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Quella giustizia che invano finora ho cercato PDF Stampa E-mail
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Salvatore Borsellino   
Sabato 14 Gennaio 2017 18:04
Salvatore Borsellino - 14 gennaio 2017

Ho già in un'altra occasione raccontato della prima volta in cui, dopo la strage di Via d'Amelio, mi recai per la prima volta a Caltanissetta, convocato come testimone e familiare di Paolo Borsellino.
Non conoscendo l'ubicazione del Palazzo di Giustizia chiesi indicazioni a due persone che conversavano sulla porta di un bar. La risposta fu questa: "U palazzu è dda darreri, a Giustizia u 'nnu sapemu unn'è" (il palazzo è la dietro, la Giustizia non lo sappiamo dove sia).
Questa risposta mi è ritornata in mente ieri, giorno dell'arringa finale del mio avvocato di parte civile, Fabio Repici, al Borsellino Quater davanti alla sedia desolatamente vuota riservata ai PM, nessuno dei quali ha ritenuto di dovere presenziare all'udienza di ieri, a parte una rapida apparizione del PM Luciani all'inizio dell'udienza dato che senza quella pur fugace presenza l'udienza non avrebbe potuto avere inizio.
Il PM aveva evidentemente impegni più urgenti e pressanti, ma mi chiedo perché durante i pochi minuti in cui è rimasto presente non abbia mai voltato la testa dalla mia parte che sedevo accanto al mio avvocato, come mi consente la mia posizione di parte civile all'interno del processo, e dall'altro lato, proprio accanto a lui.
Continuavo a fissarlo per poterlo salutare, come è buona educazione e come era reciproca consuetudine nelle prime udienze del processo, ma inutilmente.
Evidentemente la fatwa lanciata contro di me, dopo il mio abbraccio a Massimo Ciancimino in via D'Amelio, in due dichiarazioni rilasciate dal PM Nico Gozzo e dal Procuratore Capo Sergio Lari, da ancora i suoi effetti e nemmeno l'avvocato di parte civile degli altri membri della mia famiglia, l'Avv. Crescimanno, ha ritenuto di partecipare all'udienza.
Forse perchè in questo caso non sarebbe stato possibile opporsi alle richieste procedurali rivolte alla Corte dal mio avvocato c
ome puntualmente ha fatto per tutto il resto del processo con pervicacia addirittura superiore agli stessi PM.



Non hanno così potuto ascoltare le considerazioni dell'Avv. Fabio Repici che in quasi otto ore di appassionata arringa, che potrete trovare in altra sede, ha messo in evidenza le tante lacune di questo processo in relazione soprattutto alla sparizione dell'Agenda Rossa ed al depistaggio operato attraverso Vincenzo Scarantino del quale, come parte civile, abbiamo richiesto non solo l'assoluzione, dato che si tratta di una vittima, anche di torure inflittegli per costringerlo a dichiarare il falso, piuttosto che un imputato di calunnia, ma anche la riapertura, a causa di nuovi elementi, dei procedimenti che già gli sono costati delle ingiuste condanne.
Dei tanti elementi e spunti forniti dall'Avv. Repici confido che sappia far uso la Corte, e forse è proprio dalla parte di quelle persone vestite della toga e delle fasce tricolori dei Giudici Popolari che posso sperare di trovare quella Giustizia che invano finora ho cercato.


Salvatore Borsellino


Di seguito il video proiettato durante l'arringa di Fabio Repici:



Le conclusioni di Fabio Repici le potete trovare su:
http://www.radioradicale.it/scheda/497365/processo-borsellino-quater

Oppure qui:

Prima Parte



Seconda Parte

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