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Svuota-carceri in CdM il 26 giugno: regali pure ai mafiosi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Beatrice Borromeo   
Domenica 23 Giugno 2013 09:06

Per ora è solo una bozza, ma se venisse confermata renderebbe felici molte persone. A partire da Silvio Berlusconi e dai suoi coimputati nel processo Ruby. Salvo modifiche in corsa, il decreto che mercoledì il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri presenterà in Consiglio dei ministri per contrastare l’affollamento delle carceri pare l’ennesima legge ad personas: ad accorgersene sono stati i deputati di 5Stelle Francesca Businarolo e Andrea Colletti. Che denunciano: “A beneficiare di questo indulto permanente saranno pure i mafiosi”. Ecco la bozza che il Fatto ha potuto visionare. 


SALVA-SILVIO (& ALTRI)

Si legge Salva-Silvio, ma questa norma, che incide sulla sospensione della pena, salverà anche molti altri condannati. Fino a oggi, infatti, chi deve scontare tre anni di carcere ottiene quasi automaticamente la misura alternativa dell’ “affidamento in prova ai servizi sociali” (cioè rimane in libertà). In futuro, per gli ultrasettantenni (oltre che per gli over 60 parzialmente inabilitati), la sospensione della pena verrà concessa a chi di anni ne deve scontare quattro. Il Cavaliere, com’è noto, è imputato nel processo Ruby per l’ex-concussione (le famose telefonate in questura) e prostituzione minorile (in veste di “utilizzatore finale”). Poniamo che venga condannato alla pena richiesta dal pm Ilda Boccassini, cioè sei anni: in quanto ultrasettantenne (come prevede la ex-Cirielli) sconterebbe i primi due anni agli arresti domiciliari e gli altri quattro (con il nuovo decreto) ai servizi sociali . Se invece la pena fosse sotto i quattro anni, niente domiciliari: libertà subito.


SALVA-FEDE

Dove scontano la pena i condannati ultrasettantenni? Oggi (grazie alla ex-Cirielli salva-Previti), ai domiciliari. Un beneficio da cui però è escluso chi risponde di reati di mafia o sessuali. Col decreto Cancellieri, gli unici che non potranno scontare la pena a casa saranno i mafiosi. Se invece un 82enne – come per esempio Emilio Fede - venisse condannato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, potrebbe tranquillamente restarsene a casa. Tra i reati “assolutamente ostativi” alla concessione dei domiciliari, infatti, restano solo quelli mafiosi e quelli sessuali “gravissimi”: e non è il caso del processo Ruby .

 


SALVA-MAFIOSI/1

Anche se esclusi dalla salva-Fede, qualche regalino c’è pure per i mafiosi. Indipendentemente dall’età, la riforma prevede gli ultimi due anni di pena ai domiciliari. Se verrà abbinata alla legge delega Ferranti-Costa sulle pene alternative, i mafiosi potranno evitare di trascorrere gli ultimi due anni di pena in carcere. Nella peggiore delle ipotesi, otterranno la detenzione domiciliare, che finora è esclusa proprio perché il reato di mafia è considerato troppo grave per i benefici. La norma Pd- Pdl prevede che la detenzione domiciliare, per i reati puniti fino a 6 anni, non sia più una “pena alternativa” al carcere, ma una pena principale: così lo sbarramento cade. E i padrini una casa ce l’hanno sempre.


SALVA-MAFIOSI/2

Le buone notizie per i mafiosi non sono finite: aumenteranno anche le probabilità di scampare al carcere duro. Oggi il boss che presenta istanza di revoca del 41-bis, dovunque si trovi, deve rivolgersi al Tribunale di sorveglianza di Roma: la scelta di stabilire una competenza unica nazionale era stata presa per evitare disparità di giudizio tra i vari tribunali di sorveglianza sparsi per l’Italia. Col decreto Cancellieri, invece, il mafioso potrebbe avanzare l’istanza al Tribunale dove sta scontando la pena e, visti i continui spostamenti dei detenuti per i vari processi, potrebbe “scegliersi” il giudice più benevolo o “garantista”.


DROGATEVI TUTTI

Avviso ai criminali: se avete in mente di delinquere, vi conviene fare uso di droghe. E, se ancora non “vi fate”, abbiate cura di cominciare quando vi condannano. Prendiamo il caso di un rapinatore allergico alla cocaina: appena beccato, va in carcere. Se però dimostra che, al momento del reato o dopo averlo commesso, ha assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, anzichè in galera andrà a svolgere lavori di pubblica utilità. Finora poi questo beneficio era concesso solo per i reati minori del Testo unico sulla droga (come piccolo spaccio o modesta detenzione). Ora non più: i delinquenti tossici ringraziano.


EVADETE PURE

Ora che, per molti, gli arresti domiciliari diventeranno pena principale al posto del carcere, lo svuota-celle provvede ad agevolare anche la vita dei reclusi in casa. La denuncia di evasione, infatti, non basterà più per sospendere la detenzione a domicilio. Di più: anche chi viene condannato per evasione non tornerà automaticamente in carcere, come accade oggi. Pure i recidivi potranno chiedere e ottenere (più volte) sia gli arresti domiciliari sia la semi-libertà.


DELINQUETE A DOMICILIO

Infine un pensiero alle tipologie di delinquenti che, verosimilmente, potranno beneficiare degli arresti domiciliari: tra gli altri, lo stalker, il pusher, il marito violento. Ve li immaginate, quando torneranno a casa dopo la condanna “virtuale”? Il primo potrà continuare indisturbato a tempestare di telefonate la sua vittima (purchè si procuri un cellulare “pulito”). Il secondo non perderà neanche un cliente (e magari se ne farà di nuovi, soprattutto tra i rapinatori che vogliono evitare il carcere). Se poi il pusher dovesse uscire per rifornirsi, niente paura: l’evasione non comporta più la revoca dei domiciliari. Saranno poi felici le mogli picchiate o le figlie molestate nel veder tornare a casa il loro aggressore appena condannato, che potrà riprendere il suo sport prediletto. Il rischio è che la condanna ai domiciliari la scontino le vittime.



Beatrice Borromeo (da Il Fatto Quotidiano del 22/06/2013)

 



 







 

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