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Il Tar rigetta i ricorsi. Cisterna andrà a Tivoli PDF Stampa E-mail
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Scritto da Michele Inserra   
Martedì 07 Agosto 2012 15:40

Il vice di Piero Grasso alla Direzione nazionale antimafia, Alberto Cisterna, sarà trasferito a Tivoli. Alla fine il Tar del Lazio ha respinto tutti i ricorsi, il giudice che per il pentito Nino Lo Giudice aveva rapporti con la cosca lascerà il suo incarico alla Dna per andare a Tivoli

REGGIO CALABRIA -  Il Tar del Lazio rigetta i ricorsi. Il numero due della Direzione nazionale Alberto Cisterna trasferito a Tivoli. Lo ha deciso la prima sezione dopo la camera di consiglio del 31 luglio (presidente Linda Sandulli, consigliere Giancarlo Luttazzi, consigliere estensore Angelo Gabbricci). L’atto è stato depositato in segreteria il 2 agosto scorso. E’ l’ennesima puntata a suon di ricorsi e ordinanze che vede protagonista il vice di Piero Grasso. A inizio giugno, il collegio del Tar del Lazio aveva clamorosamente smentito il suo presidente. Aveva annullato la decisione con la quale a sua volta era stato sospeso il trasferimento di Cisterna.

Il 23 maggio era arrivata la notizia secondo cui Cisterna sarebbe restato al suo posto. Il Tar del Lazio aveva infatti sospeso il trasferimento al tribunale di Tivoli del numero due della Dna, disposto il 17 maggio precedente dal Csm a causa delle presunte sue frequentazioni con persone legate alla ’ndrangheta. La decisione era stata assunta con un decreto monocratico, dal presidente del Tribunale amministrativo, Calogero Piscitello (la sospensione sarebbe durata almeno fino al 20 giugno), che aveva chiesto al Csm di riesaminare la posizione del vice del procuratore nazionale. Il trasferimento di Cisterna era stato disposto in seguito a un procedimento disciplinare aperto su iniziativa del Procuratore generale della Cassazione a causa delle presunte sue frequentazioni e contatti con il boss Luciano Lo Giudice e i suoi familiari. Un procedimento avviato sulla base delle dichiarazioni del pentito Antonino Lo Giudice, che aveva riferito dei presunti rapporti tra il fratello Luciano e il magistrato.

Michele Inserra (Il Quotidiano della Calabria, 7 agosto 2012)
 

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