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In Primo Piano

Palermo, 19 luglio 2017: raccolta fondi per le iniziative in programma

Cari amici,


come sapete quest'anno ricorrerà il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Un quarto di secolo di omertà e insabbiamenti. Quando ho iniziato la mia battaglia, esattamente 10 anni fa, con la lettera-denuncia "19 luglio 1992: una strage di Stato" sapevo che arrivare alla Verità e alla Giustizia sarebbe stato difficile come svuotare il mare con un cucchiaio. Però ho iniziato lo stesso e, giorno per giorno, si sono uniti a me, con il loro piccolo cucchiaio, altri compagni di lotta e di strada.
 

Oggi, all'alba di questa venticinquesima ricorrenza e a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, possiamo dire che alcuni risultati li abbiamo raggiunti: l'agenda rossa è entrata a far parte dell'immaginario collettivo di questo Paese come il simbolo della richiesta di verità fino a questo momento negata e insabbiata, e non da Cosa Nostra ma da parti deviate dello Stato; Nicola Mancino è stato messo con le spalle al muro ed ha dovuto ammettere la falsità delle sue dichiarazioni riguardo il suo incontro con Paolo il 1 luglio 1992; il processo sulla trattativa Stato-mafia è partito. E, contro ogni previsione, è arrivato anche l'ultimo e meraviglioso successo: la sentenza del processo sulla strage di Via D'Amelio ha confermato, per la prima volta in venticinque anni, l'esistenza di un depistaggio. Un primo, grande passo verso la Verità e la Giustizia.
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Appuntamenti

29

Ott

2008

La scuola che verrà PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
Leggendo oggi in metropolitana uno di quei giornali che vengono distribuiti gratuitamente nelle stazioni del metrò e alle fermate degli autobus, in questo caso si tratta di "Epolis MIlano" mi sono imbattuto a firma M.D'A. (mi ricordano qualcosa queste iniziali) in una intervita a Don Verzè intitolata "Don Verzè sfida i rettori milanesi <<Noi pronti a testare la riforma>> con sottotitoli "L'inaugurazione. Aperto l'anno accademico della San Raffaele: <<Le università devono diventare private>> e "Secondo il capo dell'ateneo il diritto allo studio deve essere garantito <<solo a i bravi>>".
La riporto integralmente anche se ciò mi costringe, non avendo disponibile la versione digitalizzata, a digitarla io per intero sulla tastiera.
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28

Ott

2008

Riprendiamoci il nostro futuro! PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Di Gianfelice - Desiree Grimaldi   

Martina e Desiree sono due studentesse, la prima frequenta l'ultimo anno delle scuole superiori, la seconda frequenta i corsi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza. In questi giorni hanno studiato di notte per andare di giorno a gridare la loro protesta nelle scuole e nelle strade contro lo scempio che un governo che ritiene che la nostra Costituzione sia solo carta straccia sta facendo della nostra scuola. Quella scuola e quella Costituzione che sono invece per noi quello che ritroviamo e sentiamo vibrare nelle parole di Piero Calamandrei che in questi giorni tanti giovani sono andati a ricercare dappertutto sulla rete.
Domani queste ragazzi, e tanti altri ragazzi come loro, senza distinzione di colore e di idee poliche, saranno ancora in piazza a lottare, a cercare, come dicono nel titolo di questo post, di riprendersi il loro futuro. E forse dovranno affrontare le manganellate di altri giovani come loro, o meno giovani ma con figli della loro età,  che vestono però una divisa e  debbono obbedire agli ordini di uno stato, di un governo,  che purtroppo sembra sordo a ogni tipo di dialogo. Anzi incline a ispirarsi alle deliranti parole di un Cossiga che ha da poco confessato i metodi ai quali ricorreva quando, prima di essere un indegno presidente della nosta repubblica, aveva la carica di ministro dell'interno. Metodi che per chi non ne ha memoria voglio ricordare con le parole di Maria Teresa in un commento sul nostro sito.
"Impossibile dimenticare quel giorno, il 12 Maggio del 1977: un deputato di Democrazia Proletaria, inerme, picchiato dalla polizia, poliziotti in borghese travestiti da “autonomi” con spranghe e pistole, la polizia che ha sparato più volte ad altezza d’uomo …  in poco tempo si è scatenato l’inferno contro una manifestazione pacifica … la repressione nei confronti dei manifestanti fu violentissima … furono manganellati persino i giornalisti ed i fotografi … e Giorgiana Masi è stata colpita alla schiena e non ha fatto più ritorno a casa … Aveva soltanto 19 anni Giorgiana Masi e, come tanti altri, quel fatidico giorno stava partecipando ad una manifestazione indetta per commemorare il terzo anniversario del referendum sul divorzio … una morte che attende ancora giustizia … Ci credeva Giorgiana in un futuro diverso, come credeva nella lotta del femminismo … un futuro che per lei non c’è stato …".
E noi dove saremo domani, mentre i nostri figli vanno a combattere al nostro posto per riprendersi il loro futuro rischiando come Giorgiana di non averlo neanche un futuro?
Resteremo nei nostri uffici, nelle nostre case, davanti ai nostri computer ad indignarci a parole, come tante altre volte inutilmente abbiamo fatto, delegando sempre ad altri la nostra lotta?
Oppure, come è nostro dovere, andremo insieme ai nostri figli, ai nostri giovani e ci metteremo noi davanti a loro, noi che abbiamo sulle nostre spalle il peso di avere consegnato a questi giovani questo paese senza futuro o con un futuro che assomiglia troppo ad un passato che credevamo non potesse più tornare?
Non lasciamoli soli, essi ci stanno indicando la strada, la strada della lotta, quella strada che avremmo dovuto essere noi ad indicare, lasciamo i nostri impegni, qualsiasi essi siano e scendiamo insieme a loro, davanti a loro, a lottare. Abbiamo un impegno di gran lunga più importante, riscattare il nostro passato se è questo il futuro che ha preparato per i nostri figli
.
 



La legge n°133 del 6 agosto 2008 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 ci nega la possibilità di costruirci un futuro in base ad un criterio di meritocrazia nel campo dello studio, tornando alla staticità delle classi sociali del Medioevo in cui, chi nasceva in una famiglia non agiata, non poteva istruirsi e non aveva la possibilità di riscattarsi nella società. Gli studenti italiani, supportati dai docenti, si stanno ribellando a questa forzatura, a questa negazione del nostro diritto allo studio e del diritto per gli studenti meritevoli, nonostante impedimenti di carattere economico, di accedere ai più alti livelli d'istruzione, sanciti dall'articolo 34 della Costituzione. 

 

 

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17

Set

2008

Discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Calamandrei - Introduzione di Salvatore Borsellino   




Questo discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola Pubblica ha quasi sessanta anni ma sembra scritto oggi.
La differenza sta nel fatto  che quella che Pietro Calamandrei poneva come una ipotesi astratta è diventata oggi, purtroppo, realtà attraverso un "totalitarismo subdolo, indiretto, torbido. come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre ma che sono pericolosissime".
La differenza sta nel fatto che il "partito dominante" ipotizzato da Pietro Calamandrei oggi non vuole neanche "rispettare la Costituzione" ma vuole anzi deliberatamente stravolgerla non rispettando neppure le procedure che i Padri Costituenti avevano posto a guardia della stessa per impedirne lo scempio e andando avanti a colpi di decreti legge come il "lodo Alfano" con il quale si vuole assicurare l'impunità alle quattro, ma soprattutto ad una, più alte cariche dello Stato.

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29

Ott

2008

Bisogna ringraziare Cossiga PDF Stampa E-mail
Scritto da Benny Calasanzio   
Poliziotto in borghese armato fotografato durante gli scontri del 12 maggio 1977, alla sua destra un agente in divisaPoliziotto in borghese armato fotografato durante gli scontri del 12 maggio 1977, alla sua destra un agente in divisa

Ma perchè mai tutto questo scandalo per le parole eversive di Francesco Cossiga?
Tutti ad indicare il dito del sardo senza accorgersi della luna che ci ha fatto sorgere dinanzi.
Per quanto mi riguarda Cossiga è un povero vecchio, in preda ad una devastante demenza senile, per cui non ho il minimo rispetto.
Ma grazie alla malattia cavalcante, Cossiga ha finalmente raccontato senza filtri quello che da sessant'anni accade in Italia durante le manifestazioni, durante le agitazioni.
Penso all'inizio degli anni di piombo, il 1 marzo 1968, a Valle Giulia, quando studenti e poliziotti iniziarono la guerra.
Penso all''11 marzo 1977, quando durante alcuni scontri a Bologna viene ammazzato dai carabinieri (?) Pier Francesco Lorusso, studente di Lotta Continua, e quando gli studenti manifestano per Lorusso, il ministro degli interni di allora, guarda caso Cossiga, inviò carri armati nel centro di Bologna.
O il 22 marzo 1977, quando viene trucidato dai Nap (?) il poliziotto Claudio Graziosi.
Penso al poliziotto Antonio Merenda, ucciso il 21 aprile 1977 a Roma durante la "disoccupazione" di una università dagli autonomi (?).
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28

Ott

2008

Messaggio agli studenti in agitazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Sonia Alfano - Salvatore Borsellino - Benny Calasanzio   

Familiari Vittime di Mafia: Agli studenti in agitazione la nostra ammirazione ed il nostro sostegno


Questo il messaggio dei componenti dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per voce del presidente Sonia Alfano, di Salvatore Borsellino e di Benny Calasanzio, agli studenti in agitazione in queste ore:

"Vorremmo esprimere agli studenti di tutta Italia il nostro appoggio e la nostra vicinanza in queste ore di protesta. Davanti ad un paese che non è più in grado di indignarsi, il vedere tutti quei giovani in piazza a manifestare per i propri diritti è per noi motivo di orgoglio e di conforto. I ragazzi di tutta Italia stanno facendo quello che i nostri familiari hanno fatto sacrificando la propria vita; lottare per un concreto stato di diritto.

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27

Ott

2008

Discorso pronunciato da P.Calamandrei al III Congresso dell'Ass.ne a difesa della scuola nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Calamandrei   
Su gradita ed assolutamente condivisa sollecitazione di un utente di questo sito, nike-name Curtis, riportiamo la versione completa del discorso di Piero Calamandrei, citato solo parzialmente nel post su questo sito dal titolo 'Discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola nazionale'.
Come dice Curtis, Piero Calamndrei, strenuo antifascista, membro della Consulta nazionale e poi della Costituente, deputato alla Camera dal 1948 al 1953, "fu un grande pensatore, capacie di esprimersi im maniera mirabilmente chiara e diretta, le sue parole sono PERLE".
Una vera riforma della scuola dovrebbe prevedere l'obbligo di leggere TUTTI i suoi scritti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

Piero Calamandrei
Roma 11 febbraio 1950

Cari colleghi,
Noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Può venire subito in mente che noi siamo riuniti per difendere la scuola laica. Ed è anche un po' vero ed è stato detto stamane. Ma non è tutto qui, c'è qualche cosa di più alto. Questa nostra riunione non si deve immiserire in una polemica fra clericali ed anticlericali. Senza dire, poi, che si difende quello che abbiamo. Ora, siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? Che si possa difendere la scuola laica come se ci fosse, dopo l'art. 7? Ma lasciamo fare, andiamo oltre. Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...].
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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