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Home Documenti Ass. Georgofili: 'A vent'anni dalla strage di via dei Georgofili l'attacco finale all'ergastolo'
Ass. Georgofili: 'A vent'anni dalla strage di via dei Georgofili l'attacco finale all'ergastolo' PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   
Venerdì 14 Giugno 2013 09:15

di Giovanna Maggiani Chelli  - 13 giugno 2013

Ecco la ciliegina sulla torta del’ultima ora!
Sferrato l’attacco finale all’ergastolo e al 41 bis, ci hanno pensato i radicali per via referendaria.
Si legge fra i fogli del loro deposito: a 30 anni dall’arresto di Enzo Tortora e a 25 anni dalla sua morte.
Aggiungiamo: a 20 anni dalla strage di via dei Georgofili 5 morti 48 feriti, gli Uffizi devastati la Torre de Pulci rasa al suolo, la città di Firenze in ginocchio.
Senza contare che probabilmente per puro caso, si invoca l’abolizione dell’ergastolo per vie politiche, giusto quando i fratelli Graviano hanno scontato ormai 19 anni di carcere e sono pronti ad uscire.

Andremo a votare per il referendum e chiederemo di votare a chi crede che la mafia vada sconfitta e non finanziata, per far si che la cambiale in scadenza firmata davanti a “cosa nostra” si trasformi in una cambiale protestata con tutta l’azione che ne consegue e con tutte le nostre forze cercheremo di far pendere la bilancia dalla parte della giustizia per i nostri morti.
La vendetta e la Costituzione sono un’altra cosa invocate troppo spesso impropriamente a proprio tornaconto.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili




Giustizia. Radicali presentano 5 referendum su magistrati

 

Cancellazione del filtro di ammissibilità nelle richieste di risarcimento per responsabilità civile dei magistrati; separazione delle carriere; eliminazione della custodia cautelare per il rischio di reiterazione nel caso di reati non gravi; misure restrittive per il lavoro dei magistrati fuori ruolo; abolizione dell’ergastolo. Sono questi i cinque quesiti referendari proposti dai radicali che con Marco Pannella si sono recati stamane nella sede della Cassazione per depositarli. Ci sono ora tre mesi di tempo per raccogliere le 500.000 firme necessarie a sostenerli. “La nostra battaglia – ha detto Pannella ai giornalisti – serve a fare della giustizia un luogo di vita e non di putrefazione dei diritti e dei principi vitali della democrazia. In particolare la Roma dei comandamenti della Chiesa dovrebbe essere in testa per questa battaglia. Temo però che i partiti politici non appoggeranno facilmente la nostra iniziativa perché continueranno a far solo finta di sostenerci come fanno da 20 anni”. Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, alcuni parlamentari ed ex parlamentari oggi iscritti ai radicali italiani come Alfonso Papa (ex Pdl), al quale la Camera concesse la custodia cautelare, e Luigi Compagna, senatore del Pdl. Sergio D’Elia, ex deputato e ora presidente di “Nessuno tocchi caino” si è augurato che con i referendum venga in particolare abolito l’ergastolo “che è una forma di uccisione della vita in base ad una concezione anacronistica della giustizia”. Per i radicali la pena massima dovrebbe essere di 30 anni.

Aticolo21.org, 28 maggio 2013






 

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