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Rivoli (TO), cittadinanza onoraria per Nino Di Matteo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Salvatore Bova   
Sabato 31 Ottobre 2015 11:37

citt on dimatteo rivolidi Salvatore Bova - 30 ottobre 2015

La sera del 28 ottobre c’è stata la seduta ordinaria del Consiglio Comunale di Rivoli, in provincia di Torino, dove è stata deliberata all’unanimità il conferimento della “Cittadinanza Onoraria al procuratore aggiunto di Palermo Antonino Di Matteo.
Purtroppo mancava alla bellissima ed emozionante cerimonia lo stesso Nino Di Matteo, sia a causa degli impegni di lavoro ma principalmente a causa della sua vita a "libertà limitata", sempre più scortata e blindata. Vita di sacrifici e tanto coraggio, condivisa con gli uomini della scorta che rischiano la vita per proteggerne quelle dei magistrati in pericolo come lui. Nel corso della serata sono stati ricordate e ringraziate anche le forze dell’Ordine impegnati nella lotta alla mafia.
Questo servitore dello Stato convive da oltre vent’anni con minacce ed intimidazioni, ma che negli ultimi due anni, dopo le esternazioni da parte dell’ultraottantenne boss di cosa nostra Totò Riina, in regime di 41 bis presso il carcere di Opera a Milano, si sono trasformate in una condanna a morte. Condanna a morte disgraziatamente “confermata” anche dal potente padrino superlatitante Matteo Messina Denaro.

La mozione per la Cittadinanza Onoraria al dott. Di Matteo, che impegnava il Sindaco e la Giunta del Comune di Rivoli (TO) ad attivarsi per il suo conferimento, approvata lo scorso mese di maggio è stata presentata dalla Consigliera e vice Presidente del Consiglio Comunale Carlotta Trevisan (M5S) su proposta del Movimento delle Agende Rosse di Torino gruppo “Paolo Borsellino”. Ieri sera dopo la deliberazione del Consiglio Comunale la vice Presidente ha letto l’email di ringraziamento del procuratore Nino di Matteo che ha emozionato tutti i presenti. Si percepiva un forte sentimento di partecipazione dei presenti che avevano a cuore la vita, il sacrificio ed il senso del dovere del dott. Di Matteo e dei tanti servitori dello Stato, perennemente in lotta contro la criminalità organizzata.
Il sindaco di Rivoli Franco Dessì, tutti i gruppi consiliari, il sindaco di Grugliasco Roberto Montà presente all’evento ed il Movimento delle Agende Rosse di Torino gruppo “Paolo Borsellino”, hanno espresso la piena solidarietà e vicinanza ad un uomo che porta avanti, assieme agli altri magistrati della Procura di Palermo, il lavoro di ricerca della Verità. Anche il Presidio di Libera di Rivoli era presente per dare la propria testimonianza.
Durante i vari interventi è emersa la forte necessità, non più rinviabile, di un impegno straordinario e serio di rinnovamento morale ed etico in favore della Legalità da parte di tutti gli uomini e donne impegnati nelle Istituzioni locali e nazionali. Un obbligo oggi più che mai fondamentale, viste le innumerevoli inchieste che mettono in luce un numero crescente di politici, imprenditori, amministratori e “faccendieri” coinvolti in illeciti legati alla corruzione ed alla concussione.
Solo con la presa di coscienza dell’impegno straordinario per il cambiamento potranno arginare, e speriamo presto debellare, il “cancro dell’illegalità diffusa” che sta distruggendo la Democrazia e la Libertà nel nostro Paese.
citt on dimatteo rivoli 2In questi giorni stanno nascendo tante altre iniziative per l’assegnazione della Cittadinanza Onoraria al dott. Nino Di Matteo, forse perché i segnali e le dichiarazioni a sostegno del lavoro dei magistrati di Palermo e di altre Procure, dal Governo e da gran parte del Parlamento stentano ad arrivare.
Anche per questo, ma soprattutto a causa delle dichiarazioni del nuovo pentito, l'ex boss di Borgo Vecchio Francesco Chiarello, che conferma l’esistenza del tritolo a Palermo destinato al dott. Nino Di Matteo, è stata organizzata da Scorta Civica e dal Movimento della Agende Rosse di Palermo la Manifestazione Nazionale prevista per sabato 14 novembre “Rompere il silenzio - a Roma per Nino Di Matteo”.
Ben vengano iniziative come quella del 28 ottobre e del 14 novembre, che servono a sostenere i magistrati antimafia nel loro difficile lavoro di ricerca della Verità, ma anche e soprattutto a svegliare, come diceva Paolo Borsellino, “le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, quindi della complicità”.
Le persone come il dott. Nino Di Matteo dovrebbero essere “Cittadini Onorari” dell’Italia intera. Forse siamo sulla strada giusta.


Salvatore Bova (fonte: AntimafiaDuemila)


In foto:
- il Sindaco di Rivoli Franco Dessì (al centro) con la vice Presidente Carlotta Trevisan (seconda da sinistra) consegna a Carmen Duca (seconda da destra) la pergamena di Cittadinanza Onoraria di Nino Di Matteo (assente).
 

- alcuni militanti del Movimento delle Agende Rosse di Torino con la vice Presidente Carlotta Trevisan.
 








 

Il discorso del gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle presso il comune di Rivoli


Grazie Presidente,

“Ci facimu fari a fini ro tunnu a questo Di Matteo, facciamo grossa questa cosa e facciamola presto” così diceva il Capo dei Capi passeggiando nel cortile del carcere milanese. Leggo queste parole e la mia mente torna indietro di un ventennio.
Un altro servitore dello Stato, un Uomo che indaga sulla trattativa Stato-Mafia,  minacciato da chi, già allora incuteva terrore e paure nella Terra dei vespri e degli aranci.

Leggo di pentiti di Cosa Nostra che affermano “a Palermo è già pronto il tritolo per Di Matteo” e penso alle parole di Paolo Borsellino quando affermava con fermezza ma senza paura “a Palermo è arrivato il tritolo per me” parole gridate nel silenzio di uno Stato latitante.

Abbiamo lasciato soli i nostri eroi vent’anni fa, non ripeteremo lo stesso errore oggi. Tutte le istituzioni non devono permetterlo!

Il 14 novembre prossimo, come semplici cittadini, molti di noi saranno a Roma a manifestare per Nino Di Matteo. Saremo li per esprimere vicinanza a lui e ad altre toghe del capoluogo palermitano vittime di questi gesti meschini. Il PM Roberto Tartaglia, vittima di un'incursione molto sospetta in casa e al Procuratore Roberto Scarpinato vittima di un intrusione nel suo ufficio per consegnargli una missiva.

Parlo a nome di tutto il mio gruppo consiliare dicendo calorosamente “GRAZIE!!” al Dott. Di Matteo, alle associazioni presenti e ai rappresentati delle Forze dell'Ordine che quotidianamente lottano al contrasto delle mafie sul nostro territorio.

Sono nato a Torino, ma mi definisco orgogliosamente un ragazzo del sud e la mia seconda Città, quella di mio padre, è Reggio di Calabria. Chi arriva da certi luoghi sa cos’è la mafia e la sa riconoscere riflessi negli occhi delle persone. Purtroppo la paura viene sostituita dalla rassegnazione nel sentirsi abbandonati dalle Istituzioni e dallo Stato, perché questa guerra è troppo grande per affrontarla da soli.
Persone come Di Matteo danno la speranza, la forza a chi al sud ci vive, per trovare il coraggio di lottare non sentendosi più soli.

Ma la mafia non è più affare solo del sud e col tempo, esattamente come il cancro fa nel corpo di un uomo, ha imparato a modificarsi, a mimetizzarsi, diventando virale entrando nella vita economica, di mercato e sociale di questo Paese.
E’ per questo che non bisognerebbe pensare che la mafia possa rimanere una cosa lontana.

Rivoli per troppo tempo è stata associata alle indagini Minotauro, sono anni che porta il peso di quegli articoli di giornale e di quei nomi sbattuti in prima pagina, sono ferite aperte che devono rimarginarsi e questa onorificenza da un segnale forte, tenendo alta l'attenzione di tutti noi.

Faccio parte dell'Osservatorio antimafia e spero che questo organismo possa realmente essere da deterrente in futuro, ma ci domandiamo se non fosse meglio trasformalo in una vera e propria Commissione.

Concludo citando una frase tratta da un'intervista a Nino Di Matteo
“Paolo Borsellino diceva che non è credibile che il magistrato in certi momenti non provi la paura. La frase di Borsellino che penso e ricordo con particolare emozione è che il coraggio non consiste nel non aver paura ma nel far prevalere la consapevolezza di andare avanti con la testa alta, senza farsi condizionare. Un magistrato che si facesse condizionare anche dal timore di ritorsioni o vendette nei suoi confronti non potrebbe più svolgere la funzione di magistrato”.

NOI STIAMO CON NINO DI MATTEO!!!


Gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle presso il comune di Rivoli (28 ottobre 2015)




























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