Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home Documenti Trattativa, Guidotto ai pm: 'Monsignor Ruini si informò con Conso delle bombe'
Trattativa, Guidotto ai pm: 'Monsignor Ruini si informò con Conso delle bombe' PDF Stampa E-mail
Documenti - Altri documenti
Scritto da Aaron Pettinari   
Martedì 30 Luglio 2013 21:15
di Aaron Pettinari - 28 luglio 2013

Il professore Enzo Guidotto, ex consulente della commissione Antimafia e impegnato da anni socialmente nella lotta in favore della legalità, è stato sentito nel dicembre 2012 dai pm che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Il professore, oggi in pensione e grande amico all'epoca di Paolo Borsellino, con cui organizzava diversi convegni antimafia in Veneto (la regione in cui insegnava ndr), ha riferito di alcuni incontri avuti con don Antonino Treppiedi, una figura di recente entrata nell'occhio del ciclone, per alcuni fatti su cui indaga la Procura di Trapani e che riguarda 14 indagati e che dai reati di diffamazione, calunnia e falso, si è via via allargata, alla truffa, appropriazione e da ultimo sarebbe comparso anche il reato di riciclaggio. Treppiedi, già amministratore dei beni della Curia vescovile di Trapani, è stato rimosso dal vescovo Francesco Micciché (a sua volta rimosso dall’incarico, per avere permesso una perquisizione in un locale religioso di Alcamo ndr) e sospeso a divinis con provvedimento delle autorità ecclesiastiche da lui impugnato.
Tuttavia ciò non ha niente a che vedere con quanto raccontato dal professore Guidotto alla Procura di Palermo. Treppiedi infatti, nell'estate 2012, gli avrebbe fatto delle curiose rivelazioni su monsignor Ruini e sull'interessamento da parte del Vaticano sulle bombe del 1993, in particolare dopo quelle che colpirono le basiliche di San Giovanni e di San Giorgio al Velabro.

Professor Guidotto, ci può spiegare meglio quanto avvenuto nell'estate 2012?
“Come ho raccontato ai pm con Treppiedi ci siamo conosciuti verso maggio-giugno dello scorso anno tramite Facebook. In quell'occasione mi mandò alcuni articoli che mi interessavano sul vescovo Micciché il quale sospese a divinis lo stesso Treppiedi nonostante fosse a sua volta stato rimosso da Papa Ratzinger. Un fatto che a mio avviso dovrebbe far riflettere. Tuttavia con Treppiedi ci incontrammo in due occasioni a Paceco, paese in cui lui vive e dove io mi reco in particolare per trascorrere le ferie ma anche in altre occasioni durante l'anno per svolgere alcuni eventi nell'ambito dell'antimafia. Ecco in una di queste occasioni, in cui mi venne a trovare a casa, tra le altre cose mi disse che nei primi anni ‘90 lui si trovava a Roma. Nella capitale aveva conosciuto vari esponenti ecclesiastici. Poi il discorso si spostò in qualche modo alle vicende del 1992 e del 1993, gli attentati di mafia, la trattativa e quant'altro. Mentre lui parlava io avevo anche preso appunti e vi era anche una terza persona con noi. Ad un certo punto ricordo che disse una frase del tipo “Qualcuno dovrebbe andare a fare una bella chiacchierata con il cardinale Camillo Ruini”. E nel proseguo del discorso mi disse che abitava proprio nei locali annessi alla chiesa di San Giovanni in Laterano. Poi disse che questi potrebbe raccontare che dopo lo scoppio delle bombe nelle chiese di Roma fu incaricato dal Papa, in qualità di Vicario, di acquisire informazioni sul rischio di ulteriori attentati contro strutture della Chiesa. Mi disse anche che aveva saputo da uomini di Chiesa (ipotizzando il nome del segretario di Ruini, Mauro Parmeggiani), che il monsignore si recò al ministero della Giustizia e parlò con il ministro Giovanni Conso per capire il senso di quelle bombe. Questo lo avrebbe saputo nel 1993 ma resta importante anche se ciò fosse avvenuto anche tempo dopo.

E in base al racconto di Treppiedi l'ex ministro alla giustizia Conso cosa rispose?
Avrebbe detto che “i responsabili dell'attentato erano gli uomini della mafia e che c'era comunque da stare tranquilli perché ormai nella logica dei mafiosi non c'era ragione di altri attentati”.

Ciò significherebbe che il Vaticano, con Ruini, si è interessato delle vicende stragi in prima persona e che Conso, che nel novembre '93 non rinnovò il 41 bis per trecentoquaranta mafiosi, sapeva già che non vi sarebbero state altre stragi?
Io non voglio imbarcarmi in supposizioni, anzi ho volutamente cercato di liberare il più possibile la mente da tutti i tipi di analisi possibili con le letture dei fatti appresi negli ultimi anni proprio per non inquinare il racconto di fronte ai pm. Spetterà loro mettere in fila i pezzi del puzzle. Io ho semplicemente raccontato quello che don Treppiedi mi ha raccontato in uno dei nostri racconti estivi. Nulla di più. Per me potevano essere importanti per la Procura che sta indagando su quei fatti e così sono stato ascoltato.

Don Treppiedi avrebbe negato di aver mai parlato con lei di queste cose.
Ho letto questa cosa ma bisogna fare delle considerazioni. Sapevo che non avrebbe parlato perché prima della mia deposizione noi ci sentimmo telefonicamente. Ovviamente non dissi nulla del fatto che sarei stato sentito in merito alle sue rivelazioni e gli dissi che a mio avviso quel racconto su Ruini e Conso erano importanti per i magistrati che indagavano sulle stragi e sulla trattativa e che a mio avviso sarebbe stata cosa buona se si fosse fatto vivo. Già allora mi fece capire che non sarebbe stato disposto a confermare i fatti anche perché aveva già pagato abbastanza con la sospensione a divinis. Tuttavia questo atteggiamento stride con quanto avvenuto in estate quando io gli chiesi se potevo dire a qualcuno o ai giornalisti quanto da lui riferito, e gli rilessi gli appunti che avevo preso chiedendogli conferma e lui non esitò a dire che erano corretti.

Quindi secondo lei per quale motivo oggi Treppiedi si tirerebbe indietro?
Lui è una persona istruita, colta, al di là dei fatti su cui indaga la Procura di Trapani. Tuttavia il fatto che neghi di avermi detto certe cose lo riconduco solo ad una sua paura di eventuali ritorsioni. Del resto me lo disse esplicitamente a dicembre per telefono. Ma al tempo stesso non può dire che io mento anche perché non eravamo soli mentre mi parlava di quelle cose.

Se incontrasse ora Treppiedi cosa gli direbbe?
Se ci fosse un confronto tra me e lui io alzerei la voce e gli direi che il suo non è un comportamento consono a quello di un uomo di chiesa, perché nel Vangelo è scritto “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32) e lei in questo momento non sta dicendo la verità perché non è libero, ma non può dire che racconto delle balle.


di Aaron Pettinari - ANTIMAFIADUEMILA









Comments:

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

  Dbol OralMost online loan lenders allow getting New Jersey Loans Online without visiting a bank, straight to your bank account. In rare cases, the smarting in eyes, the tumefaction of eyelids, nausea and headaches can happen. In case of long term Levitra Soft online administration the side effects become less perceptible or disappear at all.