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Mafia, chiuse indagini su via D'Amelio chiesto rinvio a giudizio per sette PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione Repubblica.it   
Lunedì 19 Novembre 2012 17:30

Mafia, chiuse indagini su via D'Amelio chiesto rinvio a giudizio per setteI magistrati hanno raccolto riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che ha contribuito a ridisegnare il quadro ed è stato ritenuto attendibile. Chiesto il giudizio per Salvatore Madonia, Vittorio Tutino, lo stesso Spatuzza, Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Francesco Andriotta e Calogero Pulci

La procura di Caltanissetta ha chiuso le indagini sulla strage di via D'Amelio, dove furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cusina. Chiesto il rinvio a giudizio per sette persone. Si tratta del capomafia palermitano Salvatore Madonia, di Vittorio Tutino, (assistiti dagli avvocati Flavio Sinatra, Piera Fraina a Barbara Amicarella) e dei collaboratori di giustizia Gaspare Spatuzza, Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Madonia, Tutino e Spatuzza sono accusati di strage mentre gli altri rispondono di calunnia aggravata. Salvatore Madonia, detto Salvuccio, è considerato uno dei mandanti della strage.
I magistrati hanno raccolto riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che ha fortemente contribuito a ridisegnare il quadro delle responsabilità ed è stato ritenuto attendibile: si è attribuito un ruolo nella preparazione dell'attentato di via D'Amelio, ammettendo di aver rubato la Fiat 126 che venne poi usata come autobomba per assassinare Borsellino.

Esce di scena il meccanico che avrebbe sistemato le ganasce del Fiat 126, Maurizio Costa. Tutino è accusato di aver effettuato, assieme a Spatuzza, il furto della Fiat 126 da utilizzare per la strage. Avrebbe anche procurato due batterie e un'antenna, necessarie per alimentare e collegare i dispositivi di innesco dell'esplosivo collocato nella Fiat 126 parcheggiata in via D'Amelio. Pulci, risponde solo di calunnia aggravata perchè nel processo "Borsellino Bis" in appello incolpò falsamente Gaetano Murana, di aver partecipato alle fasi esecutive dell'attentato di via D'Amelio. Murana venne poi condannato all'ergastolo.





Strage di via d'Amelio, indagini chiuse

19 novembre 2012. La Procura di Caltanissetta ha chiuso le indagini sulla strage di via D'Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cusina. I magistrati con la chiusura delle indagini hanno chiesto anche il rinvio a giudizio di sette indagati. I boss mafiosi Salvatore Madonia e Vittorio Tutino devono rispondere di strage, così come il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.

Sono invece accusati di calunnia aggravata con l'aggravante di avere agevolato cosa nostra i pentiti di mafia Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Calogero Pulci e Francesco Andriotta. La Procura nissena ha, invece, chiesto l'archiviazione per Maurizio Costa, il meccanico che avrebbe fatto degli interventi sulla 126 usata per l'esplosione. Per i pm non ci sarebbero gli elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio. Durante le indagini i magistrati hanno raccolto riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che ha fortemente contribuito a ridisegnare il quadro delle responsabilità ed è stato ritenuto attendibile. Spatuzza si è attribuito un ruolo nella preparazione dell'attentato di via D'Amelio, ammettendo di aver rubato la Fiat 126 che venne poi usata come autobomba per assassinare Borsellino.
Tutino è accusato di aver effettuato, assieme a Spatuzza, il furto della Fiat 126 da utilizzare per la strage. Avrebbe anche procurato due batterie e un'antenna, necessarie per alimentare e collegare i dispositivi di innesco dell'esplosivo collocato nella Fiat 126 parcheggiata in via D'Amelio. Pulci, risponde solo di calunnia aggravata perchè nel processo "Borsellino Bis" in appello incolpò falsamente Gaetano Murana, di aver partecipato alle fasi esecutive dell'attentato di via D'Amelio. Murana venne poi condannato all'ergastolo.
“Nella nuova indagine per la strage di via d'Amelio abbiamo fatto miracoli investigativi" – ha commentato il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari - Per un colossale errore giudiziario furono condannate otto persone che l'anno scorso sono state scarcerate. In questi ultimi periodi si sono fatti passi avanti da gigante”.
Resterebbe invece aperta l'inchiesta sui poliziotti Mario Bo, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera che facevano parte del pool che coordinò l'indagine sulla strage e che avrebbero indotto i pentiti a fare le false dichiarazioni sugli organizzatori e sugli esecutori dell'attentato.

Redazione Antimafiduemila



 






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