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Home Rubriche Lettera di Cristina De Felice del 3 Aprile 2008
Lettera di Cristina De Felice del 3 Aprile 2008 PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Cristina De Felice   
Lunedì 07 Aprile 2008 09:23

Caro Salvatore,
ci tenevo a dirti che mi ha fatto molto piacere aver conosciuto sia te che Vanna, durante la presentazione del libro.
Quando hai comunicato la notizia dell’assoluzione in fase di udienza preliminare, del Capitano Arcangioli, ci sono rimasta molto male , e come me anche le altre persone presenti quella sera, sinceramente io ho sempre avuto fiducia nella giustizia anche se ora mi stò rendendo conto che sarebbe tutto da rifare, tutto il sistema che ci governa.
Poco fa ho letto qualche commento comparso sul sito inerente al tuo articolo “La giustizia negata” , e vorrei dirti cosa ne penso con parole molto semplici, però facendo un discorso più ampio.
Io credo che esistano varie tipologie di persone, per semplificare le suddivido in tre categorie:

- le persone che hanno degli ideali, che hanno voglia di sapere e di imparare, di informarsi e di perseguire le cose giuste. Persone che rispettano le leggi e che dicono sempre la verità e ciò che pensano anche a costo di rimetterci o a volte di non fare carriera perché sono considerati dei rivoluzionari oppure perché quelle persone che dicono sempre la verità fanno paura.Questa è la categoria dei “VERI”

- Poi ci sono quelle persone che apparentemente piacciono a tutti perché non si sbilanciano mai, perché danno la ragione a seconda della propria convenienza, a volte sono bugiarde e magari promettono cose che sanno benissimo che non manterranno mai, però nel momento in cui le dicono fanno bella figura, oppure fanno complimenti e dopo criticano. Questa è la categoria dei “FALSI E AMBIGUI”.

- L’ultima categoria è quella degli “INDIFFERENTI E INSIGNIFICANTI” cioè quelle persone a cui non interessa niente, basta che vivano bene loro, può accadere qualsiasi cosa ma se non capita a loro non è un loro problema, che non prenderanno mai le difese di un amico a cui è stato fatto un torto… perché tanto non è stato fatto direttamente a loro.


Fatta questa premessa credo che ad esempio una persona come De Magistris faccia paura probabilmente a chi ha qualche cosa da nascondere, proprio come facevano paura Paolo, Giovanni e tutte quelle persone che hanno contribuito al voler ricercare la verità e combattere la mafia.

Sono stati uccisi perché la mafia ha avuto paura di loro.

Io penso proprio che questo sito e soprattutto ciò che tu stai facendo  sia veramente una gran cosa, una battaglia da portare avanti, più persone saremo e più riusciremo a farci sentire, sono sicura che tu non mollerai mai perché nel momento in cui ti verrà in mente di mollare tutto dovrai pensare solo a una cosa, che Paolo e Giovanni hanno fatto tantissimo per tutti noi e loro non avrebbero mai mollato.

Inoltre riflettevo anche su un’altra questione che è quella del non ricordare un fatto, un luogo, una frase ecc… solo perché magari sono passati molti anni.
Posso capire che non tutti abbiamo una memoria di ferro però quando accadono fatti così gravi come l’attentato a Paolo o l’attentato a Giovanni, io penso che chiunque si sia trovato coinvolto, dal diretto parente come le famiglie, al collega, al vicino di casa al passante che si trova per caso sul luogo dell’accaduto, alla polizia che aiuta nei soccorsi, insomma chiunque non si possa dimenticare di quei momenti, sono immagini che vengono fotografate e incanalate nella propria mente,ma anche le semplici parole scambiate in quei momenti si ricordano anche a distanza di molti anni.
Un esempio molto semplice è quando i nostri nonni ci raccontano di quando facevano il militare nel tempo di guerra, questi ricordi non si cancellano, risalgono almeno a 50 anni fa, un mio parente ha 86 anni e si
ricorda tutto, anche le battute scambiate con i commilitoni, questo per far capire che tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente in questi fatti accaduti 15 anni fà non è normale che non ricordino, anche perché ora avranno un’età non paragonabile a 86 anni, ma molto meno.
Se la borsa di Paolo nella macchina è stata trovata integra, tutto ciò che era li dentro sarà rimasto integro, se il corpo di Paolo era integro dalla vita in su, questa agenda al limite sarebbe stata trovata un po’ rotta tra le sue mani.
Credo siano ragionamenti molto semplici da fare, non servono qualifiche particolari per  capire questa cosa.
Se sua moglie e i suoi figli hanno visto che quel pomeriggio Paolo aveva con se quell’agenda nella borsa, vuol dire che è così, per tanto l’agenda, non è andata distrutta ma è sparita, sicuramente quell’agenda era molto importante e c’erano scritte cose scottanti perché in un momento del genere in cui tutto brucia e tutto è distrutto, dove la cosa principale è cercare di salvare le persone, spegnere le fiamme, non credo che il primo pensiero sia cercare un’agenda in una borsa, se quella fosse stata una normale agenda sarebbe rimasta in quella borsa e riconsegnata alla famiglia con tutti gli altri oggetti personali.
Io mi auguro che si continui a parlare di questa agenda perché vorrebbe dire che non si è chiuso ancora niente, ma la speranza più grande sarebbe quella che un giorno ci sia una persona che arrivi a scoprire la verità e che smascheri i veri mandanti di questa strage.
Scusa per questo sfogo però ci tenevo a scriverti queste mie riflessioni.
Grazie ancora e continua a lottare, ci sono molte persone che ti sostengono.

Cristina

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