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La Consulta rallegra Napolitano: 'Gli daremo ragione' PDF Stampa E-mail
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Scritto da G. L. B. e S. R.   
Venerdì 14 Settembre 2012 19:58
Fonti interne anticipano all'ANSA: ammissibile il conflitto con i PM

A meno di una settimana dalla riunione della Consulta che dovrà decidere sull’ammissibilità del conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo “sembra largamente profilarsi – secondo quanto si apprende – il sì della Corte costituzionale”. 
Lo scrive l’agenzia Ansa senza citare le proprie fonti inaugurando, su temi così delicati, una forma di “giornalismo-bookmaker”. Per l’Ansa, infatti, l’ammissibilità è cosa fatta. Ma l'agenzia è smentita dal giudice costituzionale Mario Rosario Morelli, sentito ieri dal Fatto Quotidiano: “Non c’è alcun orientamento – dice Morelli – o, meglio, ciascuno avrà il proprio. Poi bisognerà
misurarlo nella camera di consiglio. Ma nulla è scontato”.   
NONOSTANTE non vi sia stato alcun confronto tra i 15 giudici costituzionali il lancio di agenzia si avventura sul terreno della previsione, rivelando addirittura le motivazioni a sostegno dell’ammissibilità: scopriamo così che, sempre senza citare le fonti, secondo quanto ha appreso la prima agenzia di stampa italiana “il ricorso del Capo dello Stato, proposto tramite l’Avvocatura contiene presupposti 'fondati', sia soggettivi, sia oggettivi, richiesti per l’ammissibilità del conflitto. Nessun dubbio sussiste, infatti, sulla qualificazione del Presidente della Repubblica quale "potere dello Stato"
; e anche il pubblico ministero, in numerosi precedenti giudizi della Corte, è stato qualificato quale “potere dello Stato” in quanto titolare dell’attività di indagine finalizzata all’esercizio obbligatorio dell’azione penale”. Ma non solo: l’agenzia rivela anche che “i presupposti oggettivi sembrano ampiamente portare ad una decisione favorevole all’ammissibilità del conflitto: sono in discussione, infatti, l'articolo 90 della Costituzione e alcune leggi correlate sulle prerogative del Capo dello Stato, sull’ampiezza della sua immunità e, più specificamente, sulle procedure da seguire in caso di intercettazione ‘indiretta’ di telefonate del Presidente della Repubblica”.   
CONSIDERAZIONI ovvie che, senza alcuna fonte, nulla aggiungono all’informazione sull'argomento. Ma il dubbio, anche per l'Ansa, è in agguato: anche se l'ammissibilità “sembra largamente profilarsi” tra i giudici costituzionali, “un giudizio di inammissibilità – viene fatto rilevare da esperti di diritto – sarebbe sorprendente tra gli stessi costituzionalisti, molti dei quali, dando per scontata l’ammissibilità del ricorso, si sono già espressi nei giorni scorsi con proprie opinioni sul merito della vicenda”. Esperti di diritto rimasti anche loro anonimi nel lancio d’agenzia. E se tra i costituzionalisti che hanno avuto il privilegio delle prime pagine prevale un’interpretazione favorevole al Colle, nei dibattiti sul web sembra emergere una maggioranza di giuristi critica verso il presidente della Repubblica. Di certo, in questa vicenda c’è che la camera di consiglio è convocata il prossimo 19 settembre, che i giudici relatori sono il professore di diritto Costituzionale Gaetano Silvestri, originario del messinese e l’avvocato bresciano Giuseppe Frigo. E che nello stesso giorno la Corte sarà chiamata a decidere del conflitto di attribuzione promosso dal Tribunale di Roma contro la Camera dei deputati che ha protetto dal giudizio di insidacabilità le dichiarazioni, ritenute diffamatorie, di Paolo Guzzanti nei confronti del medico di Emergency Gino Strada, che lo ha citato in giudizio. E dunque oggi l’unica certezza è che spetterà alla Corte costituzionale il compito di risolvere il conflitto sollevato da Napolitano. Compito ingrato che, come ha scritto Zagrebelsky, provochera' alla Consulta l'accusa “d’irresponsabilità se, per improbabile ipotesi, desse torto al Presidente, o di cortigianeria dandogli ragione“. Ammesso che venga dichiarato ammissibile. Da segnalare, sulla vicenda della trattativa Stato-mafia, la dichiarazione di Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io su Radio Uno: “Occorre una commissione d’inchiesta: da ex ministro dell’Interno, ma soprattutto da cittadino, dico che non possono esserci ombre”.   

g.l.b e s.r.
(Il Fatto Quotidiano, 14 settembre 2012)







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