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L’ultima lettera di Parmaliana in un corto di Ivan Bertolami PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Ventimiglia   
Mercoledì 04 Giugno 2014 14:15
L’ultima lettera di Parmaliana in un corto di Ivan Bertolamidi Antonio Ventimiglia - 4 giugno 2014
 

“La magistratura barcellonese-messinese vorrebbe mettermi alla gogna, vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi…non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito, di servitore dello Stato e docente universitario”. Inizia così l’ultima lettera di Adolfo Parmaliana, scritta prima di togliersi la vita il 2 ottobre 2008, lanciandosi da un viadotto dell’autostrada Messina-Palermo. L’attore e regista barcellonese Ivan Bertolami l’ha riproposta integralmente nel cortometraggio dal titolo “L’uomo che sorrideva alla vita”, che domenica scorsa ha vinto una menzione speciale al Corto Tendenza Festival per “avere trasmesso con grande delicatezza, ma con estrema partecipazione, il valore del ricordo quale elemento essenziale per combattere la finitezza dell’uomo”. Il titolo è tratto dall’ultimo rigo della missiva, in cui Parmaliana, stanco di combattere contro un sistema che voleva “gambizzarlo moralmente”, chiede ai familiari di essere ricordato “con una preghiera, con un gesto d’affetto, con un fiore”. Proprio un fiore bianco, macchiato di sangue – simbolo dell’associazione nazionale vittime di mafia – viene deposto sul luogo del suicidio dal protagonista del corto – interpretato dallo stesso Bertolami – che si affaccia dal viadotto di Patti dopo aver percorso, a piedi e in auto, i luoghi del docente di chimica. L’opera si apre con le immagini del giardino dei giusti di Milazzo, dove sono stati piantati tredici alberi, in memoria di altrettante vittime di mafia. L’occhio della telecamera indugia poi, e a lungo, su Terme Vigliatore: la casa del professore, il lungomare e il municipio, dove aveva condotto le sue battaglie per la legalità.

“Ho seguito la vicenda di Adolfo dal principio – racconta il regista – qualche anno fa ebbi l’opportunità di conoscere la sua famiglia, che mi coinvolse nella presentazione del libro di Alfio Caruso, Io che da morto vi parlo. Per maturare quest’idea mi sono serviti degli anni, non volevo fare una fiction del suo ultimo giorno di vita. Mi interessava, piuttosto, il punto di vista di un giovane che rende omaggio alla memoria di Parmaliana rifacendo il percorso del suo ultimo viaggio. Mi piace considerarlo un testamento spirituale – spiega Bertolami – non inteso come malinconica retrospettiva degli eventi passati, ma come un inno alla gioia perché in fondo Adolfo è stato, fino all’ultimo, un uomo che sorrideva alla vita. Dedico questo lavoro a lui e alle altre vittime di mafia di casa nostra: Attilio Manca, Beppe Alfano e Graziella Campagna”. Il cortometraggio – con le musiche originali di Eleonora D’Angelo, gli arrangiamenti di Gabriele Giglio, le riprese e il montaggio di Salvatore Siragusa – sarà presentato a Terme Vigliatore e in altri comuni della provincia già nelle prossime settimane. Ecco il link, disponibile su youtube: watch?v=tbWWImClZwQ

da: 24live.it

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