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Il relatore della Consulta al convegno di una confraternita imbarazzante PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gianni Barbacetto   
Sabato 22 Settembre 2012 13:57
Silvestri nel '96 andò a omaggiare Corda Fratres

A sessant’anni dalla sua fondazione, un’associazione culturale siciliana fa stampare un bel librone celebrativo, pieno di testi e foto che documentano l’attività svolta, a partire dal 23 giugno 1944, giorno della sua nascita. Nel librone ci sono volti, incontri, iniziative. Tra queste, un convegno organizzato nel 1996 su “Divisione dei poteri e magistratura”. Tra i relatori, secondo quanto documenta una foto, Gaetano Silvestri, professore dell’università di Messina e oggi giudice della Corte costituzionale. Niente di strano, che un giurista intervenga a un convegno sulla magistratura. Più imbarazzante il contesto: l’associazione siciliana che lo ha organizzato è la Corda Fratres, circolo dalla storia lunga e controversa e con soci davvero imbarazzanti.
  

NASCE A BARCELLONA 
Pozzo di Gotto, non distante da Messina, nel 1944 e il suo atto costitutivo la definisce associazione culturale “apolitica e aconfessionale” fondata al fine di “diffondere e favorire l’idea della solidarietà tra gli uomini, della fratellanza, della libertà religiosa e della cultura nei suoi multiformi aspetti”. Multiformi anche le sue iniziative: da incontri su “Attività grafica e musicale col personal computer” fino a convegni internazionali su “Pirandello nella cultura russa del ’900”. Chi non la ama definisce Corda Fratres (“cuori fratelli”) una sorta di circolo massonico che riunisce l’élite messinese. Nelle inchieste svolte dai magistrati di Reggio Calabria la si definisce circolo para-massonico nel quale s’incontrano rappresentanti del mondo politico, universitario
, sanitario e mafioso.
Anche chi la difende non può negare che abbia avuto soci come Giuseppe Gullotti, boss di Cosa nostra arrestato nel 1995 e condannato per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano, nonché fornitore, secondo Giovanni Brusca, del telecomando che servì all’“attentatuni” in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e la scorta. Altro socio di Corda Fratres è Rosario Cattafi, già indagato a Palermo nell’inchiesta “Sistemi criminali” e a Caltanissetta nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi del 1992. È stato arrestato nel 1993 per l’inchiesta sull’“autoparco della mafia” di via Salomone, a Milano, ed è finito di nuovo in cella il 24 luglio 2012, con l’accusa di essere il capo della famiglia barcellonese di Cosa Nostra. Socio onorario del circolo è Giuseppe Siracusano, generale dei carabinieri con il nome nelle liste della P2. Tra gli iscritti odierni di Corda Fratres compaiono, accanto ad avvocati, commercialisti e medici di spicco, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il parlamentare del Pdl Domenico Nania.   

C’È ANCHE il procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, oggi imputato di diffamazione, con l’accusa di aver redatto un dossier anonimo, post mortem, sul professor Adolfo Parmaliana, docente all’Università di Messina e dirigente locale dei Ds, che si è tolto la vita nel 2008
dopo aver scritto: “La magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito, di servitore dello Stato e docente”.  
Il procuratore Cassata è ritratto, nella foto del 1996, accanto al professor Silvestri. Iscritto al Pci e poi al Pds, Silvestri fu spedito dal partito a Roma, dal 1990 al 1994, come membro laico del Consiglio
superiore della magistratura. Oggi è giudice della Corte costituzionale, eletto nel 2005 dal Parlamento su designazione del centrosinistra, ed è uno dei due relatori alla Consulta sul conflitto tra poteri dello Stato sollevato dal presidente Giorgio Napolitano contro la Procura di Palermo, a proposito dell’inchiesta sulla trattativa tra Stato e Cosa Nostra. In quel 1996 in cui l’ex membro del Csm e futuro giudice costituzionale parlava di divisione dei poteri e magistratura, Corda Fratres non era più un oggetto misterioso, né un circolo culturale come tanti, visto che i suoi due soci Gullotti e Cattafi erano già finiti in carcere, entrambi per storie che puzzavano di mafia.

Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2012)


 

Al centro, Gaetano Silvestri; alla sua sinistra, Antonio Cassata










 


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