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L'inchiesta sulla trattativa, il PG Ciani e la non opinabilità della lingua italiana PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gianfranco Ciani e Marco Travaglio   
Martedì 11 Febbraio 2014 21:16
di Gianfranco Ciani - 11 febbraio 2014

Signor Direttore, il giornale da Lei diretto, in un articolo pubblicato nel numero di ieri, 9 febbraio 2014, intitolato “Csm, è stato Napolitano a voler processare Di Matteo”, a firma del vicedirettore Marco Travaglio, ancora una volta, riferisce che lo scrivente nell’aprile 2012 avrebbe “convocato il Pna Pietro Grasso per parlare di come ‘avocare’ da Palermo l'inchiesta sulla trattativa o almeno di ‘coordinarla’ con quella sulle stragi a Firenze e Caltanissetta: ricevendo da Grasso un sonoro rifiuto”. L'affermazione in ordine a una presunta sollecitazione all'avocazione del procedimento in corso a Palermo è priva di ogni fondamento, come la Procura generale della Cassazione ha già precisato in un comunicato stampa ufficiale, del quale allego copia, emesso il 5 settembre 2012, a seguito di due articoli apparsi sul Suo giornale. Come risulta dal citato comunicato stampa, mi limitai a chiedere notizie sull'attività di coordinamento che il dott. Grasso aveva svolto nella vicenda, esplicatasi tra l'altro nella direttiva adottata il 28 aprile 2011, rimessa alla Procura generale dallo stesso Procuratore
nazionale in data 16 maggio 2011.
Né io, né i miei collaboratori presenti sollecitammo, direttamente o indirettamente, l'allora Procuratore nazionale antimafia a esercitare un potere, quello di avocazione, di sua esclusiva competenza, come si desume anche dalla risposta scritta del Ministro della Giustizia a una interrogazione sull'argomento (resoconto n. 683 dell'l l settembre 2012). Tutto avvenne nel rigoroso rispetto dei poteri di “sorveglianza” – attribuiti all'Ufficio che ho l'onore di dirigere dall'art. 104 del decreto legislativo n. 159 del 2011 (recante Attribuzioni del procuratore generale presso la Corte di cassazione in relazione all’attività di coordinamento investigativo) – sulla Procura nazionale antimafia, istituita nell'ambito della Procura generale della Cassazione (art. 103 del richiamato decreto legislativo). Ogni diversa interpretazione dell'incontro del 19 aprile 2012, che ebbe a oggetto anche altri argomenti, e delle comunicazioni che lo precedettero e lo seguirono è priva di base fattuale. Ai sensi dell'art. 8 della legge n. 47 del 1948, Le chiedo di portare quanto sopra a conoscenza dei Suoi lettori. Con viva cordialità.   

Gianfranco Ciani (Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2014)





Purtroppo, alla riunione Ciani-Grasso del 19 aprile 2012, noi non c’eravamo. Dunque dobbiamo affidarci al verbale ufficiale di quell'incontro, che purtroppo smentisce il procuratore Ciani. Vi si legge infatti che l’allora procuratore nazionale antimafia
Piero Grasso – a proposito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia – “precisa di non avere registrato violazioni... tali da poter fondare un intervento di avocazione a norma dell’art. 371-bis Cpp” e promette che rimetterà al Pg Ciani “un’informativa scritta”. Dunque, nonostante le smentite di Ciani, tra lui e Grasso si parlò di “avocare”, cioè di sfilare l’indagine sulla trattativa alla Procura di Palermo. Abbiamo anche intervistato (il 19 giugno 2012) l’allora procuratore nazionale antimafia Grasso, il quale purtroppo ci ha detto che le richieste di Ciani andarono ben oltre le “notizie sull’attività di coordinamento” da lui svolta: tant’è che “il 22 maggio ho risposto per iscritto (a Ciani, ndr) specificando che nessun potere di coordinamento può consentire al Pna di dare indirizzi investigativi e ancor meno di influire sulle valutazioni degli elementi di accusa acquisite dai singoli uffici giudiziari”. Dunque, se l’italiano non è un’opinione, gli era stato chiesto di “dare indirizzi investigativi” e di “influire sulle valutazioni degli elementi di accusa” acquisiti dalla Procura di Palermo. Proprio come pretendevano Mancino nella sua lettera a Napolitano e il Quirinale nella sua lettera a Ciani due settimane prima dell’incontro Ciani-Grasso.   

Marco Travaglio
(Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2014)





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