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Menti raffinatissime non vollero che Falcone e Borsellino si salvassero? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione ArticoloTre   
Venerdì 15 Febbraio 2013 21:20

di Redazione ArticoloTre - 15 febbraio 2013
Capaci, via Mariano D’Amelio, potevano essere evitate grazie a tecnologie di uso comune già nel 1992?
La risposta potrebbe arrivare da Francesco Macrì, esperto che opera da oltre vent’anni nel settore Sicurezza e Intelligence e che su invito di Antonio Manganelli, cinque anni fa, presso il ministero dell’Interno, tenne un seminario-workshop per i vertici della polizia con lo scopo di formare gli operatori del settore all’uso di tecnologie di sicurezza. Esperienza ripetuta il 15 gennaio scorso, sempre su iniziativa del Capo della polizia.
Macrì ha collaborato con varie Autorità italiane ed estere, soprattutto con quelle israeliane, avendo una consolidata esperienza nell’impiego di tecnologie antiterrorismo, con particolare riferimento ai sistemi ‘jammer’, ovvero dispositivi disturbatori di frequenze, che impediscono ai cellulari di ricevere e trasmettere, inibendo anche il funzionamento dei sistemi gps.
Francesco Macrì nel 1997 spiega alla procura di Palermo l’utilità di questi apparati di sicurezza, in merito ad un loro impiego nelle carceri di massima sicurezza, quelle per intenderci che ospitano i boss mafiosi ristretti in regime di 41bis.
Seguono due anni di inutili trattative con i vertici del Dap, che si risolvono con un nulla di fatto, nonostante il ritrovamento di centinaia di telefonini in carcere. Va sottolineato che ad oggi l’Italia è l’unico paese europeo a non utilizzare strumenti atti a bloccare le comunicazioni tra telefoni cellulari presso gli Istituti di pena.
Ma le dichiarazioni di Macrì destano comunque l’interesse dei magistrati palermitani.
Il sostituto Alfonso Sabella, della Dda di Palermo, retta da Gian Carlo Caselli, convoca l’esperto in sicurezza e gli domanda se date le caratteristiche degli apparati i due magistrati morti nelle stragi del ’92 avrebbero potuto essere salvati.

Francesco Macrì non ha esitazioni nel rispondere di sì, aggiungendo che i jammer addirittura erano abitualmente utilizzati dall’esercito americano nella seconda guerra mondiale ed esterna le perplessità avanzate da esponenti del Mossad israeliano, circa l’effettiva volontà delle istituzioni italiane di salvaguardare l’incolumità di persone ad altissimo rischio, però scomode.
Ma Francesco Macrì fa oggi una rivelazione devastante: asserisce di avere informazioni a riguardo sul fatto che Giovanni Falcone chiese espressamente che la sua auto e quelle della scorta fossero equipaggiate con dispositivo jammer. Qualcuno negò l’autorizzazione, informando il magistrato che tali apparecchiature nuocevano la salute delle persone cardiopatiche…….!
Sarebbe, se confermato, un tassello fondamentale nella trattativa Stato-mafia, nonché uno degli scandali più devastanti della storia della Repubblica.

Redazione ArticoloTre - 15 febbraio 2013









 

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