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Home Documenti Arrestato a Medellin il potente broker della cocaina Domenico Trimboli latitante dal 2009. Gratteri: ''Rivedere normativa estradizione'
Arrestato a Medellin il potente broker della cocaina Domenico Trimboli latitante dal 2009. Gratteri: ''Rivedere normativa estradizione' PDF Stampa E-mail
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Scritto da Claudio Labate   
Sabato 27 Aprile 2013 14:43
di  Claudio Labate - 26 aprile 2013 
Lo hanno arrestato alla vigilia della festa di Liberazione. Ma in Colombia, precisamente a Medellin, Domenico Trimboli non avrebbe potuto festeggiare la ricorrenza tutta italiana, anche perché, la sinergia internazionale istaurata tra le forze dell’ordine, ha messo fine alla sua latitanza, e inferto un colpo importante alla criminalità organizzata.

La conferenza stampa che ha dato notizia della cattura del potente broker della cocaina d’oltreoceano è d’altra parte lì a testimoniarlo con la presenze, in Questura, oltre che del padrone di casa, Guido Longo, anche, tra gli altri, del procuratore Nicola Gratteri (titolare delle indagini insieme al sostituto Piero Sirleo, coordinati dal Procuratore capo Cafiero De Raho), del Questore di Alessandria, nonché membro del Comitato esecutivo dell’Interpol, Filippo Dispensa, del Comandante provinciale dei Carabinieri, Lorenzo Falferi. L’operazione, che ha attivato tutti i flussi informativi utili dal Ministero dell’interno, attraverso il Servizio centrale operativo (Sco) ha provveduto ad interessare il collaterale Servizio centrale per la Cooperazione internazionale di Polizia (Scip). A seguito di ciò, gli agenti della polizia nazionale colombiana e dell’Interpol hanno organizzato specifici e prolungati servizi di pedinamento, giungendo nella tarda serata del 24 aprile scorso alla localizzazione e alla cattura di Trimboli.

A tracciare il profilo criminale del latitante è il procuratore Gratteri, secondo cui Trimboli è uno dei più grossi broker al mondo, relativamente all’importazione di cocaina in Europa. In Colombia, ha spiegato Gratteri, il geracese catturato non è solo, ma ci sarebbero decine di uomini della ‘ndrangheta capaci di rifornire più mercati. “Non hanno barriere, quelle mentali ce l’abbiamo noi – sottolinea -. Lo ‘ndranghetista di oggi non ha confini, è la persona meglio globalizzata dal punto di vista sociale. Si rapporta come fosse un broker che acquista azioni in borsa. La caratteristica è che vendono la droga alle famiglie della jonica, ma abbiamo la prova che vendono anche a molti altri”. Trimboli, spiega ancora Gratteri, è un broker capace di movimentare qualcosa come 2000/3000 chili di coca verso altri lidi, il che significa che parla con più sodalizi criminali del cartello della droga colombiana: “ In Colombia è possibile muoversi liberamente anche da latitante, l’importante è avere soldi. Trimboli, da broker deve essere snello. Cammina da solo, non ha una struttura, meno gente ha appresso meglio è per lui. Viveva tranquillamente lì, conviveva con due figli senza avvalersi di nessun bunker. La difficoltà per noi sta nell’individuarlo e nello studiare le sue abitudini. Senza dimenticare che ci vuole anche la polizia, quella colombiana, onesta. Il problema è andarlo a prendere e tirarlo fuori da quel territorio, capire insomma se si può andare a catturarlo”.

Trimboli è latitante dal 10 febbraio del 2009, essendosi sottratto all’ordinanza di custodia cautelare scattata a suo carico nell’ambito dell’operazione “Chiosco Grigio”, condotta dal Goa della Guardia di Finanza di Catanzaro e che portò al deferimento di 35 persone ritenuti tutti, a vario titolo, responsabili del reato di traffico di stupefacenti. Ma Trimboli era già noto alle forze dell’ordine. Già nel 1992 era stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino per espiare pene residue per traffico di stupefacenti. Mentre qualche anno dopo, nel 1997, venne nuovamente arrestato insieme ad altre 14 persone, nell’ambito dell’operazione “Domingo” sempre nel campo degli stupefacenti.

C’è anche il tempo, per Gratteri, di rammaricarsi sull’assenza di una normativa adeguata che assicuri ai paesi di origine i criminali: “La normativa colombiana non prevede l’estradizione se non c’è almeno una richiesta di rinvio a giudizio. Noi siamo riusciti a farla esattamente tre giorni fa, e con il Ros stavamo andando a catturarlo. Con la squadra mobile di Reggio e di Alessandria, coordinata dallo Sco, avevamo un filone d’indagine riguardante il Piemonte, visto che la famiglia di Trimboli, dalla Locride si è spostata lì. Sarà estradato, non espulso (perché ha figli minori) e il tutto avverrà presumibilmente entro un anno”. Gratteri

in merito all’estradizione afferma seccatamente: “Ci sono in studio, da 6 anni, tre trattati bilaterali che riguardano l’estradizione, indagini ed esecuzione della pena. Queste sono le cose serie da risolvere, e noi abbiamo provato ad apportare delle modifiche”.

Ma la strada per una veloce ricomposizione della normativa non sembra agile e veloce come vorrebbe il procuratore reggino.

da: Strill.it

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