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Mafia: due incontri con Salvatore Borsellino a San Lazzaro di Savena (Bo) - 17/11/2017
di Redazione 19luglio1992.com - 16 novembre 2017

(DIRETTA STREMING)
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, sarà ospite a San Lazzaro di Savena (Bologna) in due incontri organizzati per il 17 novembre da Agende Rosse.  Alla mattina sarà intervistato dal giornalista Marco Lillo all'Itc Mattei, alle 10.30, in un'iniziativa dal titolo 'Bugie e verità. La lunga strada per arrivare ai mandanti delle Stragi del 1992-1993'. Il pomeriggio è invece previsto un convegno, alle 18.30, alla camera del lavoro di San Lazzaro, su 'Le verità taciute del processo Borsellino quater'. Dopo l'introduzione di Luana Rocchi, segreteria Cgil di Bologna, prenderanno la parola, oltre a Borsellino, gli avvocati Calogero Montante, Domenico Morace e Fabio Repici. Modererà sempre Marco Lillo del Fatto Quotidiano.
(ANSA)

L'incontro delle 18.30 verrà trasmesso in diretta streaming



 

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23

Gen

2009

Dimenticare Paolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Orsatti (da LEFT)   

Dimenticare Paolo


Parla il fratello del magistrato assassinato. Rimane l’ombra dei servizi e affiorano nuovi elementi e un incontro fra il giudice e l’attuale vicepresidente del Csm.
Che non ricorda  
 
di Pietro Orsatti (su left n°3,  23 gennaio 2009)



Intervista a Salvatore Borsellino


C’è un pezzo della nostra storia, un pezzo grande, un enorme buco nero, che rimane tuttora irrisolto. È la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 dove persero la vita il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Oggi a far emergere nuovi dettagli sulla vicenda sono le dichiarazioni, in alcuni punti discordanti, di Massimo Ciancimino, figlio di Vito (l’ex sindaco di Palermo pluriinquisito e condannato), e quelle di un killer condannato a vari ergastoli, Gaspare Spatuzza, che si autoaccusa di aver partecipato con un ruolo marginale alla strage. Su questa vicenda sono già stati portati a sentenza definitiva ben due processi. Ma, se non per quanto riguarda il ruolo di alcuni “gregari”, non si conosce ancora il nome e il volto di chi ha eseguito materialmente la strage, di chi ha premuto il pulsante del radiocomando che ha fatto esplodere la 126 carica di esplosivo militare posta davanti al portone dell’anziana madre di Paolo Borsellino. E soprattutto non hanno ancora un nome i mandanti occulti. «Per scegliere quel posto, via D’Amelio, ci sarà stato ben un motivo - racconta Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso - perché Paolo sarebbe stato facilissimo ucciderlo a casa sua, a Villa Grazia. Se passi dall’autostrada vicino al villino dove viveva vedi benissimo le sue finestre. Ci potevi addirittura sparare dentro o buttare una bomba dall’autostrada per farlo fuori. Non era irraggiungibile. Altro discorso per via D’Amelio, che per come è posizionata in città rappresenta una serie di difficoltà logistiche enormi per gli assassini e solo una particolarità: quella di essere sotto la visione perfetta di Castel Utveggio».
Che, risulta dal processo Borsellino bis, era una delle sedi del Sisde di Bruno Contrada.

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22

Gen

2009

E ti vengo a cercare PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziella Balestrieri   



QUANDO LEGGERETE QUESTA LETTERA, NON PENSATE AD UN QUALCOSA DI IRREALIZZABILE O AD UN FALLIMENTO, MA AD UN SOGNO REALIZZATO A META'. NON C'E' TRACCIA DI FALLIMENTO NELL'AVER COMBATTUTO"

I personaggi che qui compariranno non sono frutto della fantasia del tastierista, ma parte e persona integrante della società. In questo caso, in questa lettera la Giustizia scrive ad uno dei suoi più cari amici, che non vede e non sente da tempo, così con l'animo colmo di triste realta' gli chiede di donargli un ricordo di ridargli indietro la sua forza ed il suo coraggio.

"Carissimo Paolo, tempo non passa senza che il tuo pensiero mi laceri dentro.
Ti scrivo perché non ho piu' il bisogno di stare in silenzio, anzi, vorrei urlare, dichiararmi libera, onesta. Ma sai.. quando sei partito quel giorno, con tutta la tua fretta, che per la prima volta non fu cattiva consigliera, non ebbi il modo di conservarti, non ebbi il modo di stringerti e di portarti con e dentro di me. Che nemmeno il tempo di una tua sigaretta mi ricorda il distacco frettolloso e sbrigativo che a quel tempo volevi. E ripetevi "ho fretta, fretta".

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22

Gen

2009

La mafia è una montagna di merda PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Mastronardi   
La mafia e' una montagna di merda.

Così titolava la prima pagina dell'"Idea Socialista", il giornalino di Peppino Impastato. 
Anche questo titolo, come tutta la sua attività politica di antimafia sociale, costarono la vita a questo giovane che aveva deciso di sfidare apertamente la mafia lì dove era sempre esistita. La mafia e’ cambiata in questi  30 anni, ma il puzzo e’ sempre rimasto tale.
Scrivo questo articolo, immerso in un senso di amarezza e di stupore, dopo aver letto le parole di una certa Marina Salvadore, Caporedattore del Gruppo Bruno Contrada libero di Facebook.

Ecco il suo post .
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23

Gen

2009

Il torto di aver fatto solo il proprio dovere PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Bertelli (da interviste a cura di Radio RAI Uno)   
Segnaliamo agli utenti del sito due interviste rilasciate da Gabriella Nuzzi, magistrato, e Gioacchino Genchi, vice-questore della polizia di Stato. Entrambi sono al centro di una campagna di disinformazione e delegittimazione che viene portata avanti da fonti istituzionali ed alcuni organi di stampa. Gabriella Nuzzi é stata recentemente trasferita su decisione del CSM dalla procura di Salerno per presunte "abnormitá" commesse nell´esercizio delle sue funzioni. Gioacchino Genchi viene quasi quotidianamente tirato in ballo come presunto titolare di un "archivio segreto" gestito al di fuori della Legge ed in spregio di qualsiasi regola.
Per chi conosce i fatti in questione la veritá é molto chiara: Gabriella Nuzzi e Gioacchino Genchi hanno una sola colpa, quella di aver fatto fino il proprio dovere. Niente altro. Vista la capillare e coordinata campagna di disinformazione che copre queste vicende, riteniamo opportuno proporre due interviste rilasciate dalla dott.ssa Nuzzi e dal dott. Genchi nelle quali si fa piazza pulita di tante falsitá che sono state diffuse in modo sistematico negli ultimi mesi:

Intervista
a Gabriella Nuzzi a cura del GR1 Rai (giovedí 22 gennaio 2009 - ore 8:00, posizione: 15 minuti e 30 secondi).

Intervista a Gioacchino Genchi a cura di Giorgio Zanchini per la trasmissione radiofonica Radio anch´io  di Rai Radio Uno (venerdí 23 gennaio 2009.) Alla trasmissione hanno partecipato anche gli on. Gaetano Pecorella, Massimo Donadi, Lanfranco Tenaglia, Michele Vietti ed il giornalista Marco Lillo.

 

22

Gen

2009

Gabriella Nuzzi lascia l'A.N.M. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriella Nuzzi   
Alla Associazione Nazionale Magistrati - ROMA


Signor Presidente,

Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.

Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.

Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.

Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.

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22

Gen

2009

Italia 1979 - Italia 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Dario Campolo   




Differenze? No, solo l'anno diverso ma il resto è tutto uguale se non peggio, di seguito riporto ciò che disse il grande Sciascia in un'intervista rilasciata nel 1979 a Marcelle Padovani, si avete capito bene nel 1979. E' assurdo e triste come non sia cambiato nulla in Italia in 30 anni, a volte mi chiedo se ci meritiamo tutto questo e la risposta è forse si? Assolutamente NO, non può essere così, persone come Falcone, Borsellino, Chinnici ...... e altri ancora hanno creduto nelle istituzioni al punto di mettere in pegno la loro vita donandola al Paese e ai cittadini liberi ed onesti, questo ci deve essere da impulso per far si che le cose cambino, e insieme si può.


Di seguito un frammento dell'intervista di Sciascia:

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita