secondi dopo l’esplosione dell’autobomba. Per intenderci, poco più di un minuto dopo l’esplosione il Sisde è già pienamente operativo, mentre la polizia ancora arranca per capire cosa sia successo e persino dove. Narracci non è sconosciuto agli investigatori che stanno seguendo l’inchiesta sulla strage di Capaci, e risulta infatti titolare di un numero di cellulare annotato su un biglietto rinvenuto proprio sul luogo dove gli assassini di Falcone azionarono il telecomando che innescò il tritolo lungo l’autostrada fra Punta Raisi e Palermo. Su come sia finito il numero di telefono di un funzionario dei servizi italiani proprio nella casupola utilizzata da Cosa nostra per dare via all’attentato di Capaci c’è un altro funzionario della Polizia che, sempre dagli atti processuali, racconta di essersi perso lui, durante il sopralluogo, il biglietto con il numero. Comunque una vicenda che allarma, se non altro per la leggerezza con cui un’utenza di un agente circolasse con tale facilità e mancanza di riservatezza.

Leggi tutto...
 
«InizioPrec.1011101210131014101510161017101810191020Succ.Fine»

Pagina 1014 di 1048
Masteron Propionate. Therefore, we can say that the active substances in its composition are more perfectly mixed. Vardenafil is not only present in the original Levitra, but also as part of its analogs.
 

Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita