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Ricordare Paolo: un dovere quotidiano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Bertelli   
Lunedì 21 Luglio 2014 08:59

di Francesco Bertelli - 20 luglio 2014

19 luglio 1992. Ventidue anni fa l’Italia cambiava per sempre. Ventidue anni fa lo Stato lasciava solo un suo servitore velocizzando inesorabilmente il suo assassinio. La Strage di Via D’Amelio. Paolo Borsellino e cinque angeli custodi della sua scorta vengono barbaramente uccisi. Quel che accadde ha cambiato per sempre (in modo radicale) la nostra società, fissando un punto di non ritorno.
E per ricordare la statura morale di quest’uomo, Grosseto con il suo neonato Movimento della Agende Rosse – In memoria di Emanuela Loi, ha organizzato una giornata commemorativa, con interventi e dibattiti.
In Via Fabbrini presso il Tribunale di Grosseto si è svolta la prima parte della giornata. Insieme agli attivisti del Movimento, va segnalata la presenza del sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi (intervenuto con suo contributo) e le forze dell’ordine. Alle 16.30 l’inizio della manifestazione. E poi l’ora in cui l’autobomba scoppiò ventidue anni fa. Le 16.58. Dopo il minuto di silenzio si sono succeduti altri interventi da parte dei giovani delle Agende Rosse.

La seconda parte della giornata invece si è svolta a Marina di Grosseto, in Piazza Cadorna dove a partire dalle 21 è stato proiettato il docu-film “19 luglio 1992: una strage di Stato” seguito da altri interventi e dibattiti.
E’ la prima volta che la Toscana fa sentire la sua voce per ricordare Borsellino. Il Movimento Agende Rosse di Grosseto in poche settimane dalla sua nascita (avvenuta il 3 luglio scorso con la presenza di Salvatore Borsellino) ha fatto passi da gigante e non si ferma qui. Infatti il prossimo 7-8-9 agosto a Santa Fiora si svolgeranno tre giorni all’insegna della lotta alla mafia e corruzione.
Questo perché ricordare Paolo è un dovere quotidiano che deve continuare coinvolgendo tutti, giovani generazioni in primis.

 

“Possono uccidere il mio corpo fisico e di questo sono ben cosciente. Ma sono ancora più cosciente che non potranno mai uccidere le mie idee e tutto ciò in cui credo”.

 

Questo era Paolo. Questo è l’uomo (insieme a Giovanni Falcone e tutti i magistrati uccidi dalla magia) che occorre far ricordare quotidianamente alle giovani in modo che questa lotta alla mafia (di cui a livello nazionale si sente parlare sempre meno come se venisse anestetizzata) porti la società civile “ad apprezzare quel fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale”.


Parole anche quest’ultime di Paolo.


Andrebbero scolpite nella nostra Costituzione.

 

Francesco Bertelli @Francesco_Berty MOVIMENTO AGENDE ROSSE GROSSETO




 

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