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Cosa nostra: Gaetano Scotto a piede libero PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione AMDuemila   
Domenica 31 Gennaio 2016 22:02
di Redazione AMDuemila - 30 gennaio 2016

Si allunga la lista dei boss di grosso calibro a piede libero, qualche giorno fa è toccato al capomafia dell'Acquasanta, Gaetano Scotto, quello che i collaboratori di giustizia indicano come ponte tra Cosa nostra e i servizi segreti. Sebbene sia indagato per il tragico e misterioso omicidio di Nino Agostino e la moglie Ida avvenuto il 5 agosto del 1989 al momento Scotto può muoversi in libertà.
E non è l'unico, negli ultimi tempi infatti sono stati molti gli uomini d'onore usciti dal carcere, basti pensare a Sandro Capizzi (figlio di Benedetto, uno dei componenti della Cupola di Riina e Provenzano) al momento a piede libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare sebbene solo lo scorso 14 gennaio è stato condannato a 9 anni e 4 mesi. Oppure ad Antonino Messicati Vitale, libero da ottobre scorso, Gioacchino Alioto di Corso dei Mille o Pietro Badagliacca di Rocca Mezzomonreale. Un fenomeno preoccupante che anche la Dia, nella prima relazione semestrale 2015 segnala ed aggiunge alla lista Ferdinando Gallina, influente mafioso di Carini. E' fuori anche lo storico capomafia di Prizzi, tra i consiglieri del vertice mafioso all'epoca della cupola, Tommaso Cannella.
A preoccupare non sono solo le singole scarcerazioni ma il fenomeno nel suo complesso. Nelle prossime settimane dovrebbero lasciare il carcere altri nomi di primo piano. Il fatto che ora ci siano uomini d'onore eccellenti che possano scorazzare liberamente per la città, boss che hanno uno storico importante, legami contatti, segreti, cosa può comportare? E' possibile che tornino gli equilibri d'un tempo?
Girolamo Biondino ad esempio, si nascondeva dietro l'immagine del pensionato tranquillo dopo la scarcerazione, invece era tornato a pieno titolo reggente del mandamento di San Lorenzo e i pentiti D'Amico e Galatolo raccontano che il boss portò l'ordine di Messina Denaro di preparare un attentato di morte nei confronti del pm Nino di Matteo. Nel giugno del 2014 fu scoperto il suo ruolo di reggente e venne arrestato.

Redazione AMDuemila





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