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Alla Versiliana incontro sulla trattativa Stato-Mafia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Claudia Bertanza   
Lunedì 10 Settembre 2012 20:41
Giornata conclusiva della Festa del Fatto Quotidiano, alla Versiliana di Marina di Pietrasanta. Si è svolto oggi l’evento forse più importante, sicuramente uno dei più attesi, della tre giorni con cui il giornale di Antonio Padellaro festeggia il suo compleanno.
Marco Lillo, giornalista e scrittore, ha moderato l’incontro a cui hanno partecipato Marco Travaglio (vicedirettore del Fatto Quotidiano), il Procuratore di Torino Giancarlo Caselli e i giudici palermitani Antonio Ingroia e Antonino di Matteo. Grande folla per stringere in un ideale abbraccio i giudici che da tempo sono criticati e delegittimati da politici e media. Prima dell’inizio, il direttore del Fatto Antonio Padellaro ha presentato Margherita Siciliano, la lettrice che ha dato il via alla raccolta di firme a favore dei giudici di Palermo e Caltanissetta. La signora Siciliano ha consegnato ai giudici una chiavetta USB con tutti i nomi dei firmatari. Le firme, nel pomeriggio, hanno raggiunto e superato la soglia di 150000.

Giancarlo Caselli ha paragonato l’attacco alla Procura di Palermo a quello subito dalla Procura milanese dopo Mani Pulite (facendo riferimento all’intervista postuma all’ex console americano Bartholomew (http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/466750/) e ricorda di quando contro di lui, “reo” di aver processato il Divo Giulio (Andreotti) venne fatta una legge contro-personam. “Le inchieste di Milano ieri e di Palermo oggi dimostrano alla gente che la legge è uguale per tutti, per questo contro di loro si sono scatenati i poteri forti”.

Il secondo a parlare è Antonino di Matteo, sostituto Procuratore a Palermo, che esordisce esprimendo la sua gratitudine alla signora Siciliano, al Fatto e ai firmatari della petizione a favore dei giudici, sottolineando che un magistrato non deve andare a caccia di consensi, ma l’interesse e la tensione morale delle 150000 persone che hanno firmato per loro è il miglior stimolo ad andare avanti alla ricerca della verità. Ha poi ovviamente affrontato il discorso intercettazioni: dopo aver escluso che vi sia stata fuga di notizie sul caso Mancino-Quirinale, ha quindi affermato che non vede la necessità di cambiare la legge che le riguarda, anche se si tenta di convincere gli Italiani del contrario. Ha anche auspicato un salto di qualità nella lotta alla mafia: va bene punire la piccola manovalanza, ma bisogna andare più a fondo, riuscendo a ottenere risultati quando si vanno a toccare i legami con politica, economia e imprenditoria. Ma la politica non sembra essere dello stesso parere, tanto che a una lettera dei giudici con richiesta di modifiche all’articolo 416 ter (che punisce l’accordo tra mafiosi e politici solo se vi è transazione economica) né il ministro Severino, né Mario Monti, né i Parlamentari  hanno risposto.

Anche Antonio Ingroia ringrazia per la petizione, sottolineando quanto sia importante l’appoggio dei cittadini. “Non sono firme solo per noi, è il cittadino che firma anche per se stesso, che difende il suo diritto a conoscere la verità che finora gli è stata negata”. Quelle firme sono per la verità e la giustizia, afferma. Sottolinea l’ormai accertata tra la mafia e la politica, che è scritta in sentenze: la mafia, continua, è un sistema criminale, che ha la sua forza in pezzi della politica. Questo sistema va sconfitto, gli Italiani devono sapere quello che è successo e quello che succederà. “Noi abbiamo bisogno di voi”, dice tra gli applausi. Ma non solo di tifosi, aggiunge: i cittadini devono essere protagonisti. Questa classe politica va cambiata, il giudice dice di non aver fiducia in questo Parlamento, che ha avallato tutte le leggi del precedente governo. I cittadini possono e devono far sì che le cose cambino. “Il futuro è nelle vostre mani. Coraggio.” così conclude il giudice.

Dopo gli interventi dei due giudici, visibilmente stanchi ed emozionati, commossi dall’affetto del pubblico che li interrompe spesso con applausi scroscianti e che tributa ad entrambi una standing ovation, è il turno di Marco Travaglio, che esordisce esternando la sua emozione, che è quella di tutto il pubblico. Il giornalista ripercorre la storia delle intercettazioni, sottolineando che nelle scorse settimane si sono lette e sentite tantissime sciocchezze (termine edulcorato). Travaglio, con la sua sferzante ironia, alleggerisce e sdrammatizza la tensione, strappando sorrisi anche ai due giudici.

L’evento si conclude con la trasmissione del trailer del dvd “Due anni di stragi. Vent’anni di trattativa”, in edicola col Fatto Quotidiano e in vendita anche nello stand della Versiliana.

Le immagini strazianti delle stragi, il sorriso di Falcone, il dolore di Borsellino dopo il 23 maggio 1992, le parole di Salvatore, purtroppo assente per motivi famigliari, lasciano un po’ di commozione, ma anche la voglia di andare avanti a testa alta.


Claudia Bertanza (
laspeziaoggi.it, 9 settembre 2012)










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