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Aldrovandi, sit-in della polizia sotto l’ufficio della madre. Lei: 'Non ho parole' PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Zavagli   
Mercoledì 27 Marzo 2013 20:23

di Marco Zavagli - 27 marzo 2013

“Speravo di non dover mai più  essere costretta a mostrare ancora in pubblico quella foto”. L’ultima volta che Patrizia Moretti espose in strada l’immagine del figlio Federico Aldrovandi fu in occasione della manifestazione nazionale per chiedere verità e giustizia su quanto avvenuto in via Ippodromo a Ferrara la notte del 25 settembre 2005. Era il 23 settembre 2006 e ancora la morte del diciottenne non aveva un colpevole. Da allora ci sono stati tre processi con altrettante condanne, ora definitive: 3 anni e 6 mesi per omicidio colpo.
Ora la madre torna a mostrare quella foto. E lo fa in occasione del sit-in organizzato dal Coisp, sindacato indipendente di polizia, voluto per manifestare solidarietà ai quattro poliziotti condannati nel giorno del congresso regionale del sindacato, voluto non a caso a Ferrara. “La legge non è uguale per tutti. I poliziotti in carcere, i criminali a casa. Solidarietà, amicizia, speranza, affetto per Luca, Paolo, Monica, Enzo”. Così recitava lo striscione alzato in piazza Savonarola, sotto le finestre del municipio, dove la madre lavora come dipendente comunale. Una coincidenza che poteva dar adito a provocazioni e strumentalizzazioni.
Per questo lo stesso sindaco Tiziano Tagliani è sceso in strada per incontrare i manifestanti e chiedere di spostare il sit-in di qualche decina di metri. “Vorrei solo evitare delle letture strumentali”, ha detto il primo cittadino al segretario generale Franco Maccanti, che per tutta risposta gli ha detto di non aver “mai visto in tutta Italia un sindaco comportarsi come lei. Non avrebbe fatto questa discesa con nessuno. L’ha fatto con noi perché noi siamo corretti”. A gettare benzina sul fuoco si è aggiunto l’europarlamentare ex Pdl e poi Fli Salato (famoso per aver chiesto aerei diretti tra Strasburgo e le capitali europee: “a volte siamo costretti a cambiare tre aerei”):  “Lei è il sindaco? Bene, se ne può andare”. Il clima si accende e Tagliani: “mi mandano via nella mia città, quando ho solo chiesto di spostarsi di qualche metro. Sono anni che cerco di riappacificare il clima tra le gente e le forze dell’ordine. Prima c’era il sospetto, ora c’è la certezza che si trattava di una strumentalizzazione”.

A quel punto, andato via sdegnato Tagliani, è arrivata la Moretti, che ha srotolato la foto del figlio davanti ai manifestanti. Con quell’immagine è rimasta qualche istante di fronte alle bandiere del Coisp. Davanti all’esposizione dell’immagine del diciottenne privo di vita i manifestanti hanno voltato le spalle. Poi, dopo qualche minuto, se ne sono andati verso il Circolo dei Negozianti, per partecipare al dibattito “Poliziotti in carcere, criminali fuori, la legge è uguale per tutti?”. E nel corso del dibattito Maccanti non ha perso l’occasione per chiarire i pensieri del Coisp di fronte a una “stampa vigliacca e penosa che ha pubblicato cose ignobili, compreso il non voler prendere atto che la foto di stamattina non è stata ammessa in tribunale perché non veritiera”. A onor di cronaca proprio riferendosi a quella foto il pm Nicola Proto, in sede di requisitoria,  chiese la condanna degli agenti: “la foto di Federico parlano al posto suo, lui non può più”.

Marco Zavagli (Il fatto Quotidiano, 27 marzo 2013)






 

Agenti contro la madre di "Aldro": lei 'risponde' con la foto insanguinata di suo figlio


FERRARA.
Una scena che non vorremo mai raccontare e che ancora una volta riguarda il tragico caso di Federico Aldrovandi, il giovane ferrarese morto il 21 giugno 2009 dopo essere stato pestato da quattro poliziotti che per "eccesso colposo in omicidio colposo" sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Stamattina il Cosip, sindacato di polizia, che proprio in queste ore sta svolgendo nella città di Federico il suo congresso nazionale, ha indetto un sit in sotto il Comune - dove lavora mamma Patrizia - per manifestare la loro solidarietà ai colleghi condannati. Il tutto, con lo slogan "Poliziotti in carcere, criminali fuori, la legge è uguale per tutti?".

Una "vera e propria provocazione", ha spiegato a Today.it Patrizia Moretti, "che per l'ennesima volta vuole gettare fango su mio figlio e sulla sua tragica morte, sul suo omicidio".

Patrizia ha la voce rotta dal pianto quando ci racconta come sono andati i fatti in piazza Savonarola: "Sapevamo di questa protesta ma avevo deciso di non dargli peso. In fondo, erano solo pochi agenti, poche persone e che poco contano nel corpo della polizia, un sindacato minoritario". Ma quando Patrizia, dalla sua finestra, ha visto gli agenti scagliarsi contro il sindaco Tiziano Tagliani intervenuto per mettere fine a questa manifestazione "dagli atteggiamenti inopportuni" come hanno raccontato diversi organi di stampa locali, presenti all'incontro-scontro tra il primo cittadino e gli agenti.

"Quando ho visto dalla finestra un omone scagliarsi contro il sindaco" racconta Patrizia "con le mie colleghe abbiamo deciso di scendere in piazza, di prendere posizione al fianco di Tagliani e di portare al cospetto di quelle persone l'immagine di Federico insanguinato dopo il pestaggio da parte dei loro colleghi".


A CAPEGGIARE LA PROTESTA DEGLI AGENTI L'EUROPARLAMENTARE SALATTO (VIDEO)


In pochi minuti la piazza - dalla parte di mamma Patrizia e delle sue colleghe - si è riempita di persone accorse, "ferraresi comuni", che si sono immediatamente schierati "dalla parte di Federico".

E immediatamente la notizia è rimbalzata in rete, tramite i social network, con le immagini scattate da Patrizia a dimostrazione dei pochi agenti in piazza "contro Federico e contro la giustizia".  

Lapidario il commento sulla sua pagina facebook della madre di 'Aldro'
: "Ecco il gruppo coisp che manifesta sotto il mio ufficio la solidarietà a Pontani Forlani Segatto e Pollastri, responsabili dell'omicidio di mio figlio. Sono poliziotti. Sono come quei 4?"


CANCELLIERI.
"E' un episodio gravissimo, che non rappresenta il sentire della maggioranza dei poliziotti e della Polizia di Stato. Non ci saranno provvedimenti, ma resta un giudizio morale assolutamente negativo''. Così il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri lasciando Palazzo Madama commenta la vicenda.


"C'è innanzi tutto il dolore di una madre che va rispettato sempre, ed è già molto grave che questo non sia accaduto. C'è poi il rispetto della sentenza della magistratura, che compete a tutti i cittadini, ma in particoalre ai poliziotti. Sono convinta che i manifestanti non rappresentassero la maggioranza dei poliziotti. E' un episodio da stigmatizzare, sicuramente grave. E gravissima e stata la mancanza di sensibilità morale e civile di chi ha voltato le spalle davanti alla fotografia del giovane" mostrata ai manifestanti dalla madre.


Daniele Nalbone (TODAY News)



 

 


 

 















 

 

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