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Scritto da The Economist (traduzione di Christina Pacella)   
Lunedì 12 Novembre 2012 17:38

Il lungo braccio del crimine organizzato si estende fino a Milano

10 nov. 2012.
La capitale finanziaria dell'Italia non ha nulla in comune con Reggio Calabria. Eppure quando il comune fu sciolto per mafia il mese scorso, i pm milanesi non hanno esitato ad arrestare l'assessore alla Casa della Lombardia, Domenico Zambetti, con l'accusa di voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. La polizia aveva gia' arrestato 37 sospettati appartenenti alla 'Ndrangheta nella regione. I numeri dicono che tra il  2010/ 2011 le confische di aziende e proprieta' nella Lombardia si piazzano appena sotto a quelli delle regioni del sud, che sono notevolmente meglio conosciute per la mafia.


'La mafia qui c'e' sempre stata. Adesso stiamo assistendo ad una evoluzione dove il crimine organizzato acquisisce e gestisce legittimamente le aziende', dice Claudio Gittardi, uno dei dodici pm della squadra antimafia di Milano. Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia, dice che i suoi membri non sempre sono consapevoli di cio' che devono affrontare. 'I mafiosi lavorano subdolamente. Indossano giacca e cravatta, e non portano con se pistole', - ha detto.

Nando dalla Chiesa, professore di criminologia all'Universta' di Milano, consigliere del sindaco e figlio di un generale ucciso dalla mafia a Palermo 30 anni fa, teme che l'infiltrazione nel tessuto economico italiano da parte del crimine organizzato sia aumentata. 'Qui tutto e' negoziabile, tutto e' in vendita e la 'Ndrangheta ha il denaro', - ha detto.

I problemi economici dell'Italia creano nuove opportunita' per i mafiosi che s'impossessano di aziende in difficolta'. Una economia parallela diretta dalla mafia e' una prospettiva spaventosa per le aziende legittime. Le ditte mafiose sono incuranti dell'etica sull'evasione fiscale, sulle leggi che regolano il diritto del lavoro, sulla sicurezza sul posto di lavoro; e i loro soldi e la loro prontezza nel corrompere possono costituire un vantaggio competitivo. L'edilizia per esempio rapprensenta un grande business per la 'Ndrangheta. Non e' una sorpresa che l'Expo di Milano 2015 desti attenzione. Per il progetto sono stati stanziati 165 milioni di euro lo scorso luglio. Attualmente ci sono altri 59 milioni in palio e la cifra sembra destinata ad aumentare.

Qualche mese fa il signor Barcella ha esortato i sindacati lombardi a prendere ulteriori misure contro la mafia. Ma i pm vogliono che Confindustria incoraggi i suoi membri a denunciare l'estorsione. Il muro di omerta' agevola avvocati, commercialisti e banchieri intenti ad aiutare i mafiosi.
'Ma non hanno sospetti? Davvero non sanno che certe operazioni sono sospette?' - rimarca acutamente il signor Gittardi.

The Economist (traduzione di Christina Pacella)



Hands over the city

The long arm of organised crime stretches to Milan

 

ITALY’S financial capital is nothing like Reggio Calabria. Yet when Reggio’s city council was dissolved early last month, Milanese prosecutors promptly arrested Lombardy’s head of housing, Domenico Zambetti, on accusations of aiding subsidiaries of the ’Ndrangheta, the Calabrian mafia. The police had already arrested 37 ’Ndrangheta suspects in Lombardy. In the number of confiscations of firms and properties in 2010 and 2011, Lombardy lags behind only the southern regions, which are far better known for the mafia.

“The mafia has always been here. What we’re now seeing is evolution, with organised crime increasingly acquiring legitimate businesses,” says Claudio Gittardi, one of 12 prosecutors in Milan’s anti-mafia team. Alberto Barcella, chairman of Confindustria Lombardia, the local business association, says members do not always know what they are up against. “Mafiosi work subtly. They wear jackets and ties, don’t carry shotguns,” he says.

Nando dalla Chiesa, a professor of criminology at Milan university, adviser to the mayor and son of a Carabinieri general killed by the Mafia in Palermo 30 years ago, worries that infiltration of the Italian economy by organised crime has risen. “Everything is negotiable here, everything for sale, and the ’Ndrangheta has the cash,” he says.

Italy’s economic woes create new opportunities for mafiosi to take over troubled firms. A parallel economy run by the mafia is a scary prospect for legitimate firms. Mafia firms are unconstrained by ethical concerns about tax evasion, labour laws or safety standards; and their money and readiness to bribe can create a competitive advantage. Construction, for example, is big business for the ’Ndrangheta. It is no surprise that attention should focus on Milan’s Expo 2015, for which a tender for site preparation worth €165m ($210m) was awarded in July. Firms are now being asked to bid for a further €59m of work, with more to come.

Earlier this year Mr Barcella joined trade union bosses in Lombardy to call for more action against the mafia. But prosecutors want Confindustria to do more to encourage members to report extortion. A wall of silence is part of the way in which lawyers, accountants and bankers help the mafia. “Aren’t they suspicious? Do they really not know that certain operations are suspect?” asks Mr Gittardi, pointedly.


The Economist




















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