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La sfida ai boss del "mazzuolo" Si mobilita il popolo di Di Matteo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Claudio Reale   
Venerdì 13 Dicembre 2013 14:17

di Claudio Reale - 13 dicembre 2013

Muovi Palermo, Partecipa Palermo e Agende Rosse raccolgono la proposta lanciata da Pippo Russo dopo il pestaggio della Noce: "Pronti a scendere in piazza nei quartieri popolari per sfidare i boss".

PALERMO – Il movimento prende forma. E si allarga alle voci che un mese fa hanno portato in piazza duemila persone a sostegno di Nino Di Matteo. La proposta di scendere in piazza alla Noce per riappropriarsi dei quartieri popolari dopo il pestaggio subìto da un commerciante, lanciata dal leader di “Io mi arruolo” Pippo Russo su LiveSicilia, i movimenti scesi in piazza per Di Matteo raccolgono la proposta: “Quel video – dice ad esempio Francesco Bertolino, consigliere comunale e fondatore del Movimento Partecipa Palermo – ha avuto un risalto mediatico nazionale. È importante anche per questo che da Palermo parta una risposta. Per dimostrare che questa città è nostra. Tutta, anche le frontiere”. “Per stare al fianco di chi ha il coraggio di ribellarsi – aggiunge Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio e punto di riferimento delle Agende rosse – il nostro movimento ci sarà sempre. Sarebbe bello fare una manifestazione del genere”. “Quando non ci sono strumentalizzazioni e il tema è così forte – commenta Marcello Capetta, leader di Muovi Palermo - l'unione fa la forza. È importante che ciascuno faccia la propria parte”.
La proposta, in fondo, era rivolta proprio a loro. A chi il 18 novembre è sceso in piazza. “Adesso – aveva detto ieri Russo – bisogna fare qualcosa per mettere insieme la vicenda incredibile di Di Matteo e quel che è successo alla Noce. Bisogna convogliare quelle energie per dimostrare che c'è una connessione profonda tra quel che succede al palazzo di giustizia e il territorio. Bisogna fare il salto di qualità: non basta limitarsi a esprimere solidarietà ai magistrati, come se il loro lavoro fosse slegato da quel che succede in città”. Per Borsellino, d'altro canto, il nodo è proprio questo: “Il movimento delle Agende rosse – afferma – è nato per occuparsi di stragi e trattativa. Ma è chiaro che l'attività dei magistrati si muove su questo doppio fronte”.
E Bertolino, adesso, rilancia: “Il 17 dicembre – afferma – si terrà la prima seduta utile del consiglio comunale. Farò un appello perché l'assemblea di Sala delle Lapidi dia una risposta concreta”. Anche perché, come spiega Capetta, “è assolutamente fondamentale che il percorso avviato con le manifestazioni a sostegno di Di Matteo non si interrompa. Ogni volta che l'appello parte dal basso, e non dai partiti o dai sindacati, la partecipazione è sempre travolgente”. Più travolgente della violenza.

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