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In Primo Piano

Presentazione di 'Oltre i cento passi' - Diretta streaming - 13/10/2017


di Movimento delle Agende Rosse Gruppo Agostino Catalano Maremma - 13 ottobre 2017

Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978, presenta il suo nuovo libro “Oltre i cento passi” a Siena venerdì 13 ottobre alle ore 18:00 presso il CRAL Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena, Via dei Termini, 31. Dialogano con l’autore la giornalista Simonetta Losi e lo scrittore Carlo Legaluppi.
L'evento verrà trasmesso a cura delle Agende Rosse in diretta streaming dalle ore 18:00 e sarà raggiungibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=AVOBIiGatqk

 


 

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Appuntamenti

26

Nov

2008

Grasso: "Entita esterne hanno armato Cosa Nostra". Ma chi sono? PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovani   

E’ passata poco più di una settimana da quando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso invitato all’inaugurazione dell’istituto superiore di tecniche investigative dell’Arma a Velletri, ha spiegato ancora una volta, con parole più che preoccupanti, la reale natura di Cosa Nostra.
E’ un errore grossolano considerare Cosa nostra un ‘antistato’ perché talvolta è dentro lo Stato e la sua connivenza con il sistema di potere è molto più di una semplice ipotesi investigativa”. Nonostante queste gravissime dichiarazioni la notizia non ha avuto praticamente nessuna eco. La grancassa mediatica continua a propugnare una concezione della mafia siciliana (ma si potrebbe applicare un discorso analogo anche alle altre organizzazioni criminali) limitata alla violenza o alla scontro tra famiglie per il predominio del territorio e per la spartizione del pizzo all’indomani della cattura di Provenzano e degli altri superlatitanti lasciando presagire una sconfitta del sodalizio mafioso. O facendo credere che la repressione giudiziaria o militare possano bastare per risolvere questo atavico problema che affligge il nostro Paese.
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24

Nov

2008

Il pentito Santino Di Mattero parla al TG1 PDF Stampa E-mail
Scritto da RaiNews24   


Giuseppe di Matteo, figlio di Santino di Matteo

La procura di Caltanissetta ha predisposto l'acquisizione della copia dell'intervista al Tg1 al collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, trasmessa ieri sera, in cui annuncia che presto farà i nomi dei killer della strage di via d'Amelio.

 "Anche se io lo so - dice il pentito - in questo momento non posso dire nulla". Di Matteo è il padre del piccolo Giuseppe, strangolato e sciolto nell'acido su ordine di Cosa nostra come ritorsione nei confrontidel collaboratore che stava rivelando i segreti delle cosche, in particolare quelli sulle stragi di Falcone e Borsellino.

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24

Nov

2008

Indagati nel nome di Caponnetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Benny Calasanzio   



Se i proverbi sono proverbi, evidentemente c'azzeccano spesso. "Al peggio non c'è mai fine". La banalità di questa frase non sarà mai equivalente alla mia tristezza, al mio senso di sconfitta, io, che per l'unità e la compattezza del fronte antimafia sto chiudendo gli occhi passando sopra a tanti sgarbi e capricci, pur di serrare le file. Sabato 22 novembre ci sarebbe stato a Campi Bisenzio (FI) l'annuale vertice antimafia della Fondazione Caponnetto. Propongo al mio giornale, il Corriere Fiorentino, di seguire l'evento, e ricevuto il via parto da Firenze. Il vertice di quest'anno si intitola "Uniti nelle diversità contro le mafie". Nelle diversità, poi capirete cosa vuol dire. Non ci sono, sul manifesto, i nomi degli ospiti, ma solo la dicitura: "Saranno presenti i principali esponenti nazionali del movimento antimafia".
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25

Nov

2008

Il Grande Capo PDF Stampa E-mail
Scritto da Martina Di Gianfelice   
Walter Veltroni è un leader autorevole e rispettato, i membri del suo partito pendono dalle suo labbra, non si muove foglia che Walter non voglia! Tanto che lo "Yesman" Veltroni aveva deciso di appoggiare il candidato dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione di Vigilanza RAI e due uomini del suo partito hanno partecipato al "ribaltone" della prassi costituzionale che permetteva all'opposizione di presiedere l'organo di controllo. Infatti il PDL, invece di rispettare la prassi, ha deciso di spostare i suoi voti su Riccardo Villari, ex Mastelliano, degno del suo grande maestro voltagabbana professionista, a discapito del povero Orlando, reo di essere incensurato. I "dissidenti" del PD, per gentile concessione, hanno appoggiato la manovra del PDL e Villari è stato eletto. Il "decisionista" (Veltroni per chi non l'avesse capito) ha alzato la voce per ristabilire la sua autorità, chiedendo le dimissioni di Villari (in favore dell'elezione di Zavoli). Ma Villari, imitando il suo mentore, è rimasto insensibile alle richieste del grande leader e non demorde neanche quando a richiedere a gran voce le dimissioni sono Fini, Schifani e Berlusconi, anzi, per dimostrare la sua (non)disponibilità a lasciare la poltrona ha convocato per oggi una riunione dell'ufficio di presidenza. Un altro mistero affligge l'autorità Veltroniana; è l'ombra del Re detronizzato Massimo D'Alema. Pino Corrias ci racconta che il lungotevere romano ha fatto da sfondo, in una mattinata di novembre, ad un magnifico quadretto che ha visto protagonisti proprio Massimo D'Alema e Riccardo Villari. Strano il caso eh... soprattutto se si pensa che Villari non è un esponente di rilievo del PD.
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24

Nov

2008

Undici euro di giustizia PDF Stampa E-mail
Scritto da E.D. Scimone   
Faceva la cassiera in un supermercato.
E’ sola ed ha due figli.
Lei non ha il marito perché è andato via tanti anni fa.
I ragazzi studiano e lei deve pagare l’affitto, le bollette e comprare da mangiare.
Sopravvive alla disperazione di ogni giorno.
Un giorno aveva concluso il suo turno.
Le sue quattro ore seduta a far pagare la gente.
E’ in quel supermercato da vent’anni.
Compra qualcosa prima d’andare via.
Ha la borsa, l’ombrello e le buste della spesa.
Deve correre per prendere l’autobus.
Non può perdere tempo. Saluta i colleghi e si avvia all’uscita.
Saluta anche il ragazzo dell’anti-taccheggio.
Attraversa il parcheggio. Non piove.
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23

Nov

2008

Di tutto non sappiamo niente PDF Stampa E-mail
Scritto da E.D. Scimone   
Un uomo costretto a suicidarsi per ottenere giustizia.
Si apre il bailamme tra mafia ed antimafia, tra diritto e favore.
Tra convenienze e sospetti.
Si aprono fascicoli e si chiudono speranze.

Una sentenza su un avvenimento che rappresenta la “gestione deviata ” della forza di questo stato, assolve tutti.
Genova da inserire tra gli scheletri nell’armadio di questa repubblica.
Tra le storie di giustizia negata.
Tra i fascicoli su Ustica, l’agenda rossa di Paolo Borsellino e i grembiulini da massoni.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita