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Lettera da Cristina De Felice del 26 Febbraio 2008 PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Cristina De Felice   
Martedì 26 Febbraio 2008 22:27

Gentile Salvatore Borsellino,
ho letto proprio oggi in internet (articolo del 3 ottobre 2007) di una sua iniziativa, mi sembra un’idea eccellente, quella di riuscire a portare le voci di chi stà dentro la rete ed è sensibile alleproblematiche quali la lotta alla mafia.
Come dice giustamente lei in internet c’è una rete fitta di persone che comunicano e soprattutto siriescono a trovare molte informazioni, come sono riuscita io a leggere le sue lettere che ha scritto a luglio.

Sicuramente per promuovere questo suo nobilissimo progetto ci vorrebbe il mezzo televisivo, o anche qualche
articolo su giornali.
Io mi vorrei innanzitutto presentare e raccontare perché le stò scrivendo.
Mi chiamo Cristina e ho 30 anni e vivo a Milano, nel 92 avevo 15 anni e probabilmente ero troppo bambina per capire cosa stesse accadendo, però quel 19 luglio lo ricordo, ero al mare con i miei genitori e ad un certo punto tutte le persone che si trovavano nell’albergo in vacanza come noi si sono raccoltenella sala  dove c’era la Tv, stavano trasmettendo la notizia dell’attentato in via d’Amelio, e ricordo che anche io ero li con i miei genitori che erano sconvolti, ricordo inoltre che tutti dicevano “…c’era da aspettarselo”.
Oggi ho 30 anni e sono sposata da 2,  in questi 2 anni abbiamo rivisto più di 1 volta le fiction trasmesse in tv sulla vita di Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino, e tutte le volte ci ritroviamo a parlare per ore sul perché sia successo tutto questo, una risposta ce la siamo data ormai da tempo.
Come penserà anche lei le fiction non sono realistiche al cento per cento però rendono abbastanza bene l’idea di cosa è accaduto e soprattutto sono viste da molte persone perché trasmesse in tv, e sicuramente molte persone hanno capito cose che prima ignoravano.
Molte persone preferiscono ignorare cose che non li riguardano direttamente, dalle piccole cose alle grandi cose, però ciò che è accaduto a Giovanni Falcone e  Paolo Borsellino riguarda tutti noi, e come disse mio papà il 19 luglio 92 “Due persone come loro non ci saranno più in Italia”.

Io non mi considero affatto una persona superficiale e non mi limito mai solo a ciò che vedo, voglio andare sempre in profondità, così a Natale io e mio marito ci siamo regalati 2 libri: “Cose di cosa nostra” e “L’agenda rossa di Paolo Borsellino” di cui avevo letto su internet molti giudizi positivi così io ho iniziato a leggere proprio questo libro di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza con la prefazione di Marco Travaglio.
Vengono raccontati i 56 giorni tra l’attentato di Capaci e quello di Via d’Amelio, oggi sono arrivata al16 luglio, e in questa ultima parte del libro si percepisce la consapevolezza di Paolo Borsellino, di come sarebbe finita, il libro è molto interessante, scritto molto bene, si capiscono molte cose e si riescono a cogliere molti aspetti umani di Paolo Borsellino nei confronti della famiglia, di alcuni colleghi e dei ragazzi della scorta.
Non riesco a staccarmi da questo libro, tutte le mattine quando vado e torno dal lavoro lo leggo, e ora che sono arrivata quasi alla fine, è come se non volessi leggere le ultime pagine perché mi spaventano e nello stesso tempo mi mettono rabbia.

Anche il libro che stà leggendo mio marito è interessante, ma quando leggerà questo proverà le mie stesse sensazioni.
In questi giorni ho cercato su internet dei documenti e tra questi ho letto proprio oggi le sue lettere che mi hanno colpita  molto e si capisce che lei è una persona molto determinata, sicuramente c’è bisogno di persone come lei.
Proprio ieri mattina molto presto appena mi sono svegliata ho sentito in TV ad una rassegna stampa, la notizia che stanno ricontrollando e indagando sulla scomparsa dell’agenda rossa, partendo dalle immagini filmate e fotografate quel 19 luglio in via d’Amelio.
Poi ho controllato sul Corriere della Sera e anche li era riportata la stessa notizia.
Come ha scritto lei in una sua lettera è tutto racchiuso in quell’agenda, sicuramente quell’agenda era scomoda a molta gente.
Visto che sono venuta a conoscenza solo ora di questo suo progetto volevo sapere come si stà evolvendo e inquale modo e se sono previsti incontri a Milano, o se lei sarà presente a qualche incontro come quello che si è svolto l’11 dicembre al teatro Carcano di cui però ne ho avuto notizia solo ora.
Spero che possa leggere questa mia lettera, avrei tante altre riflessioni da fare.
Attendo se possibile un riscontro da parte sua.
Con immensa stima.

Cristina de Felice

 


 

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