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Sala Consilina, ricordate le vittime della mafia con l'evento 'Per non dimenticare' PDF Stampa E-mail
Video - Manifestazioni
Scritto da Redazione unotvweb.it   
Mercoledì 30 Luglio 2014 22:18
di Redazione unotvweb.it - 30 luglio 2014

Nella serata di ieri, in Piazza Umberto I a Sala Consilina sono state ricordate le vittime della mafia con l'evento"Per non dimenticare, serata commemorativa delle vittime della mafia", promosso dalla Coopertiva Culturale La Cantina delle Arti, dal Codacons Vallo di Diano e dal Comune di Sala Consilina. Nel corso della serata gli attori della compagnia la Cantina delle Arti hanno proposto in forma scenica alcuni brani tratti da "23 maggio – 19 luglio: 57 giorni" visibile e scaricabile dal sito www.19luglio1992.com che raccontano i 57 giorni che separano le stragi in cui persero la vita prima Giovanni Falcone e quindi Paolo Borsellino.

Redazione unotvweb.it
 

 


Sala Consilina: “Per non dimenticare”, serata commemorativa delle vittime di mafia in Piazza Umberto I

Si è tenuta ieri sera, in Piazza Umberto I a Sala Consilina, la commemorazione delle vittime della mafia, per dimostrare solidarietà, così come in molte altre città italiane, a chi attualmente sta lavorando per fare chiarezza sugli anni delle stragi di mafia e per ricordare tutti gli innocenti che hanno perso la vita.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Sala Consilina e nata da un’idea del Codacons Vallo di Diano e della Cooperativa Culturale “La Cantina delle Arti”, ha avuto come tema portante la lettura di brani tratti dal sito www.19luglio1992.com, ovvero il racconto dei 57 giorni che hanno separato la morte di Giovanni Falcone da quella di Paolo Borsellino.

In un clima di grande emozione e partecipazione, il pubblico presente ha potuto riflettere sulle figure di giudici che, con coraggio e forte senso del dovere, hanno dato la propria vita per la lotta alla mafia. “Povera patria” di Franco Battiato, “Giovani contro la mafia” di Jovanotti, “Malarazza” che prende ispirazione da un brano popolare siciliano rivisto e rielaborato da Domenico Modugno, “Signor tenente” di Giorgio Faletti, “Io non mi sento italiano” di Giorgio Gaber hanno accompagnato la lettura del racconto degli ultimi giorni di vita del giudice Borsellino. Tante ombre, tanti sospetti ancora oggi non sono stati dissolti e fanno da sfondo a stragi nelle quali sono stati uccisi uomini di legge, poliziotti,vittime innocenti di un sistema mafioso basato sulla violenza, in contrasto continuo con lo Stato e con le sue leggi.

Ognuno di noi ha il dovere di mantenere vivi il ricordo e l’esempio di uomini come Falcone e Borsellino affinchè possa diffondersi “la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.


- Filomena Chiappardo - (www.ondanews.it)


















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