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Io ricordo così Giovanni Falcone PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Valentina Culcasi   
Sabato 23 Maggio 2009 16:41
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Di quel pomeriggio di 17 anni fa non ricordo nulla, ero troppo piccola ma sono certa che oggi ricordo più io che chi potrebbe e dovrebbe… Quelle persone che con il loro silenzio, la loro indifferenza hanno permesso che gli venisse portato via uno dei più valorosi uomini che questo paese può vantare di avere avuto… Quelle stesse persone che dopo un breve lampo d’orgoglio, suscitato dal clamore di quella strage, sono tornati a chinare la testa ancor più di prima.

Ho visto infinite volte le immagini di quella strage e della strage di via d’ Amelio tanto da imprimerle nella mia mente per non poter mai dimenticare tutto quel dolore, tutto quel male, tutte quelle vite ingiustamente spezzate… Ho ascoltato le interviste di quegli eroi, letto alcuni loro scritti,  scolpito le loro parole nel più profondo del mio cuore per assicurarmi che mai nessuno avrebbe potuto portarli via anche da lì… Oggi Giovanni e Paolo vivono nel mio cuore, per sempre. Lì ho impresso l’immagine dei loro sorrisi complici, dolci, fiduciosi e la forte luce che radiava  il loro sguardo carico di speranza, specchio della loro grandezza, bontà, purezza d’animo. Come si può dimenticare tutto questo? Come ci si può rassegnare a quanto è stato? Perché sono sempre i migliori a pagare colpe che non hanno? Perché alcuni dei loro assassini agiscono ancora indisturbati e continuano ad usufruire dei benefici che da quella strage hanno tratto? Mille perché invadono la mia mente.. Io non dimentico, io non riuscirò mai a dimenticare. La rabbia, la voglia di riscatto, il bisogno interiore di estinguere il nostro debito nei loro confronti cresce sempre di più… Riusciremo a rendere loro Giustizia!

Oggi Palermo, la Sicilia, l’ Italia si veste a lutto. Oggi tutti ostentano il loro cordoglio, giusto un modo per sentirsi con la coscienza più pulita, per sentirsi meno in colpa. Ciò è assimilabile a mio avviso più a un ostentata e finta sofferenza che a un sentito dolore, in primis da alcuni rappresentanti delle istituzioni che non sono completamente estranei a  quelle stragi. Non occorre aspettare la ricorrenza della sua morte per volgere un pensiero a Giovanni Falcone, Giovanni va ricordato ogni giorno, nel nostro quotidiano con l’impegno, con il nostro agire, con il nostro comportamento. Per me ricordare è impegnarsi. Ricordare Giovanni Falcone significa, oltre che ad annoverarlo nel quotidiano, difendere  le sue idee e non farle morire, battersi per l’affermazione di quegli stessi ideali che lo portarono a morire. Ricordare Giovanni Falcone significa sostenere e proteggere tutti quegli uomini che battendosi con coraggio e determinazione per la verità e la giustizia, hanno saputo raccogliere l’eredità morale di questi grandi Uomini, pagandone in prima persona le conseguenze; uomini come Luigi de Magistris, Gioacchino Genchi, Clementina Forleo, Pino Masciari…

Se l’intento principale di quelle stragi del ’92 era zittire soprattutto le idee di questi veri servitori dello Stato, questo non è stato raggiunto poiché hanno reso le loro idee immortali.  Ritengo però che oggi, forse per la prima volta , si stiano davvero distruggendo le loro idee, quei nobili principi che li hanno portato a sacrificarsi per il bene collettivo. Oggi l’illegalità regna sovrana, la democrazia è morta e la giustizia è rimessa all’arbitrio dei potenti

Se oggi si vuole realmente ricordare Falcone, anziché limitarci a partecipare a delle commemorazioni, sarebbe più consono che ciascuno di noi si prodigasse per la sostanziale affermazione di quei valori che hanno reso questi uomini immortali. A breve si voterà per l’elezione dei rappresentati italiani al Parlamento Europeo. Un buon modo per rendere un tributo alla memoria di Giovanni Falcone, di Paolo è quello di riflettere e soppesare l’importanza del nostro voto, quale grande strumento di democrazia. Il voto è un diritto, ma anche un dovere ed in quanto tale non può e non deve essere merce di scambio, non è suscettibile a contrattazioni di alcun genere. Negoziare il proprio voto equivale a negoziare la propria dignità. Il proprio voto non va dato all’amico, al parente, al conoscente cui magari potremmo rivolgerci in caso di bisogno. Ricordiamoci che questo atteggiamento si chiama clientelismo ed è un comportamento tipico MAFIOSO. Il nostro voto va dato solo  a chi riteniamo dimostri di meritarlo.

Se vogliamo rendere davvero omaggio alla memoria di Giovanni Falcone impariamo ad essere cittadini liberi, consapevoli e responsabili e adempiamo ai nostri doveri senza scendere a compromessi, proprio come Giovanni ci ha insegnato. Credo sia proprio questo il modo in cui vorrebbe oggi essere ricordato Giovanni, ed io voglio ricordarlo così.

Infinitamente grazie Giovanni per tutto quello che hai fatto per questo disgraziato e ingrato Paese. Perdonaci per tutte quelle volte che non siamo stati degni  di avere avuto Uomini come te.

Valentina Culcasi

 

Comments:

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Christina P   |2009-05-24 08:56:22
Cara Valentina, cari tutti,
questo sito e' il mio riparo, un rifugio dove mi
reco anche piu' volte al giorno. E' il luogo dove vengo per ripartire, per
rialzarmi ogni volta che le mie piccole battaglie prendono una brutta piega. E'
il posto dove posso accertare senza ombra di dubbio che i miei pensieri e le mie
azioni sono giuste. Qui non ci si sente soli anche quando le stesse persone che
dovrebbero sostenerti ti isolano. Perche' questo comporta essere se stessi,
questo e' cio' che comporta lottare per i diritti umani, lottare per la
giustizia, per l'uguaglianza. Comporta isolamento. Porto avanti la mia piccola e
forse poco significante campagna elettorale da indipendente. La porto avanti
facendo si che risuonino ovunque le voci di Giovanni Falcone, di Paolo
Borsellino. Sono loro la mia campagna elettorale, sono loro che mi danno il
coraggio di denunciare le ingiustizie ovunque le vedo nascoste. Mi rendo
tristemente conto che la politica di oggi, i partiti di oggi non cercano persone
indipendenti, cercano pecore che li seguano. Pecore che non possono e non devono
domandare mai, PERCHE? Nel momento in cui ti permetti di pronunciare questa
piccola ma grande parola diventi e costituisci per "il partito" o, per
chi prende le decisioni nel partito una minaccia. Devi rimanere al tuo posto, in
silenzio e, devi portare voti a chi dicono loro. Alla fine si riduce a questo,
voti, favori, scambi. Lo scenario interno viene abilmente nascosto da comizi,
discorsi, conferenze stampa, assemblee dove si parla di giustizia, di diritti
negati, di ambiente, di lavoro, di giovani. I cittadini ascoltano e votano per
chi e' in grado di realizzare la promessa migliore. Nessuno, mai domanda
perche'? Siamo un popolo che si e' perso dentro lo schermo del televisore. Non
sappiamo piu' cosa e' giusto e cosa e' sbagliato e, sopra ogni cosa non abbiamo
il coraggio di alzarci in piedi per gridare ad alta voce IO NON CI STO. In
questo momento navigo piu' o meno da sola, ho chiesto "perche'" una
volta di troppo. Mi e' stato detto da un "signore importante" del
partito che dovevo ritenermi fortunata perche' almeno in quel partito veniva
ascoltata la gente comune; peccato che tutte le decisioni vengono prese prima di
ascoltarci.
Vi ringrazio tutti di esserci, vi ringrazio perche' a volte, in
questa lotta la solitudine morale e' opprimente e devastante nello spirito. Non
dobbiamo permettere a questo meccanismo perverso, immorale di sconfiggerci. Non
possiamo tacere. Non possiamo farlo per Paolo, per Giovanni eroi del passato che
vivono nel presente attraverso i nostri cuori e le nostre voci. Non possiamo
abbandonare quest'Arca di Noe' dove siamo saliti insieme a Salvatore, a Sonia
Alfano a Luigi De Magistris. Dobbiamo cambiare le cose, dobbiamo.

Christina
Pacella
Cotone   |2009-05-25 11:13:06
Dio ti benedica il tuo post è balsamo per la mia anima. Il sito di Salvatore è
la mia home page e ho detto tutto. Non sei sola, non siamo soli. Siamo tanti e
dobbiamo andare avanti e "alzare il culo" come dice paternalmente
Salvatore. Tu l'hai fatto Christina, se ho capito bene sei candidata con IDV.
Peccato, avrei saputo chi votare se fossi di Fermo. Auguri.
harlock   |2009-05-24 01:57:12
Io invece avevo già diciotto anni e ricordo tutto. Ricordo un bellissimo
pomeriggio di sole. Ricordo la radio sintonizzata su una stazione locale (Radio
Venere - solo musica italiana) mentre facevo la doccia in vista di un'uscita con
gli amici.
Partì il notiziario. Sentii chiaramente le parole
"attentato" e "Falcone" ma non capii bene quello che dicevano,
un po' per lo scrosciare dell'acqua; un po' perché mi sembrava che lo speaker
avesse un tono troppo tranquillo rispetto alla gravità di quello che
raccontava; un po' perché le notizie erano ancora troppo frammentarie. Uscii in
fretta dal bagno ed accesi la tv. La programmazione era quella solita. In attesa
di un'edizione straordinaria mi vestii davanti al televisore con mia madre che
mi guardava stupita. Ricordo anche che pensai:"Ci siamo: è
cominciata!". Non sapevo bene io stesso a cosa mi stessi riferendo. Solo mi
aspettavo che qualcosa succedesse. C'era stato il maxiprocesso a Palermo, c'era
Mani Pulite a Milano, l'opinione pubblica finalmente si faceva sentire e i
vecchi partiti si stavano squagliando come neve al sole: possibile che chi aveva
tramato per anni nell'oscurità delle stragi non avesse nulla da dire? No,
evidentemente non era possibile e quella era la sua voce.
Ricordo la rabbia e
l'incredulità alla vista di quel cratere. Poi la speranza data dalla reazione
della cosiddetta società civile e le parole dell'allora ministro di Grazia e
Giustizia Martelli:"Voglio che la strage di Capaci si trasformi nel peggiore
affare della mafia!" E solo 57 giorni dopo, un altro boato e altri corpi a
brandelli. E la paura e la desolazione che trovavano voce nella flebile voce di
Caponnetto aggrappato ad un microfono: "È finito tutto...". E poi i
funerali e di nuovo la rabbia e la rivolta contro i rappresentanti delle
istituzioni. E un'altra volta ancora la speranza.
E poi... poi una confusione
crescente, un mescolare le carte nei mesi e negli anni a venire con gli urlatori
di professione a far parlare i morti per ingannare i vivi. E la televisione che
si fa politica. E la politica che si fa illusione. Fino alle lacrime, nella
tarda serata del 28 marzo 1994...
Ed oggi? Oggi dell'entusiasmo di allora non
mi è rimasto quasi nulla, ma in compenso è cresciuta, e di molto, la
diffidenza. Vado avanti guardingo cercando di non farmi troppo male né troppo
schifo.
Eppure... eppure come allora mi aspetto qualcosa, qualcosa di buono
però, come una sassata secca che mandi in frantumi un enorme vetro. È qualcosa
di assolutamente irrazionale. E però resiste imperterrita, nonostante il
disincanto.
pcampoli  - Grazie Valentina   |2009-05-24 11:12:31
Cara Valentina, mi hai commosso tantissimo leggendoti, non mi vergogno a
dirlo piangevo terminando la lettura del tuo pezzo. 

Nonostante il
nostro Paese stia sempre piu' precipitando nel baratro, lo dimostra il
consenso nel Paese che riscuote un criminale come la tessera P2 1816,
vedere che ci sono giovani come te Valentina, permette a uno di 56 anni
come me di sperare che il nostro Paese un giorno RISORGA.

A volte
sono stanco, sfiduciato, rischio di andare in depressione conoscendo
cio' che ho appreso a proposito della tessera P2 1816 dal 1994 grazie
solo a Giovanni Ruggeri;

vedere personaggi squallidi (nel mondo
della informazione, della politica, delle Istituzioni) che si fingono
oppositori di questo criminale mentre lo hanno foraggiato da sempre a
ancora oggi lo foraggiano per impedire che si conoscano VERITA'
SCOMODE mi indigna e mi indurrebbe al pessimismo e alla conclusione che e'
TUTTO FINITO.

Leggere le cose che hai scritto cara Valentina,
sapendo l'eta' che hai, mi da' la CERTEZZA che questo Paese risorgera' e che si liberera' di criminali come
la tessera P2 1816 e di quelli che ne hanno permesso la
legittimazione. 

Quando questo avverra' alcuni non potranno piu'
vergognarsi perche' non ci saranno piu' (ad esempio Montanelli, Biagi, ect.
ect.) ma altri sono giovani e dovranno 'spiegare' i loro silenzi e le
loro censure.

Su Montanelli, che prima di morire si fingeva oppositore
della teseera P2 1816, riporto quello che egli ha
scritto nell'articolo "Delito e Castigo" del 01-09-1994 :


"E giustamente, perche' Berlusconi non e’ uomo da avviso di
garanzia, e tanto meno da manette. Nonostante l'amicizia che un tempo
ci lego’, io so poco dei sui affari privati. Ma non credo che abbiano mai
intaccato il codice penale."

Infatti il 27-09-1988 si era
reso colpevole del reato di falsa testimonianza, che come tutti sanno non
e' un reato penale.

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