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Milano, raffica di scritte sui muri contro il 41 bis PDF Stampa E-mail
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Scritto da Franco Vanni   
Domenica 26 Luglio 2015 16:27
di Franco Vanni - 25 luglio 2015

Scritte contro il 41 bis. Graffiti che si oppongono al regime di carcere duro, solitamente riservato ai condannati per mafia, tracciate a caratteri cubitali sui muri di Milano. Sono comparse a decine nella notte, e l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, si sta impegnando a farle cancellare. L'autore è ignoto. La grafia delle varie scritte sembra molto simile, ma con qualche differenza fra un graffito e l'altro, tanto da fare pensare che possa esserci più di una mano.

A dare l'allarme, tramite il proprio profilo Facebook, è il consigliere comunale del Pd David Gentili, presidente della commissione Antimafia di Palazzo Marino. "Le faremo cancellare immediatamente  -  scrive Gentili sul social network - per la commemorazione della strage di via Palestro (che ricorre il 27 luglio), ci piacerebbe coinvolgere i cittadini stessi nel censurare con nettezza una campagna aggressiva, anonima, di sostegno ai mafiosi, che ci preoccupa. Vi farò sapere. Vi prego di condividere il messaggio!". Le scritte sono comparse in diversi punti della città e col passare delle ore altre ne vengono segnalate e cancellate. La mappa va allargandosi: piazza Leonardo Da Vinci, piazzale Maciachini, uno dei viadotti in zona Mac Mahon, viale Monza all'altezza di Precotto, Villa San Giovanni, viale Monteceneri. E la lista è ancora lunga. Sul muro di cinta dell'ippodromo è stata poi trovata la scritta "omertà = rispetto", ma potrebbe essere stata tracciata precedentemente e notata solo ora. Il Comune ha segnalato la cosa alla questura.

La cancellazione del regime di carcerazione previsto dall'articolo 41 bis (introdotto dalla Legge Gozzini) è una battaglia ormai storica dei parenti dei detenuti che vi sono sottoposti. Fece scalpore nel 2002  la comparsa allo stadio di Palermo di uno striscione contro il 41 bis durante la partita Palermo-Ascoli del 22 dicembre. Un'inchiesta della Procura di Palermo chiarì come a fare esporre lo striscione furono direttamente i boss di Cosa nostra del quartiere Brancaccio. L'abolizione del 41 bis sarebbe anche stata la richiesta da parte di Cosa nostra alla base della trattativa Stato-mafia successiva alle bombe del biennio '92 e '93.

Partendo da tutt'altro presupposto, il 41 bis è inviso anche a una serie di associazioni che si battono per i diritti dei detenuti. Una rassegna di queste posizioni si ha sul portale web ilgarantista.it. Sostenitrice della "assoluta inumanità del carcere duro" è anche Rita Bernardini del partito Radicale, che da anni ne chiede l'abolizione con digiuni e iniziative non violente. Il 41 bis, motivato dal tentativo di impedire i contatti fra il detenuto e l'organizzazione criminale di appartenenza, prevede forti restrizioni dei contatti con l'esterno, l'isolamento del detenuto rispetto agli altri carcerati e una serie di "divieti accessori di sicurezza" fra cui quello di cucinare in cella, o di dedicarsi ad attività artigianali. In Italia sono sottoposte a questo regime carcerario circa 650 persone. Oltre ai condannati per mafia, anche detenuti per terrorismo, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione minorile.


Franco Vanni  (La Repubblica, 25 luglio 2015)





Milano, inquietanti scritte contro la 41 bis


di Francesco Facchini (alanews)

 

Un attacco in piena regola, sottile, senza spargimento di sangue, ma con spargimento di vernice. E' quello che è avvenuto in queste ore e negli ultimi giorni a Milano e che è stato segnalato dal Consigliere Comunale PD e Presidente della Commissione Antimafia del capoluogo milanese David Gentili che  aveva fatto le prime scoperte giorni or sono in piazza Maciachini, su muri di una scuola dell'infanzia davanti al trafficatissimo ingresso della metrò gialla.

Il tema? Tutte scritte cubitali contro il regime del "41 bis" quello del carcere duro riservato solitamente agli esponenti di mafia o autori di crimini organizzati e gravissimi. Dopo una segnalazione dello stesso Gentili qualche giorno fa, il Comune aveva individuato e cancellato altre tre scritte simili nella zona del Politecnico. L'esponente Pd tuttavia, ha rilanciato l'allarme tramite il suo profilo Facebook cercando ulteriori informazioni e si è ritrovato tra le mani circa una quindicina di segnalazioni sparse per tutta la città. Piazzale Maciachini, Piazza Sire Raul. Via Palmanova, San Siro, via Ucelli di Nemi, viale Monza, viale Monteceneri, via Molise, via Siusi.

Due le mani, due i colori, organizzata la strategia. Si tratta di caratteri squadrati e non fatti da writer, ma da chi vuole mandare un chiaro messaggio contro le istituzioni e una delle poche armi efficaci contro la mafia. "No al 42 bis" e "41 bis=tortura".



"Credo sia un messaggio - ha commentato David Gentili -  di ambienti vicini alla mafia contro lo Stato e le Istituzioni e posso dire che è un messaggio inquietante, fuori dal comune, frutto di una strategia mediatica che vuole cercare alleati. E' inaccettabile e spero si proceda entro lunedì alla cancellazione, anzi farò il possibile per poter fare qualcosa che chiami all'aiuto la cittadinanza proprio lunedì che si commemora la strage di via Palestro, di stampo appunto mafioso. Una singolare coincidenza. Quella strage, infatti, fu volta a ricattare lo stato proprio sui temi del 41 bis e della detenzione dei mafiosi".

Strategia intimidatoria quindi anche cronologicamente mirata. Colpisce come, a memoria dello stesso Gentili, non ci siano stati eguali fenomeni nella storia milanese: "E' un salto di qualità che fa capire come a Milano sia ben vivo, ben presente e ben organizzato l'ambiente mafioso". Talmente organizzato da imbrattare la città con i suoi messaggi: tutta la città. Il fenomeno sarà segnalato alla Direzione Investigativa Antimafia.


Francesco Facchini (www.tvsvizzera.it, 25 luglio 2015)
 

 

 

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