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Torino, le Agende Rosse rompono il silenzio al Campus PDF Stampa E-mail
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Scritto da Chiara Listo e Raffaele Marascio   
Martedì 10 Novembre 2015 23:34
di Chiara Listo e Raffaele Marascio - 10 novembre 2015

Siamo tutti Di Matteo. Presunta trattativa Stato-Mafia”
Questo è lo striscione che da diversi giorni campeggia sulla balconata di Palazzina Einaudi, attirando l’attenzione e la curiosità di diversi studenti. Ieri pomeriggio, incuriositi, abbiamo cercato di capirne di più. Vedendo diversi esponenti del Movimento delle Agende Rosse intrattenere un comizio davanti alla Main Hall del Campus Luigi Einaudi, li abbiamo intervistati.
 
“A Palermo è in corso un processo che vede sotto inchiesta Ros, mafiosi e politici che nel periodo Falcone-Borsellino si misero d’accordo per salvare la pelle a esponenti delle istituzioni all’epoca indagati. – ci racconta un loro esponente – il pm incaricato Nino Di Matteo è stato minacciato da Totò Riina nel novembre 2013 e da allora vive sotto scorta. Negli ultimi mesi tre collaboratori di giustizia hanno dichiarato che a Palermo ci sarebbero 200 kg di tritolo pronti a saltare. Quello che è successo il 19 luglio 1992 si sta ripetendo oggi. Non è ammissibile che nel 2015 la mafia riesca ancora a prevalere sullo Stato. A distanza di 23 anni infatti, non è cambiato nulla: coloro che in passato trattarono sull’attentato continuano a farlo dalla loro poltrona rossa. È di fondamentale importanza comprendere che la nostra missione non consiste solo nel far luce ciò che è accaduto, ma dimostrare come quanto avvenuto sia alla base della corruzione politica dei nostri giorni e le minacce nei confronti di chi vuole andare a fondo della strage di Capaci ne sono un esempio palese.”
Parlando di corruzione politica, può fare qualche riferimento in particolare?
“Un esempio? L’anno scorso le intercettazioni ambientali sono risalite ad una conversazione tra l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’imputato Nicola Mancino. Le intercettazioni sono stranamente sparite. Per quale motivo? Se il Capo di Stato non avesse avuto nulla da nascondere, perché avrebbe ordinato di far distruggere quel materiale? Eppure per il terremoto dell’Aquila lo stesso Napolitano era stato intercettato in una conversazione con Bertolaso, chiacchierata subito resa pubblica perché legittima. Perché invece in questo caso no? Resterà un mistero.”

Come sta proseguendo il processo?
“L’altro ieri c’è stata la sentenza Mannino. L’ex ministro, accusato di minaccia a corpo politico dello Stato, è stato assolto «per non aver commesso il fatto». Le motivazioni saranno pubblicate tra novanta giorni. Questo è stato solo il primo verdetto della cosiddetta Trattativa Stato-Mafia, perché Mannino ha scelto il rito abbreviato, ma il processo in Corte d’Assise a Palermo andrà avanti con rito ordinario per gli altri imputati.”


Ci racconti meglio di Agende Rosse…
È un movimento che è nato nel 2009 ed è stato fondato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice. Il nome si rifà ad una agenda che Borsellino portava sempre con sé e custodiva gelosamente, dove probabilmente annotava tutti i suoi dubbi e le sue perplessità. Quando è morto l’agenda è sparita. L'agenda rossa conteneva appunti investigativi, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di personaggi delle istituzioni. Durante tutti i processi si è sempre citata, ma non si sa che fine abbia fatto. È diventata quindi il simbolo della lotta contro la Mafia. Noi collaboriamo con il sito 9luglio1992, seguito costantemente dal fratello del magistrato, che risponde costantemente alle domande che gli vengono poste dai giovani. Nutre grande fiducia in voi, certo che siate in grado di cambiare le cose. Il 14 novembre scenderemo in piazza a Roma. La manifestazione intitolata «Siamo tutti Di Matteo, rompiamo il silenzio», organizzata in collaborazione con l’associazione «Scorta Civica» di Palermo partirà alle 10 da Largo Corrado Ricci, sfilerà lungo i Fori Imperiali, Piazza Venezia e si concluderà in piazza Santi Apostoli con un sit-it. Vogliamo che dal palco uomini delle istituzioni si facciano carico della situazione e diano una svolta. Tra di noi ci sono molte mamme che vogliono assicurare un futuro migliore ai propri figli. Finora siamo riusciti ad ottenere la cittadinanza onoraria per Di Matteo, ma è solo un primo passo. Non intendiamo fermare la nostra battaglia!

È d’accordo se scriviamo un articolo a riguardo? Vorremmo informare gli studenti del significato che c’è dietro quello striscione
Non «potete», ma dovete! Voi siete il futuro. E siete anche gli unici che possono renderlo migliore.


 
Chiara Listo e Raffaele Marascio (fonte: http://alternativainformata.blogspot.it)







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