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Picchetto dei finanzieri per l’addio a Bruno Celotto PDF Stampa E-mail
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Scritto da Ingrid Feltrin   
Lunedì 18 Agosto 2014 20:01

di Ingrid Feltrin - 17 agosto 2014

CASTELFRANCO VENETO. Ieri mattina nella chiesa di Salvarosa, centinaia di persona hanno salutato per l’ultima volta Bruno Celotto, il detective dello “Scandalo Petroli”. Una cerimonia carica di emozioni, a cui hanno partecipato parenti, amici, colleghi, personalità e autorità ma anche tante persone comuni desiderose di manifestare gratitudine al maresciallo della Guardia di Finanza che con il suo lavoro in inchieste importanti tra le quali lo “Scandalo Petroli”, ha saputo onorare la sua divisa, con onestà e coraggio.
Il feretro è stato salutato all’ingresso in chiesa dal picchetto d’onore dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia e dell’Anpi e al termine della cerimonia religiosa, con le note del “Silenzio” al quale è seguito un caloroso applauso spontaneo della folla.
«Come nel Magnificat, il cantico del Vangelo secondo Luca, Bruno ha “abbattuto i potenti dai troni e rimandato i ricchi a mani vuote”», ha detto nella sua omelia don Domenico Pilotto, ricordando come solo poche settimane fa Celotto si fosse recato in canonica per contribuire con un’offerta al restauro di un antico crocifisso del Cinquecento. «Bruno», ha poi aggiunto, «ha dato un contributo alla chiesa e al mondo perché fossero migliori. Prima o poi a tutti viene chiesto da che parte si è stati nella vita e Bruno ha saputo dire “no” al male perché soprattutto quando s’indossa una divisa si è chiamati a fare il bene».

Ai funerali erano presenti numerose personalità e autorità tra le quali: il sindaco di Resana Loris Mazzorato, il giudice Francesco Saverio Pavone capo della Procura di Belluno, il giudice Domenico Labozzetta della Procura di Pordenone, il colonnello Pietro Bianchi che da luglio è il nuovo comandante provinciale delle fiamme gialle veronesi, il comandante Barbara Femminilli alla guida della Tenenza della guardia di finanza di Castelfranco e il suo collega Alessandro Secco di Montebelluna, oltre al tenente Salvatore Lo Gatto comandante della compagnia delle fiamme gialle di Conegliano. Presenti anche il vicecomandante dei carabinieri di Castelfranco e numerosi i militari in pensione tra i quali il maresciallo Virgilio Schiavon, consigliere per il Veneto dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia. E naturalemente l’amico di sempre Enzo Guidotto, in prima linbea contro la mafia. Il maresciallo Celotto 67 anni, che si è spento dopo una malattia che lo ha debilitato a tal punto da causarne una rovinosa caduta dalla scale, lascia la moglie Paola, i figli Gaia e Michele i nipoti Karin e Simone oltre ai fratelli Fernando e Renato. Dimessosi dalle Fiamme Gialle negli anni Ottanta, Bruno aveva poi lavorare fino al pensionamento, per una società di vigilanza a Castelfranco, con sorveglianza all’Iper “I Giardini del sole” e tra la folla che gremiva la chiesa erano riconoscibili molti dipendenti del centro commerciale.


Ingrid Feltrin (La Tribuna di Treviso)






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