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Scritto da Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino   
Lunedì 28 Novembre 2016 10:56

di Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino - 28 novembre 2016

Il giornalista Fabrizio Rondolino dell’Unità definisce "Black-Block" Roberto Scarpinato in quanto il magistrato colleziona nel suo intervento “un concentrato di bufale e di sciocchezze” a sostegno del NO alla riforma. Quali sarebbero queste bufale secondo l'articolo di Rondolino?
La prima: Scarpinato sostiene che “La riforma abroga l’art. 58 che sancisce il diritto dei cittadini ad eleggere i senatori, e con ciò stesso svuota di contenuto l’art. 1 della Costituzione, che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo”. Tale affermazione è definita “bufala” da Rondolino perché è mai “possibile che un procuratore della Repubblica non sappia che i nuovi senatori saranno eletti contestualmente ai consiglieri regionali, e che i consiglieri regionali sono eletti a suffragio universale?

Mi chiedo come Rondolino possa, con una sola frase, dire ben due sciocchezze.

  1.    L’articolo 58 è stato abrogato (proprio così!) dalla riforma Boschi-Verdini.
  2.    L’elezione contestuale (in realtà il termine corretto è ‘in conformità’) dei senatori, prevista dal modificato articolo 57, non è un’elezione diretta.
Oltretutto, la procedura di elezione prevista da quest’ultimo articolo, rimanda ad una tabella, allegata alla riforma, che prevede il limite di soli 2 senatori per 10 regioni e Province su 20.

Rondolino, potrebbe spiegare a noi semplici cittadini, come sarà rispettata questa benedetta conformità alle scelte che esprimeremo in sede di elezione dei nostri consigli regionali? E’ chiaro che solo 1 consigliere sarà eletto senatore e, com’è logico immaginare, solo il partito di maggioranza potrà esser rappresentato nel nuovo Senato.

Procedendo nella lettura delle argomentazioni di Rondolino troviamo un virgolettato, commentato, di Scarpinato: “l’abrogazione del diritto dei cittadini di eleggere i senatori e, in buona misura, i deputati [ma dove, ma quando?], nonché il travaso di potere dal Parlamento al governo [ma quando, ma dove?], vengono invocati per assicurare la migliore consonanza ai diktat della Commissione europea, della Bce e delle pretese dei mercati”.

Proviamo a spiegare al giornalista, che pone tra parentesi i propri dubbi, che la legge elettorale Italicum conferisce una maggioranza fittizia ed eccessivamente gonfiata a causa del premio di maggioranza; introduce i capilista bloccati (che non verrebbero scelti dai cittadini ma dalle segreterie di partito) e riduce di molto la grandezza dei collegi elettorali - che passerebbero da 27 a 100 - riducendo moltissimo la possibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti con le preferenze, alla Camera.

Per questi motivi e per quelli inerenti l’elezione indiretta dei senatori il Parlamento avrebbe un’autorevolezza indebolita - a causa della minore rappresentatività - e di conseguenza risulterebbero indebolite le proprie prerogative, a favore del governo e quindi del premier.

A questo punto parrebbe inutile elencare i “poteri forti” a cui fa riferimento il giudice Scarpinato e che tutti conoscono.

Ma visto che Rondolino ci tiene a fare filotto e, nel proposito di smentire il magistrato, sostiene che “forse nelle edicole di Palermo l’Economist non arriva, e internet funziona a singhiozzo, o il nostro procuratore non padroneggia l’inglese: fatto sta che l’ideologia infantile dei ‘poteri forti’, unita ad un pervicace complottismo universale, permea l’intervento del nostro giudice fino a renderlo, semplicemente, ridicolo”, qualcosa dobbiamo precisare.

Desideriamo per esempio ricordargli che JP Morgan non è, per così dire, un potere debole.

Tra l’altro, il report del Maggio 2013 della banca statunitense, affermava esplicitamente che "i sistemi del sud Europa presentano esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo”.

Se poi aggiungiamo i banchieri italiani, la Banca centrale europea con Draghi, Bankitalia, grandi agenzie finanziarie, Barclays, Morgan Stanley, Credit Suisse, Stadard&Poor’s, Deutsche Bank, manager di varie dimensioni, ovviamente con Confindustria e Marchionne in testa possiamo dire  che Renzi ha le ‘terga’ ben coperte.

Magari, parafrasando la battuta del giornalista, è l’edicola che frequenta Rondolino ad essere molto mal fornita e il suo pc probabilmente usa ancora un vecchio modem a 28k per connettersi ad internet.

Gli attacchi beceri ai magistrati coraggiosi non sono certo una novità ma, fino a qualche anno fa, erano spesso perpetrati da alcuni soggetti che sono stati interlocutori delle 'teste di ponte' di Cosa Nostra. Oggi, gli stessi attacchi provengono da un giornale che, fino a qualche tempo fa, si poteva definire di sinistra: l’Unità. Ci auguriamo che lo spazio dato all'articolo di Rondolino, benché posto nella rubrica "opinioni" come a prendere un minimo di distanza, sia solo un'iniziativa isolata.

In ogni caso speriamo che Rondolino d'ora in avanti si documenti meglio prima di attaccare le tesi di uno dei migliori Magistrati antimafia italiani. Certo da chi riesce ad essere d'accordo con De Luca quando definisce il presidente della commissione antimafia Bindi "infame" risulta difficile aspettarsi tanta saggezza.

Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino

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