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Lettere dei ragazzi dopo l'incontro con Giovanna Maggiani Chelli PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   
Domenica 03 Giugno 2012 10:27
Il giorno 15 maggio nell’istituto tecnico O. Mattiussi di Pordenone, abbiamo partecipato all’incontro con la signora Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage di via dei Georgofili del ’93. Questo era l’incontro conclusivo di un percorso formativo sulla legalità, infatti, durante una serie di incontri siamo stati guidati da Davide Tassan, dell’associazione “La mafia non è solo sud”, che ci ha permesso di conoscere una realtà a noi poco nota: i fatti di mafia degli anni ’90, il sospetto di coinvolgimento e di connivenza di alcuni rappresentanti delle istituzioni ai più alti livelli, la lunghezza delle procedure per assicurare alla giustizia i colpevoli e per avere finalmente una parola di verità.
Lo stupore per la scoperta degli attentati del ’92-’93 ha suscitato in noi un senso di impotenza verso quella che è una realtà difficile da contrastare, ma ancor di più la crudeltà gratuita della mafia nel colpire innocenti pur di imporre il suo potere politico ed economico.
Durante gli incontri ci è stata proposta la visione di alcuni filmati che mostravano le scene di distruzione, rimaste dopo lo scoppio delle bombe, e alcune interviste ai testimoni e ai famigliari delle vittime. Particolarmente toccante è stato il filmato del funerale della scorta di Borsellino, che ci ha aiutato a riflettere e a capire che la mafia ha paura degli uomini che sono vicini alla verità com’erano il magistrato Borsellino e il suo collega Falcone.
Durante il percorso formativo dopo alcune riflessioni di gruppo siamo arrivati alla conclusione che la mafia teme la conoscenza e la verità, infatti, uccide soprattutto chi la ostacola e chi cerca di divulgare informazioni che possono portare alla soluzione di molti processi.
Testimonianza attiva è stata quella della signora Maggiani Chelli, la quale partecipa a tutti i processi riguardanti la strage di via dei Georgofili da quasi vent’anni. La signora Maggiani Chelli ci ha illustrato la realtà degli avvenimenti, i passi avanti nell’inchiesta, il dolore e la sete di giustizia dei famigliari delle vittime. L’incontro è stato animato da una serie di domande fatte da noi ragazzi e dai docenti, queste hanno toccato tutte le sfaccettature dell’argomento con domande importanti, tecniche, personali e “scomode”, le risposte sono state chiare ed esaurienti e hanno suscitato l’interesse di tutti.
Tutti noi, prima di questo percorso, pensavamo che la mafia fosse un problema solo del sud d’Italia, scoprire che è attiva anche nelle nostre zone e che anche in Friuli ci sono beni confiscati, ci ha fatto aprire gli occhi su una realtà che pensavamo fosse lontana da noi e confinata in Sicilia, Calabria e Campania, invece, è una questione nazionale.
A conclusione di questo percorso noi tutti pensiamo che attività sulla legalità, e in particolare sulla mafia, devono essere svolte in tutte le scuole italiane per portare i ragazzi alla conoscenza e consapevolezza della realtà in cui viviamo. Questi incontri hanno stimolato la nostra curiosità e ci hanno spinti a ricercare altre informazioni sull’argomento.
Un’iniziativa promossa da Davide Tassan e condivisa da noi è stata quella di voler intitolare il nostro Auditorium scolastico a Calogero “Lillo” Zucchetto (poliziotto italiano vittima di mafia), per sostenere l’iniziativa è in corso una raccolta firme tra alunni, docenti e collaboratori scolastici del nostro istituto.
La mafia finirà solo se ci saranno persone come Davide e Giovanna che reputiamo coraggiose, che hanno deciso di lottare apertamente contro la disinformazione e per la ricerca della verità.
Ringraziamo, infine, i professori che hanno promosso l’iniziativa e che ci hanno permesso di partecipare a questo progetto, Davide per la sua passione e pazienza a spiegarci gli avvenimenti degli anni ’90 e Giovanna per la sua disponibilità grazie alla quale abbiamo potuto ospitarla nella nostra scuola.

Basso Riccardo, Carrer Jasmine, Grandi Alice,
Grandi Anna e Turbian Sara della classe 4^A igea



Articolo dei ragazzi della Classe IV D - Istituto Mattiussi Pordenone

Durante quest’anno scolastico, grazie a Davide Tassan, fondatore dell’associazione “la mafia non è solo sud”, abbiamo intrapreso un progetto scolastico: “educhiamo i giovani alla cittadinanza attiva e alla legalità finalizzate alla lotto contro le mafie”. Si tratta di un percorso volto a sensibilizzare noi giovani riguardo i fatti e gli avvenimenti di mafia. Ci siamo resi conto di essere all’oscuro di molte verità e impotenti di fronte a tutti questi fatti. La mafia non guarda in faccia nessuno! Ne sono esempio le numerose stragi avvenute nel corso degli anni, da quelle di persone con un ruolo importante nella lotta contro la mafia, come i magistrati Falcone e Borsellino, a quelle dei civili innocenti, vittime delle bombe del ’92-’93 a Roma, Firenze e Milano. Abbiamo avuto l’onore di incontrare Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’associazione “tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili”. La sua testimonianza è stata fondamentale per capire quali effetti hanno avuto questi avvenimenti sulle persone e ci ha permesso di chiarire alcuni dubbi: Stato e mafia sono in trattativa? Sono oggi in corso le indagini per delineare alcuni fatti poco chiari. Ci sono ancora molte perplessità sul perché, ad esempio, l’abitazione di Riina, uno dei più grandi boss mafiosi, sia stata perquisita solo dopo quindici giorni dal suo arresto. Il tabù più grande è rappresentato dal Papello. Si tratta di un elenco di richieste da parte di Cosa Nostra nei confronti dello Stato, come l’annullamento del 41 bis, carcere duro per i mafiosi. Sembrerebbe che le istituzioni abbiano in parte aderito a queste richieste ammorbidendo il 41 bis, tanto che, ad oggi, la mafia riesce a comandare dal carcere. Questa serie di avvenimenti portano a pensare che all’interno degli organi rappresentativi dello Stato ci sia l’influenza mafiosa. Lo si può riscontrare anche considerando l’invio del conto ai magistrati Falcone e Borsellino per i pasti consumati durante il soggiorno al carcere dell’Asinara oppure la caduta in prescrizione del caso del senatore Andreotti, il mancato divieto di sosta richiesto dal magistrato Borsellino in via d’Amelio, via in cui lo stesso giorno venne ucciso. Questo progetto è stato fondamentale, non solo per le informazioni apprese, ma, soprattutto, per la curiosità che si è creata in noi e la voglia di saperne sempre di più. speriamo che molti altri giovani si possano affiancare ad una simile esperienza perché possa, anche per loro, essere di arricchimento a livello culturale e personale. Per rendere onore a questo percorso, ci siamo impegnati in una raccolta firme con l’obiettivo di intestare il nostro auditorium scolastico a Calogero Zucchetto, agente ucciso a Palermo nel 1982, mentre era impegnato nella ricerca di mafiosi latitanti. Approfittiamo dell’occasione per ringraziare i docenti che hanno permesso di realizzare tutto questo, Davide Tassan per aver messo a disposizione il suo tempo e Giovanna Maggiani Chelli che ha portato la sua testimonianza presso le nostre aule.  

CLASSE IV D

Istituto Mattiussi Pordenone

 



 

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