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Comm. Antimafia, Sarti (M5S): 'Commissione inzi a lavorare' PDF Stampa E-mail
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Scritto da Simone Ferrali   
Domenica 20 Ottobre 2013 17:35
di Simone Ferrali - 19 ottobre 2013

Caos totale in Commissione Antimafia, che, a quasi otto mesi dalle Elezioni Politiche, non ha ancora aperto i battenti. E pensare che risale a novanta giorni fa (19 luglio 2013) l’approvazione della legge che istituisce la Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali. Da allora sono state convocate tre riunioni, una cancellata perché i partiti non avevano ancora indicato i nomi dei propri componenti, le altre per mancanza del numero legale. Stiamo aspettando (da tre mesi) di conoscere il nome della persona che siederà sulla poltrona di presidente a Palazzo San Macuto. Fino a qualche giorno fa, sembrava scontata l’elezione di Lorenzo Dallai (Scelta civica), ma la maggioranza (PdL, Pd e Scelta civica) si è spaccata prima ancora di entrare in Commissione. L’elezione del presidente è un atto dovuto affinché la bicamerale possa iniziare i propri lavori, ma, nonostante ciò, la maggioranza sembra non avere fretta ed appare ancora spaccata: per il più ambito scranno di Palazzo San Macuto, il Pd punta tutto su Rosi Bindi, mentre il PdL spinge per l’elezione di Donato Bruno, avvocato da sempre nemico del 41-bis.

Se non bastassero le manovre cencelliane per accaparrarsi la presidenza, ci sono poi le polemiche che riguardano i componenti scelti dai partiti. Fra i membri che siederanno in Commissione, c’è Claudio Fazzone (PdL), strenuo oppositore della decisione di scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazione mafiosa. Quando nel 2008, il Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, parlò di un forte legame tra camorra, ‘ndrangheta e settori della burocrazia di Fondi, Fazzone minacciò querele e si batté contro il provvedimento di scioglimento. Il Comune non fu sciolto solamente perché pochi giorni prima dell’arrivo dei commissari prefettizi, il Sindaco Luigi Parisella e i consiglieri, si dimisero. Tra i componenti della Commissione compare anche il nome di Rosanna Scopelliti (PdL), figlia del giudice Antonio, ucciso dalla ‘ndrangheta su ordine di cosa nostra. Quando il Viminale sciolse il Comune di Reggio Calabria per infiltrazione mafiosa, la Scopelliti definì “irresponsabile” la decisione presa da Anna Maria Cancellieri. Anche il Partito democratico ha indicato per la Commissione un Parlamentare molto chiacchierato: Enza Bruno Bossio. Moglie di Nicola Adamo, ex vice-presidente della Regione Calabria (indagato per associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e minaccia, nell’inchiesta sull’eolico), la Bruno Bossio è stata processata ed assolta, nel processo scaturito dall’inchiesta “Why Not”.

Insomma, come dicevamo all’inizio, caos totale intorno alla Commissione che negli anni ’60-’70, denunciava il fenomeno mafioso (mentre la Magistratura giudicante ne negava l’esistenza) e annoverava tra i suoi componenti Pio La Torre e Cesare Terranova. Quindi, per fare un po’ di chiarezza e per riuscire a capire come si evolverà la situazione a Palazzo San Macuto, YOU-ng.it ha contattato l’Onorevole Giulia Sarti, Deputata del Movimento cinque stelle.

Onorevole Sarti, ci spiega cosa (non) sta succedendo in Commissione Antimafia?
“Anzitutto, bisogna dire che la legge istitutiva della Commissione è entrata in vigore il 19 luglio di quest’anno. Siamo – da tre mesi – in attesa dell’istituzione della commissione e della sua prima convocazione. Convocazione che, in realtà, è arrivata formalmente due settimane fa. Per tre volte però, ci siamo ritrovati a constatare che la seduta volta all’elezione del presidente, dei vice-presidenti e del segretario, non si poteva fare. Nella prima occasione, i partiti non avevano ancora indicato i loro componenti per la Commissione, perciò la riunione fu prima convocata e poi sconvocata il giorno seguente. Nelle successive convocazioni è invece mancato il numero legale. C’è stato poi un brutto episodio di squallore politico. Un episodio che fa capire con che serietà vengono affrontate determinate questioni…“

Ce lo racconta?
“Giovedì (giorno dell’ultima convocazione, ndr), in Commissione Giustizia, avevo il ministro Cancellieri in audizione. Dieci minuti prima della seduta in Commissione Antimafia, che era concomitante all’audizione, mi sono recata in Aula ed ho chiesto ai vertici del Partito democratico: ‘Venite, tra dieci minuti, in Commissione Antimafia? Se non avete ancora trovato l’accordo sulla presidenza, per onestà intellettuale, ditecelo, perché io ho il ministro Cancellieri in audizione’. La risposta è stata la seguente: ‘Non lo sappiamo, vedremo tra dieci minuti’. Abbiamo aspettato in Commissione Antimafia venti minuti, dopodiché abbiamo constatato che tutto il Pd mancava. Ci siamo ritrovati in 18 componenti su 50″.

Si continua a rinviare per la lotta alla presidenza…
“In realtà, questa melina non è una lotta per la presidenza tra la Bindi e Bruno. Sia all’interno del Pd, che del PdL, non sono compatti sulla scelta di questa due persone”.

Ad onor del vero, risulta anche a noi che i due partiti non siano compatti nemmeno sui propri candidati.
“Sì, infatti. La sensazione è che si voglia aspettare il giudizio dell’Aula sulla decadenza di Berlusconi, per capire che cosa farà il Pd in quella occasione. Anche se la decadenza sembra ormai più che annunciata, pare che vogliano continuare ad aspettare ad istituire la Commissione, perché, nonostante non abbia grande incisione concreta, essa ha un valore simbolico molto forte. È una commissione caratterizzata da una grande attenzione mediatica ed il ruolo di presidente, anche nei media, è quello che risuona di più. Il Pd vuole la presidenza; il PdL, allo stesso modo, non molla”.

Anche voi avete chiesto la presidenza.
“Ovviamente, come tutti gli altri partiti, anche noi abbiamo un nostro candidato. Quello che abbiamo chiesto però è la convocazione ad oltranza della Commissione. Non ci interessa più di tanto la poltrona di presidente, ma ci preme che la Commissione inizi a lavorare. Se nella maggioranza vogliono fare accordi per gestire la presidenza, che si diano una mossa! Questa storia doveva essere già conclusa. I loro accordi dovevano essere conclusi mesi fa. È veramente imbarazzante assistere ad episodi di questo genere…”.

E pensare che questa è la Commissione Antimafia di cui fecero parte Cesare Terranova e Pio La Torre… I fatti di queste settimane, uniti ai pochi risultati prodotti dal lavoro svolto a Palazzo San Macuto nell’ultima Legislatura, come possono non svilire l’immagine della Commissione?
“Purtroppo è vero. È assolutamente vergognoso. Come vergognosi sono, mi permetto di dire, molti dei componenti che ne faranno parte. Abbiamo denunciato il caso del Senatore Caridi (che secondo una relazione della Dda di Genova e un’inchiesta della Dia, avrebbe ottenuto il sostegno elettorale della ‘ndrangheta, ndr), che per fortuna ha rinunciato. Ci sono però altri componenti veramente disgustosi, per quanto mi riguarda. Faccio gli esempi di Fazzone, di Giovanni Biliardi, di Mara Carfagna, di Carlo Giovanardi… i nomi di chi ne faceva parte in passato vengono infangati. È triste. Al di là di questo però, la Commissione Antimafia potrebbe svolgere un buon lavoro. Ricordo sempre che la relazione del 2003 è stata un impulso per la Magistratura, che ha condannato gli assassini di Peppino Impastato. Quindi, non è vero che la Commissione Antimafia non serve a nulla: se ci sono persone che hanno voglia di muoversi nella direzione giusta, la Commissione può dare un forte impulso alla Magistratura”.

Non sono del tutto d’accordo. La relazione della Commissione Antimafia sulla Trattativa Stato-Mafia (presieduta da Pisanu) è qualcosa di incredibile. Chi conosce le carte del processo che si sta tenendo a Palermo, non può che rimanere allibito di fronte alla relazione Pisanu.
“Sono assolutamente d’accordo. Per questo motivo, noi avevamo chiesto – visto che la Commissione lavora per comitati ristretti – la costituzione di un comitato sulla Trattativa Stato-Mafia. Il mio desiderio è quello di ribaltare completamente la visione che è stata data dalla relazione della Commissione Antimafia dell’ultima Legislatura. Una relazione assolutamente scandalosa…”.

A proposito della Trattativa: il capo dello Stato dovrà testimoniare nel procedimento “Bagarella + altri”. Il ministro Cancellieri e Luciano Violante, non hanno perso tempo per definire “anomala” la decisione della Corte d’assise. Cosa ne pensa della levata di scudi intorno a Napolitano?
“Penso che la decisione della Corte non sia affatto anomala… Al di là delle responsabilità penali che verranno accertate, la vera mission di uno Stato dovrebbe essere quella di cercare in tutti i modi le responsabilità politiche. Spero davvero che questo processo possa servire per inchiodare chi, in quegli anni, fu protagonista e chi, per due decenni, è stato zitto riguardo a tutto quello che era accaduto intorno alle stragi. Sono molto contenta che finalmente ci sia la possibilità di portare a testimoniare determinati personaggi, protagonisti della nostra vita politica presente e passata. Però, ripeto, è importante anche il profilo delle responsabilità politiche: è moralmente scandaloso che una Trattativa ci sia stata…”.


Simone Ferrali (www.you-ng.it, 19 ottobre 2013)


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