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Salvatore Borsellino ha incontrato i giovani di Girifalco (CZ) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Vito Fabio   
Lunedì 17 Marzo 2014 22:56
di Vito Fabio - 14 marzo 2014
 
Salvatore Borsellino il suo messaggio agli studenti delle scuole di Girifalco - grazie all’associazione culturale “Work in progress” di cui è presidente Daniele Quaresima che ha organizzato questo incontro al cinema Ariston di Girifalco nel primo di una serie di appuntamenti- è riuscito a consegnarlo con tutta la carica di cui è stato capace da tenere senza fiato i ragazzi che con gli occhi lucidi hanno ascoltato la storia del fratello Paolo, il magistrato ucciso quel 19 luglio del ’92 a Palermo davanti alla casa della madre con le cinque persone che lo scortavano tra cui vi era anche una donna. Salvatore ha detto che solo grazie ai giovani potrà lottare affinché suo fratello possa avere giustizia e conoscere meglio una verità su quello che fu a suo dire un’autentica “strage di Stato” e non di mafia.  Salvatore questa lotta la proseguirà ad ogni costo per battere “la congiura del silenzio” che attornia la vicenda del fratello ma pure quella delle tanti stragi di Stato che da Portella della Ginestra in poi si sono susseguite in questo Paese e dove non sono stranamente mai stati individuati i mandanti.
Parla a braccio Salvatore, dando volutamente le spalle ai relatori per sentirsi più vicino fisicamente ai suoi ragazzi ed anche per ritrovare la speranza che fino a qualche anno prima aveva perduto e che soltanto i più giovani gli hanno restituito pregandoli, infine, di non lasciare il proprio paese per andare chissà dove. Salvatore ha pregato gli studenti a rimanere nella loro terra così come ha fatto il suo Paolo che dalla sua Sicilia non se n’è andato ma ci è rimasto fino alla morte perché l’ha sempre amata nella speranza di poterla riscattare delle sue brutture. “Non ho mai pianto ma conservo intatta la rabbia di aver giustizia” ha ancora confessato sostenendo come il fratello sia stato ucciso per via di quella trattativa di alcuni pezzi dello Stato con la mafia. Salvatore chiude con l’agenda rossa e l’immagine del fratello Paolo stagliata in aria e un applauso fragoroso con gli studenti tutti in piedi per una standing ovation da batticuore. Poco prima era stata la volta del giornalista e blogger Emiliano Morrone che citando Michel Foucoult ha spinto -  parafrasando un’opera di quest’ultimo - i giovani ad avere il coraggio di dire la verità anche quella più amara quasi per metterli in guardia da ipocrisie e quant’altro di cui spesso le istituzioni sono portatori e da cui bisogna comunque stare attenti per “fare massa critica” ed esprimere così le proprie opinioni. Mentre il giurista e avvocato Domenico Monteleone ha ulteriormente sollecitato gli studenti affinché non si facciano “programmare senza vedere”. Non subiscano le imposizioni di una società che li vuole vittime sacrificali di un sistema che li schiavizza e di non fidarsi di nessuno soprattutto dei politici “perché solo interessati ai vostri voti”.   
 
Vito Fabio






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