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Il lodo senza nome PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Salvatore Borsellino   
Giovedì 02 Ottobre 2008 23:24

L'intervento del nuovo magistrato di sorveglianza Anna Pancaro a posto di Daniela Della Pietra nel caso di Bruno di Bruno Contrada ha dato i suoi frutti.
Questo traditore dello Stato, condannato in via definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e responsabile  morale dell'assassinio di tanti altri servitori dello stato che, contrariamente a lui, lo Stato hanno continuato a servire fedelmente fino alla morte, tornerà a Palermo.
Il magistrato Daniela Della Pietra era stato oggetto da attacchi di ogni tipo da parte dei numerosi blog di disinformazione in difesa di Bruno Contrada attivi sulla rete, di interrogazioni da parte di vari parlamentari votati alla causa di questo favoreggiatore della criminalità organizzata e di ricusazioni da parte  del suo avvocato Lipera che la causa della mafia e dei criminali mafiosi ha sempre avuto a cuore in maniera particolare.
Ora finalmemte tutti questi sforzi congiunti hanno dato i loro frutti. A Bruno Contrada è stato concesso di scontare gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Palermo, la città nella quale sono stati perpetrati i suoi crimini, a due isolati di distanza dalla casa di una delle sorelle di Paolo la quale uscendo di casa potrà così vedere affacciato al balcone, se non prossimamente anche a passeggio per strada, uno dei responsabili, almeno morali, dell'assassinio di suo fratello.
In una continua escalation il suo avvocato ha chiesto addirittura che il trasferimento possa avvenire "senza scorta"
Noi invece attendiamo ancora che, dopo 16 anni, possano finalmente  andare avanti quelle indagini sul Castello Utveggio, luogo dal quale è stato azionato il telecomando che ha provocato la strage di Via D'Amelio, e sulle telefonate partite nei momenti della strage  dal centro dei servizi segreti attivo in questo edificio e aventi come destinazione anche una barca ormeggiata nel golfo di Palermo, a bordo della quale stazionavano sia Contrada che altri membri degli stessi servizi segreti, per sapere se queste responsabilità non siamo solo morali ma anche dirette.
Da oggi sappiamo comunque che oltre al lodo Alfano, che assicura l'impunità alle quattro più alte cariche dello Stato, che è già aberrante ma almeno riguarda non le condanne definitive passate in giudicato ma soltanto i reati commessi ma per i quali non ha potuto essere portato a termine il processo, o quelli ancora  da commettere, esiste anche un lodo segreto, senza nome e non stabilito dalla legge che assicura l'impunità ad altri individui in grado di ricattare anche alte cariche dello Stato attraverso i ricatti possibili grazie alla detenzione di un'Agenda Rossa sottratta dalla borsa del giudice, assassinato forse anche a questo scopo.
E questo lodo riguarda non solo i reati contemplati dal primo lodo ma anche quelli più infamanti e già passati in giudicato come quelli di cui si è macchiato Bruno Contrada.

 

Comments:

Commenti
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morris2  - Non è possibile   |2008-10-03 10:45:41
Non è possibile...
Cosa possiamo fare? Non c'è più tempo per l'indignazione,
dobbiamo reagire e fare qualcosa di concreto. Non che il parlarne non lo sia, ma
leggendo le sue parole, Salvatore, mi viene voglia di spaccare il computer con
un pugno.
Possibile che anche questa volta vinca la mafia? La condanna di
Contrada non prevedeva un periodo in isolamento? L'unica speranza è di riuscire
a svegliare l'opinione pubblica ma con quali mezzi?
Adesso che puo' tornare a
casa, il mafioso Contrada, sarebbe il caso di andare a fargli visita e porgergli
le domande che nessuno ha ancora osato fargli, e attendere le risposte che lui
non ha ancora dato.
M.
Dolly   |2008-10-03 10:57:21
e facciamogliele ste domande.

dove inizia il silenzio e l'omertà, arrivi la
nostra RABBIA.

con TE
apache
VaronEmanuele   |2008-10-03 12:10:16
O andare sotto casa sua con tante agende rosse in mano, chissá magari gli
ricorda QUALCOSA!
Giusto per fargli capire che non è in vacanza, e che il
passato non lo cancella con il potere degli amici degli amici!
E soprattutto
che NON È IL BENVENUTO!
demisophisme   |2008-10-03 12:30:50
Si dice di Contrada:

Landolina: “U zu’ Saru Riccubonu puru forti era!”
(pure Saro Riccobono era forte, ndr)
Gottuso: “Finì a villa e fineru tutti
cosi” (poi finì la villa e finì tutto, perché lo arrestarono,
ndr)
Landolina: “E finiu puru iddu!” (e finì pure lui, ndr)
Gottuso: “…
Brunu Contrada… chi malandrinu … i palli quanto na rota di machina” (Bruno
Contrada, che malandrino! Però ha due palle quanto le ruote di una macchina,
ndr).
Landolina: “Puru a galera si fici!” (si fece pure la galera, cioè 31
mesi di carcere preventivo, sottinteso: senza parlare, ndr).
Gottuso: “Avi i
palli quanto na rota di machina… l’atra vota u vitti, mischinu...”
(l’altra volta lo vidi in tv, poveretto, ndr)
Landolina: “Ora si
purtò...all’ultime elezioni… Ma chi fici, nenti?” (ora s’è candidato
alle ultime elezioni regionali, ma senza successo, ndr)…
Gottuso: “...Iddu
ni fici scappari… n’avvisò, dici ‘stanno vinennu i sbirri’…” (è
lui che ci fece fuggire, ci avvisò e disse: stanno arrivando gli sbirri, ndr).

(fonte:http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/po st/1746217.html)

Si dice di
Paolo Borsellino:

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme
ordinaria

Medaglia d'oro al valor civile
«Procuratore Aggiunto presso la
Procura della Repubblica di Palermo, esercitava la propria missione con profondo
impegno e grande coraggio, dedicando ogni sua energia a respingere con rigorosa
coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato
democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, proseguiva con zelo ed
eroica determinazione il suo duro lavoro di investigatore, ma veniva
barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia,
sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di
giustizia e delle Istituzioni.»
— Palermo, 19 luglio 1992

(fonte: Wikipedia)
Camanzo   |2008-10-03 12:35:46
Oppure anzichè avere tante agende rosse,bisognerebbe andare sotto casa sua con
tante spranghe di ferro...Contrada tanto a detto,tanto a fatto che alla fine è
riuscito ad ottenere quello che voleva...Ma io non lo so...a me sorge il dubbio
che la giustizia in italia sia solo una cosa astratta!Quando ho sentito la
notizia al telegiornale,mi è venuto il nervoso!i giornalisti (manipolatori
dell'informazione),hanno fatto passare Bruno Contrada come una vittima di un
ingiustizia,una persona onesta a cui è stata inflitta una pena ingiusta,ma che
ora "finalmente potrà riabbracciare la moglie e i suoi cari che non vede da
tanto tempo.."o poverino!
anziche farlo passare per il bastardo mafioso che
è in realtà ,e che riesce a manipolare la giustizia a suo piacimento...da
condannato a preteso il trasferimento a Palermo e lo ha ottenuto...a dir poco
scandaloso!
demisophisme   |2008-10-03 12:43:11
Solo per sottolineare un dettaglio del mio commento...pur non conoscendolo,
credo che Paolo avrebbe schifato una onoreficenza del genere; offertagli da uno
Stato che con una mano lo osanna e con l'altra lo ammazza; ma rispetto
all'entità Stato, inteso nella sua forma più integra e democratica; chi sia
Paolo Borsellino e chi Bruno Contrada e Anna Pancaro dev'essere chiaro a tutti e
non c'è revisione che tenga.
pcampoli  - Cosa possiamo fare?   |2008-10-03 14:48:37
Sono molte le cose che i cittiadini onesti possono fare.

Ne dico alcune :
non dobbiamo credere agli uomini che oggi occupano tutte le Istituzioni del
Paese, e ai giornalisti che avrebbero dovuto e che ci dovrebbero informare
correttamente e non lo hanno fatto e non lo fanno;

a cominciare dal Capo
dello Stato (colui che il 15-08-1996 ha risposto a una giornalista "Non
esistono ne' fascicoli segreti ne' misteri al Viminale"),

passando dal
criminale di Arcore (colui che 22 anni fa tento' di comprare il silenzio di 2
giornalisti offrendogli un assegno in bianco, invece di trascinarli in Tribunale
se diffamatori e calunniatori),

arrivando a tutti coloro che, (giroanlisti e
politici), nel 1994 hanno permesso la legittimazione del criminale di Arcore in
violazione degli art. 21 e 27 della Costituzione.
Antonietta  - Contrada   |2008-10-03 18:46:15
caro Salvatore,purtroppo il delinquente è riuscito nel suo
intento,evidentemente ha forti poteri che lo temono;l'unica risposta al momento
da dare a chi lo protegge è:la famiglia Borsellino restituisca la medaglia al
valore civile data a Paolo,è il solo modo per non ucciderlo due
volte.Continueremo a batterci nonostante tutto.
Peppe T.  - Medaglia   |2008-10-03 22:49:21
Concordo con te Antonietta, penso anch'io che la famiglia Borsellino deve
restituire la medaglia allo stato,fino a quando mancino non gli torni la
memoria, fino a quando contrada non racconti tutta la verità, fino a quando il
carabiniere con la brosa di Paolo non dica a chi la consegnata (o almeno venga
cacciato dall'arma).
Lo sò non è giusto, ma guardanto i fatti successi cosa
è giusto?
framanc   |2008-10-04 09:38:03
Stamane, prime ore, sei e trenta, ho letto questa nota del Dott. Borsellino, al
quale porgo i miei rispetti e, diciamo in parte, mi sono un bel pò rovinato il
mattino.
Impossibile accettare supinamente gli eventi infausti di Borsellino,
Falcone, aggiungo Dalla Chiesa e chissà quanti altri!
Sono cose che lasciano
un mattone in corpo e azzerano ogni fiducia si possa avere in certi uomini,
certe Istituzioni, certo Stato.
Comunque,a parte il magone odierno il quale
positvamente l'ho voluto io, resta la mia convinzione che pesanti tracce di
mafia, camorra, ndrangheta, delinquenza, e chi più ne ha ne metta, siano esse
del sud come di altre parti d'Italia, abbiano infettato tutto l'organismo della
nostra Res Pulica, a ogni livello, e che ci sia ben poco da fare (non ho detto
niente) per sradicarle. Ripeto quanto affermai e affermo di continuo, Borsellino
l'ha ammazzato materialmente un gruppo di assassini superspecializzato, ma la
mente, gli ordini, i dettagli, le notizie, le connivenze, a conoscerle ci
darebbero sorprese a non finire, non escludendo nulla e nessuno.
E se il
fenomeno è così diffuso, tale una metastasi ormai incurabile, è questa
democrazia?
Ho sempre in mente le parole di un industriale del sud che, a
proposito di pizzo pagato, mi disse: "i loro uomini sono dappertutto, specie
nei livelli altissimi di Roma, scordati solo quì da noi, quì è
niente".
Grazie dott. Borsellino per la sua opera encomiabile. E' quella di
una formica testarda e determinata contro un Moloch cento milioni di volte più
grande di lei. Mi auguro possa riuscire nei suoi intenti.
Grazie anche alla
Signora Vanna che mi ha suggerito questo sito.

Francesco Mancini - framanc

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