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Appello Mori, è il giorno di Imbesi: l’uomo che Ultimo scambiò per Aglieri PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giuseppe Pipitone   
Lunedì 19 Gennaio 2015 10:21

di Giuseppe Pipitone - 19 gennaio 2015

Nel 1993 Sergio De Caprio, alias il capitano Ultimo, disse di averlo scambiato Pietro Aglieri, il boss mafioso latitante, inseguendolo lungo la statale che collega Messina con Barcellona Pozzo di Gotto. Oggi, ventuno anni dopo, Fortunato Imbesi, figlio dell’imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto Mario Imbesi, dovrà raccontare quella vicenda davanti ai giudici della corte d’appello di Palermo, che stanno processando Mario Mori e Mauro Obinu per il mancato arresto di Bernardo Provenzano a Mezzojuso nel 1995. Dopo l’assoluzione in primo grado, il pg Roberto Scarpinato ha chiesto di riaprire l’istruttore dibattimentale, acquisendo anche le carte del mancato arresto di Nitto Santapaola (nella foto, ndr), latitante a Terme Vigliatore, nel messinese, nella primavera del 1993, e messo in fuga da quell’inseguimento spettacolare del carabinieri a danno di Imbesi.
Una storia che comincia il 15 marzo del 1993, quando il Ros dei carabinieri, incaricato dal magistrato Olindo Canali, attiva le intercettazioni ambientali nella pescheria di Domenico Orifici, cugino del boss di Barcellona Pozzo di Gotto Sem di Salvo, a Terme Vigliatore. Il primo di aprile le cimici registrano la voce di un uomo, che si fa chiamare ”zio Filippo”, parla in stretto dialetto catanese e fa cenno ad un collaboratore di giustizia che lo accusa. Quattro giorni dopo, sempre dagli stessi locali della pescheria, lo ”zio Filippo” parla dell’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, e dice: “Ci hanno messo Totò Riina, me, Madonia”. Poche ore più tardi, quando lo ”zio Filippo” non è più presente, ci penserà lo stesso Orifici a svelarne l’identità parlando col figlio: “Qua c’era Nitto Santapaola”. Il boss catanese torna nuovamente in quel luogo il mattino seguente.

Ed è proprio il 6 aprile che succede un fatto ancora oggi non del tutto chiaro: Sergio De Caprio, alias il capitano Ultimo, il carabiniere che due mesi prima ha arrestato Totò Riina si trova a Messina per una riunione del Ros, insieme a Giuseppe De Donno, il braccio destro del generale Mori, all’epoca comandante del Ros, oggi imputato con lui nella Trattativa Stato mafia. “Sulla via del ritorno – racconta Ultimo – percorrendo la litoranea Messina-Palermo, in un tratto di strada ricadente nel comune di Terme Vigliatore, uno dei militari che era con me ritenne di individuare, in un soggetto a bordo di un fuoristrada nero, il latitante Aglieri”. A quel punto, dice sempre Ultimo, i carabinieri fermano il fuoristrada, che però resiste allo stop e fugge. I militari si lanciano all’inseguimento, esplodono alcuni colpi di pistola, fermano il sospettato e si accorgono che non si tratta di Aglieri, ma invece di Fortunato Imbesi, il figlio venticinquenne di Mario Imbesi, commerciante della zona, che abita a pochissimi metri dagli uffici in cui viene registrata la voce di Santapaola.
Una versione che non coincide affatto con quella fornita nel 2004 dall’ex dirigente del commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, Carmelo Castrogiovanni. Interrogato dalla Dda di Messina, il commissario racconta che quel 6 aprile del 1993, fu il Ros a circondare la villa di Imbesi, per poi lanciarsi all’inseguimento del figlio, che solo per miracolo si salvò dai colpi esplosi da Ultimo. La versione di Castrogiovanni sarebbe confermata da quella trascritta in un memoriale da Olindo Canali. “Cercai ovviamente di farmi dare più dettagli soprattutto in relazione alle modalità con cui avevano intimato l’alt; sulle possibilità di scambiare un ragazzo per Aglieri – che mi risultava all’epoca avere una quarantina di anni – e sulla necessità di sparare numerosi colpi di pistola”.
Risultato? Il boss catanese lascia la zona di Terme Vigliatore, per essere arrestato un mese e mezzo dopo, il 18 maggio del 1993, in provincia di Catania, nel corso di un blitz eseguito questa volta non dal Ros ma dallo Sco della Polizia.

Giuseppe Pipitone (loraquotidiano.it, 19 gennaio 2015)









 

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