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Messaggio da Martina M. a Salvatore Borsellino PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Martina M.   
Mercoledì 24 Febbraio 2010 10:52
Salve.. sono Martina, una ragazza che ha avuto il piacere di conoscerla sabato mattina (20/02/2010) nel mio istituto a porto sant'elpidio.. vorrei farle i miei più sentiti complimenti.. davvero.. non ho mai assistito in 5 anni di scuola ad un'assemblea cosi interessante e coinvolgente.. ovviamente non si trattano di parole retoriche, ma anche sentendo gli altri ragazzi ho riscontrato la loro stessa opinione.. si legge proprio nei suoi occhi la rabbia di giustizia, di voglia di cambiamento, di fiducia in noi ragazzi... non sempre capita, soprattutto in questo periodo in cui gli adolescenti vengono additati di essere menefreghisti di ciò che li circonda.. grazie perchè nonostante l'età (come ha detto lei) si interessa di noi, combatte per il nostro futuro! GRAZIE per quella giornata di storia, di legalità, ma soprattutto di vita!!!! sicuramente grazie al suo intervento anche noi inizieremo ad essere OTTIMISTI del nostro futuro e di tutto quello che ci aspetterà! ciao....... Martina.

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Porto S. Elpidio: gli studenti dell'Isitps a lezione di legalità


Un incontro per parlare di legalità e per sensibilizzare le giovani generazioni su un tema importante come la criminalità organizzata. Questo, in sintesi, il filo conduttore della “lezione” tenuta stamattina  (19 febbraio 2010, ndr) agli studenti dell’Isitps da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo il magistrato ucciso 17 anni fa nella strage di Via D’Amelio.

Presenti all’incontro anche il dirigente scolastico dell’Isitps Antonio Iandiorio, il vice sindaco Monica Leoni e il signor Luciano Meconi, promotore dell’incontro. “Ringrazio Salvatore Borsellino - ha spiegato il vice sindaco- perché ci ha dato la possibilità di ascoltare una testimonianza importante, un frammento di vita vissuta ed una lezione per le generazioni future che ci ha davvero emozionato”. Impressionante la somiglianza dell'ingegnere Salvatore Borsellino con il fratello giudice antimafia. Salvatore, trasferitosi a Milano 27 anni fa, ora va in giro per l’Italia per parlare agli studenti della mafia e del sacrificio fatto da suo fratello per combatterla. “Dopo anni di silenzio - ha spiegato ai ragazzi - ora parlo per rabbia. Mio fratello sapeva della trattativa tra la mafia e lo Stato, era stato informato e per questo è stato ucciso. La strage di via D'Amelio è una strage di Stato, pezzi delle istituzioni hanno lavorato per prepararla ed eseguirla. E’ per questo che chiedo giustizia e verità”.


Subito dopo Salvatore Borsellino è passato a ricostruire lo scenario di quel maledetto 19 luglio 1992, giorno della strage di Via D’Amelio: il ruolo di Bruno Contrada e dei servizi segreti civili presenti a Palermo al momento dell’esplosione, l'incredibile sparizione dell'agenda rossa del giudice Borsellino e il ruolo del capitano Arcangioli, filmato proprio mentre si allontana con la valigetta del magistrato contenente l’agenda. Il castello Utveggio che domina il luogo dell'esplosione e infine l'attacco all'onorevole Nicola Mancino che dice di non aver incontrato l'1 luglio del 1992 il giudice Borsellino. “Una menzogna - ha detto Salvatore - Mancino dice addirittura che non conosceva mio fratello. Come faceva il neo ministro dell'interno a non conoscere il giudice presente ai funerali di Falcone e che appariva in tutti i Tg nazionali? La verità è che da quell'incontro mio fratello uscì sconvolto come testimonia il pentito Gaspare Mutolo.


Ma l'onorevole Mancino ha sempre smentito questa mia ricostruzione negando perfino l’evidenza dei fatti, visto che in una agenda mio fratello aveva annotato quell’incontro”. Il lungo e commovente racconto di Salvatore Borsellino si è concluso con la lettura di una lettera, scritta a suo fratello da una studentessa. “Mio fratello - ha concluso - sapeva di dover morire ma, nonostante questo, era ottimista perché credeva nei giovani e nella loro capacità di cambiare il mondo. La vera educazione alla legalità deve partire dalle scuole e dalle famiglie ed è per questo che oggi sono qui, perché sarà grazie a voi se riusciremo ad avere una società migliore”.

Fonte:  www.viverecivitanova.it, 19 febbraio 2010




19 febbraio 2010 - Porto Sant' Elpidio: Salvatore Borsellino incontra gli studenti dell'Isitps
(Fonte immagine: www.viverecivitanova.it)
 


 
 


"Avevo scelto di rimanere in Sicilia ed a questa scelta dovevo dare un senso. I nostri problemi erano quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma, se amavo questa terra, di essi dovevo esclusivamente occuparmi. Non ho più lasciato questo lavoro e da quel giorno mi occupo pressoché esclusivamente di criminalità mafiosa. E sono ottimista poiché vedo che verso di essa i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant'anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta".


Paolo Borsellino (lettera a una Professoressa, 19 luglio 1992)


 

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