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Lettera da Emiliano Morrone PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Emiliano Morrone   
Lunedì 25 Febbraio 2008 12:17
Ricevo da Emiliano Morrone, giornalista, filosofo, autore di un eccezionale libro di denuncia sui mali della Calabria "La società sparente", libro per il quale ha gia' ricevuto sequenze di querele e minacce insieme al coautore Francesco Saverio Alessio, la seguente lettera.
Ad Emiliano, nonostante la differnza di età, sono legato da un vincolo di fraterna amicizia da quando ci siamo incontrati a Catanzaro sullo stesso campo di battaglia, in difesa, insieme ai ragazzi di "
Ammazzateci tutti" del Magistrato Luigi De Magistris.
La sua analisi è, come sempre, lucida e precisa, e non necessita di altri commenti:


Caro Salvatore,

mi è rimasto impresso il tuo discorso sulla "rabbia".

Molti giovani, equivocando,  piangono quando tu parli.
Il ricordo di Paolo è stato nel tempo associato al lutto, a una fine ultima.

Questo è l'esito del disegno specifico, scientifico, di chi lo ha ucciso.
Tv e giornali ci hanno indotto a lacrimare al pensiero suo e di Giovanni Falcone.
E hanno relegato le persone della scorta; che sono mere comparse, se capita.

La macchina dello Stato ha compiuto il disorientamento.
Col gioco delle emozioni e la finzione del piccolo schermo, la memoria del Pool di Palermo e il significato del suo lavoro sono stati trasformati in senso drammatico.
A misura di audience.
Per impedirci di coglierne la portata e organizzarne una continuazione in quanto società civile.

Ciononostante, riflessivamente e soprattutto con una testimonianza pubblica costante, critica, vigile e profonda, tu hai reagito a questo maledetto tentativo di assassinio istituzionale dell'opera e del valore di Falcone e di tuo fratello.

L'opera e il valore di Falcone e Borsellino includono tutte le figure che con loro hanno condiviso paure, speranze e attese d'una lunga lotta alla mafia e di grandi battaglie culturali per liberare la Sicilia - e con essa il Mezzogiorno -  dall'opportunismo e dal cannibalismo nei palazzi capitolini.

Chi, come te e non pochi altri, pensa che le trame siano state concepite e gestite a Roma, e che oggi il clima di connivenza non sia diverso dall'epoca dello stragismo di Stato, è accusato di follia, mania ed esasperazione della realtà.
Mistificazione. Strumentalizzazione.

I tuoi sforzi, Salvatore, sono invece preziosi.
Con chiarezza, stai dicendo ai più giovani che è finito il tempo della commozione; che non si può più guardare al martirio di Falcone e Borsellino come se si fosse a un cinema del fazzoletto.

Occorre divenire consapevoli di come funziona in Italia la giustizia.
Consapevoli degli interessi in gioco.
Consapevoli delle questioni di potere.
Consapevoli che ogni occasione è buona per correggere il tiro e deviare l'attenzione pubblica.

Ora, in campagna elettorale è uscito di prepotenza il tema dell'aborto.
Grazie al genio di Ferrara, che puntualmente si mostra utile e pronto davanti ai patemi dell'intera casta.
Così, il problema della necessità d'una giustizia universale - valida, chiara e buona per tutti - è stato sostituito dal dibattito tecnico e filosofico sull'essenza del feto e i diritti della madre/donna; dimenticando che non c'è diritto senza giustizia e, in primo luogo, non esiste futuro restando nell'ingiusto.

Che genere di società si sta formando in Italia?

Personalmente, non credo ai profeti del nuovo, dell'innovazione e della risoluzione del conflitto prima che lo stesso avvenga.
Non m'incanta la retorica dei valori, delle identità e delle storie, dell'orgoglio e della modernizzazione.

La questione fondamentale rimane quella della giustizia.
E sono certo che la tua iniziativa -
19luglio1992.com - andrà sempre avanti mantenendo viva la tensione sulla giustizia. Specie presso le nuove generazioni, cui è stato tolto il piacere, ma anzitutto il diritto, di sognare.

Pertanto, con umiltà mi schiero al tuo fianco, con la voglia di contribuire, sia pure in piccolo, al tuo progetto, etico e culturale, di concreta attualizzazione dell'insegnamento di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Tuo Emiliano

Comments:

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Maria Cristina Saija   |2008-02-25 15:52:31
Ciao Emiliano!
Dobbiamo batterci affinchè la 41bis torni ad essere carcere
duro come era stato voluto da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino..affinchè
non esista più l'indulto ma la certezza della pena e poi chiediamo anche che
la magistratura sia indipendente dai poteri forti..
Energiamessinese si
schiera a fianco della giustizia e della legalità...al fianco di coloro che
fanno la propria parte per un Italia che deve cambiare rotta...
emiliano   |2008-02-25 17:35:02
Concordo con Martina e Maria Cristina. E credo che la passione con cui Salvatore
si batte per la Giustizia è l'esempio vivo, specie per noi più giovani, d'una
grande forza che non cede a quell'appiattimento delle coscienze che i media
tendono a raggiungere con l'idiozia elevata a sistema.
Vi abbraccio e rivolgo
un affettuoso saluto e ringraziamento, da Roma, a Energia Messinese, a Salvatore
Borsellino, alla Sicilia e all'Italia che parla e agisce.

emiliano
Martina   |2008-02-25 16:30:45
Noi giovani,ai quali purtroppo,come dici giustamente,hanno tolto il diritto di
sognare,vogliamo combattere per dare almeno a quelli che verranno dopo di noi il
diritto di avere un paese giusto e soprattutto per riprenderci la nostra
Italia,perchè io non ci sto a consegnargliela senza lottare.E' per questo che
seguirò Salvatore sempre e comunque,perchè devo combattere insieme a lui e a
quelli come lui.

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