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Lettera da Sara Mandalà PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Sara Mandalà   
Martedì 22 Aprile 2008 23:15
Buongiorno,
sperando di fare cosa gradita, vi segnalo che nella web tv Pnbox (www.pnbox.tv) è stato pubblicato il servizio:
 

Cultura della Giustizia - Pnbox.tv

Cultura della Giustizia
Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, è stato protagonista di un incontro dibattito sulla Cultura della Giustizia. Guarda un passaggio di questo interessante incontro e poi lascia un tuo commento.


Il servizio è liberamente fruibile e commentabile all'indirizzo www.pnbox.tv sezione "questa settimana" fino a domenica e "notizie e interviste" da lunedì, oltre che a rotazione nel nostro palinsesto.
E' possibile linkare il filmato da qualunqe sito internet esterno a Pnbox utilizzando il seguente collegamento:
 
http://www2.pnbox.tv/videolink.asp?video=1069.wmv

Come potrete vedere, clikkandoci sopra si viene inviati direttamente al filmato, senza dover "passare" per Pnbox.
Vi saremo grati se vorrete informare di questo servizio, ed eventualmente girare il link, a quanti ne possano avere interesse.
Resto a disposizione per altre informazioni e richieste.

 

Buona giornata e buon lavoro

 

pnbox
Sara Mandalà
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+39.348.37.29.525

http://www.pnbox.tv

Comments:

Commenti
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Fabio  - discorso preciso   |2008-04-23 11:43:50
Il discorso di Salvatore Borsellino è molto chiaro e ci da' l'idea di come
Falcone, Borsellino e altri hanno lavorato in quegli anni...visto che adesso
molti commemorano i due magistrati che non ci sono piu' e non posso fare il loro
dovere, vorrei che si facesse un elenco di coloro che hanno ostacolato il lavoro
del pool di Palermo quando Giovanni e Paolo erano vivi...grazie
Luca   |2008-04-23 12:10:19
Grazie molte per il filmato, davvero interessante. in effetti come dice
Salvatore Borsellino in Italia i politici sanno solo riempirsi la bocca con i
nomi di Paolo e Giovanni che tirano in ballo per propaganda elettorale o per
farsi belli agli occhi dell'opinione pubblica.Ciò che realmente manca è la
volontà dello Stato di distruggere la mafia. Basterebbe così poco...
Antonio   |2008-04-23 13:55:47
Il tempo aumenta il dolore. Il dolore di sentirmi colpevole della loro assenza.
Colpevole della mia lontananza. E cerco di alleviarne il peso tentando di
mantenere nella memoria, vivi, i nomi e i volti; di chi ha tradito e continua a
tradire; di chi ha dato la propria vita per un'illusione. Giovanni Falcone e
Paolo Borsellino e tutti, tutti i ragazzi delle loro scorte. Cerco di ricordarne
i nomi, i volti ma finisco inesorabilmente per dimenticarli. Tanti altri, troppi
altri. Io ci provo a ricordare, a non dimenticare ma è come sabbia e scivola
dalle mani. Sono io, siamo noi i colpevoli ultimi, quelli che hanno deluso;
siamo noi che non c'eravamo in via D'Amelio, o in tutti gli altri posti. Siamo
noi che non ci siamo sotto casa di chi ha tradito, ad aspettarli e chiedergli
conto. E' come rabbia. Cieca e devastante che cova e forse non esploderà mai,
che forse è solo un'altra, l'ennesima, illusione; in realtà, solo impotenza.
Fabio  - il caro Giammanco   |2008-04-24 13:46:22
Tra coloro che ostacolarono il lavoro del pool antimafia di Palermo, c'è
sicuramente Pietro Giammanco che era procuratore capo di Palermo e di cui si è
parlato in alcuni articoli di questo sito. Sia Giovanni sia Paolo ebbero
problemi con Giammanco.
Ecco un passo di un articolo in cui si fa riferimento a
Giammanco e al famoso dossier MAFIA E APPALTI:


Il primo a mettere le mani
su quella storia fu Giovanni Falcone, allora "aggiunto" del procuratore
Pietro Giammanco. Falcone aveva molta fiducia in un dossier messo insieme il 20
febbraio 1991 dai carabinieri del Ros che svelava (o riteneva di svelare) il
nuovo equilibrio politico-imprenditoriale-mafioso. Ne è incuriosito, ha voglia
di lavorarci, dice: "Ora sì che ci divertiamo...". E' costretto invece
ad andare via, a Roma, al ministero.

Alla sua partenza, il dossier viene
depositato nella cancelleria del tribunale senza un omissis, svelando così
circostanze e legami e indagati. "Depositare l'intera informativa del Ros
senza un omissis ha significato cancellare tutte le potenzialità
dell'indagine", scrisse poi la procura di Caltanissetta. Avventata o
sospetta, quella mossa "impedì di individuare - ha sostenuto ancora la
procura di Caltanissetta - alcuni personaggi che non furono sfiorati
dall'indagine". Personaggi come i fratelli Buscemi che potevano contare, con
Provenzano, "su un procuratore della Repubblica a disposizione", parola
di Brusca, parola di Siino. Era Giammanco, quel procuratore?

Di certo
l'impresa "nel cuore di Provenzano" - all'origine del rovesciamento del
vecchio "tavolino" e della creazione del nuovo - era di proprietà di
Enzo Giammanco, nipote del procuratore.
Su questa storia di appalti, cartelli
d'imprese e omissioni, torna come per un tormento Paolo Borsellino dopo la morte
di Giovanni Falcone. Rilegge gli appunti dell'amico, pubblicati dal Sole-24 Ore.
Ripete che "la causale più probabile della morte di Giovanni è
nell'intreccio degli appalti". Morirà anche Borsellino.
Fabio  - il caro Giammanco 2   |2008-04-24 13:48:47
Su questa storia di appalti, cartelli d'imprese e omissioni, torna come per un
tormento Paolo Borsellino dopo la morte di Giovanni Falcone. Rilegge gli appunti
dell'amico, pubblicati dal Sole-24 Ore. Ripete che "la causale più
probabile della morte di Giovanni è nell'intreccio degli appalti". Morirà
anche Borsellino.

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