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Bavaglio dei giudici a Scarpinato, insorge l’Anm PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giuseppe lo Bianco e Sandra Rizza   
Venerdì 27 Luglio 2012 11:22
IL MAGISTRATO AVEVA PARLATO ALLA COMMEMORAZIONE PER IL VENTENNALE DELLA MORTE DI PAOLO BORSELLINO

Per Sonia Alfano, presidente della Commissione europea antimafia, “è iniziata la rappresaglia per imbavagliare chi dice la verità”. Rita e Salvatore Borsellino esprimono sdegno e definiscono “grave” l’iniziativa del Csm. Agnese Piraino Leto, vedova del giudice ucciso in via D’Amelio, chiosa: “Se oggi c’è un magistrato compatibile con le funzioni
che svolge, quello è Roberto Scarpinato che non dimenticherò mai per avere offerto le sue dimissioni in segno di protesta dopo la strage di via D’Amelio’’.   
L’ATTO PRELIMINARE 
di accusa del Csm contro il pg di Caltanissetta, colpevole di avere espresso il suo pensiero in una lettera indirizzata alla memoria di Paolo Borsellino, scatena un diluvio di reazioni solidali e di dichiarazioni indignate nei
confronti del Csm e di chi tenta di censurare la libertà di espressione, protetta dall’articolo 21 della Costituzione, anche per i magistrati. Rompe il silenzio anche l’Associazione nazionale magistrati, che si era imposta di non intervenire nello scontro tra il Quirinale e la Procura di Palermo, e che invece oggi esprime “sorpresa e preoccupazione” per l’iniziativa contro Scarpinato. “Il suo discorso, pronunciato in un contesto commemorativo fortemente emotivo – scrive l’Anm in una nota – non può che essere inteso come manifestazione di libero pensiero, quale giusto richiamo, senza riferimenti specifici, nel ricordo delle idee e delle stesse parole di Paolo Borsellino, alla coerenza dei comportamenti e al rifiuto di ogni compromesso, soprattutto da parte di chi ricopre cariche istituzionali”.
E se l’indignazione attraversa trasversalmente protagonisti e istituzioni della lotta alla mafia, la società civile si organizza sul web. Sono centinaia, ancora, i post comparsi su Facebook di sostegno e affetto nei confronti di Scarpinato e di indignazione per l’iniziativa del Csm. L’offensiva di parte delle istituzioni contro i pm siciliani più impegnati nella lotta alla mafia trova sponde in Parlamento: l’altroieri il senatore Calogero Mannino è stato interrotto dal presidente di turno mentre accusava il procuratore aggiunto Antonio Ingroia di tenere la foto di Che Guevara al posto del Crocifisso. E mentre il linguaggio torna a vent’anni fa, nel pieno del berlusconismo più sfrenato, nel Pd si registra un assordante silenzio, tranne la dichiarazione di Beppe Lumia (“in questo modo si rischia di provocare un’ulteriore lacerazione del tessuto istituzionale di un Paese che dovrebbe essere unito e compatto nella ricerca della verità”), e i giudici “comunisti” stavolta vengono difesi da un esponente della destra siciliana, Fabio Granata, vicepresidente dell’Antimafia, che usa parole insolitamente dure: “Gli attacchi continui e vergognosi ai magistrati che conducono le indagini sulla trattativa, portati fin dentro le aule parlamentari, dimostrano in maniera precisa che una parte della politica italiana non vuole e teme la verità sulle stragi del ‘92. Di fronte a questa vergogna gli italiani siano vigili e consapevoli e isolino gli utili idioti di un sistema di potere colluso”. E se l’associazione Libertà e Giustizia denuncia “l’aggressione” nei confronti di Ingroia e Scarpinato sostenendo che “non possiamo più permetterci una Repubblica fondata sugli eroi”, Vito Lo Monaco, presidente del centro Pio La Torre di Palermo sottolinea che l’intervento di Scarpinato “non solo è condivisibile, ma va sostenuto con un’ampia risposta dello Stato perché tutti i collusi, i complici, gli imputati anche nella classe dirigente siano messi nelle condizioni di non nuocere alla democrazia”. IL SINDACO di Napoli Luigi De Magistris, infine, fa sua la lettera a Borsellino scritta da Scarpinato e “incriminata” dal Csm, dicendo: “Sottoscrivo ogni parola. Ero presente e posso dire che è stato un discorso vero, forte e commovente”.

Giuseppe lo Bianco e Sandra Rizza (Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2012)







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