Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home Home Editoriali Salvatore Borsellino: 'D'accordo con Lari, le ragioni del magistrato solo nelle aule di giustizia'
Salvatore Borsellino: 'D'accordo con Lari, le ragioni del magistrato solo nelle aule di giustizia' PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Salvatore Borsellino   
Domenica 29 Gennaio 2017 16:42

di Salvatore Borsellino - 29 gennaio 2017

Anno giudiziario: Lari, polemiche strumentali su pm stragi

29 gennaio 2017, Caltanissetta (ANSA). "Polemiche strumentali contro i colleghi che si sono occupati delle stragi". Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari, quando ha tracciato un bilancio del lavoro della Procura nissena contro la criminalità mafiosa all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Ai magistrati del gruppo stragi ed a chi li ha coordinati va riconosciuto di avere portato avanti con fermezza processi complessi - ha spiegato - in un clima talvolta arroventato da polemiche strumentali e destituite di fondamento che hanno trovato spazio su alcuni organi di stampa, senza avere ceduto alla tentazione di replicare alle provocazioni. Questi colleghi, a ben vedere, hanno tenuto comportamenti, frutto di elevato senso di responsabilità istituzionale, ispirati al principio secondo cui il magistrato ha il dovere di sviluppare le sue ragioni esclusivamente nelle aule di giustizia".

ANSA


Considerazioni personali:
"...il magistrato ha li dovere di sviluppare le sue ragioni esclusivamente nelle aule di giustizia" (Sergio Lari).
Sono assolutamente d'accordo, ma come la mettiamo con le interviste e i post su Facebook con i quali lo stesso Procuratore Sergio Lari e il PM Nico Gozzo biasimarono pubblicamente il mio abbraccio a Massimo Ciancimino? Fa parte della deontologia professionale di un magistrato esprimere pubblicamente giudizi su una parte civile di un processo, il Borsellino Quater, in cui svolgono il ruolo di Pubblico Ministero?

Salvatore Borsellino




Il bacio tra Salvatore Borsellino e Ciancimino. Il pm Gozzo: “Basta con questo pasticciaccio brutto del ‘ciancimininismo’

In via D’Amelio quest’anno c’erano molte meno persone dell’anno scorso.  Così come alla facoltà di Giurisprudenza il 18 sera. Tristemente semi deserta.

E se questo succede, vuol dire che va modificato il tiro, perché se decidi di fare antimafia e dunque abbracciare chiunque  voglia lottare contro la mafia, non puoi imporre la tua idea o il tuo pensiero, non puoi, ad esempio, portare Massimo Ciancimino sul palmo della mano e decidere che debba andare bene a chiunque. Allora forse è il caso di chiamarsi “Movimento per Ciancimino” e lasciare ai cittadini la libertà di decidere se accettarlo e farne parte o meno. Ma non si può fare antimafia, andando oltre il senso comune di quella lotta, il senso di base, che accomuna tutti, tutti quelli che vogliono la verità e che vogliono contribuire a fare crescere una coscienza civica nella Giustizia e nella legalità, e al contempo stabilire che l’abbraccio a Ciancimino sia giusto, che la sua difesa a spada tratta sia giusta, che Rosi Bindi non deve stare in via D’Amelio; non lo si può fare se si decide di essere movimenti antimafia e in quanto tali di tutti. Se si vuole dare un’impronta diversa da quella del senso comune, che lo si dica apertamente. 

Quella che segue è la riflessione di Nico Gozzo, il magistrato impegnato a Caltanissetta nel Borsellino Quater, ovvero il quarto processo sulla strage di via D’Amelio. Una riflessione dura, in cui il pm si discosta da quel bacio e  da chi ha voltato le spalle al ministro Bindi, in via d’Amelio il 19 luglio.  ”C’è una pregiudiziale antidemocratica in certi comportamenti che mi spaventa –  dice -. Ed allora, non posso rimanere zitto”.

Ecco cosa ha scritto 

“L’abbraccio da parte di Salvatore Borsellino di Massimo Ciancimino, nel luogo in cui persero la vita Paolo Borsellino e la sua scorta, è una ferita che già ha portato tanti commentatori a criticare, altri a difendere. Per me diventa un discrimine. Prima e dopo. Io voglio fare antimafia, voglio continuare a lavorare nel nome di Paolo e della sua scorta, ma non voglio abbracciare chiè attualmente a giudizio per avere calunniato uomini dello Stato, dice l’accusa (Procura di Palermo) tra l’altro manipolando alcuni appunti di suo padre. 
Le mie “icone antimafia” sono altre. Chinnici, Dalla Chiesa, Borsellino, Falcone, e potrei continuare…..
Ora basta con questo pasticciaccio brutto del “ciancimininismo”. Basta con le avanguardie, che si sentono tanto più avanti degli altri. Basta con i duri e puri, che si sentono tanto migliori degli altri. 
Abbiamo bisogno di un movimento antimafia che sia capace di coniugare la memoria di chi non c’è più, con la proposizione di vie di lotta antimafia concrete ed attuabili, ma nel rispetto delle istituzioni. Anche quelle più scomode. Anche quelle più “antipatiche”. Sino a che non siano criticabili per motivi seri e riscontrati. 
Non voglio più vedere “in mio nome” persone che girano le spalle ad un politico come Rosi Bindi, con la storia della Bindi, che per il solo fatto di essere politico viene svillaneggiato e sbeffeggiato in via d’Amelio, senza che nessuno tenesse conto che è il Presidente della Commissione parlamentare antimafia. Così andiamo a sbattere, così neghiamo le basi stesse della democrazia e del rispetto degli altri che ne sono alla base. Rispetto sino a quando non vi sia motivo di non rispettare. C’è una pregiudiziale antidemocratica in certi comportamenti che mi spaventa. Ed allora, non posso rimanere zitto. Rispetto la passione con cui tanti giovani sono venuti a Palermo a commemorare Borsellino, posso comprendere la loro rabbia nei confronti dei politici. Ma non rispetto né l’abbraccio, né le spalle alla Bindi.  NON IN MIO NOME”.


Marta Genova (
palermo.sudpress.it)





Salvatore Borsellino: 'Confesso il mio sconcerto per l'intervista del Procuratore Lari'

di Salvatore Borsellino - 26 luglio 2014

Dopo il procuratore aggiunto Nico Gozzo della Procura di Caltanissetta anche il procuratore capo della stessa procura Sergio Lari, in un'intervista a Klaus Davi con domande e risposte su Messina Denaro, Osama Bin Laden e “cene eleganti”, ha manifestato il suo sconcerto nei mie confronti per avere, in via D’Amelio, il 19 luglio, accolto con un abbraccio Massimo Ciancimino che, dopo avermene chiesto il permesso, era venuto in via D’Amelio con il figlio Vito. Devo confessare che molto più sconcerto ha destato in me l’intervista rilasciata dal Procuratore di Caltanissetta. E’ vero, Massimo Ciancimino è stato condannato per riciclaggio dei soldi del padre. Ma io non lo ho certo abbracciato per quello. Nè mi fa velo, nel prendere atto della condanna definitiva riportata da Massimo Ciancimino, il fatto che nelle vicende degli affari di don Vito Ciancimino siano qua e là emerse e poi inspiegabilmente nascoste chissà quali interferenze di intoccabili e intoccati colletti bianchi. Non è questo il punto. Io ho abbracciato in Massimo Ciancimino la persona che per prima con le sue dichiarazioni iniziò a far luce sulla criminale e fino allora innominabile trattativa tra Cosa Nostra e apparati dello Stato: quella trattativa, avviata sul sangue di Capaci, che ha concorso a provocare l’esplosione di via D’Amelio, perché l’unico ostacolo ai giochi sporchi dello Stato, mio fratello Paolo, venisse eliminato una volta per tutte.

Io ho abbracciato in Massimo Ciancimino pure la persona che ha reso alla Procura guidata dal dr. Lari dichiarazioni utili pure per il processo Borsellino quater, attualmente in corso, nel quale mi sono costituito parte civile. E tanto più sono rimasto indignato dalle parole di Sergio Lari perché quando qualche mese fa Massimo Ciancimino fu convocato perché deponesse in quel processo dinanzi alla Corte d’assise, furono proprio i pubblici ministeri guidati da Sergio Lari a chiedere alla Corte di concedere a Massimo Ciancimino la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere. La Corte, al contrario, decise che Massimo Ciancimino dovesse rispondere proprio come richiesto dal mio difensore. In quell’occasione mi sono reso conto che per certi magistrati il Massimo Ciancimino buono è quello che sta zitto davanti ai giudici, obbedendo alle intimidazioni più volte ed attraverso vari canali ricevute anche con minacce nei confronti del figlio. Io la penso diversamente e sono disposto per l’ennesima volta a ringraziare Massimo Ciancimino se e quando, al processo che si svolge a Palermo sulla trattativa Stato-mafia, dirà tutto quello che sa, contrariamente al silenzio serbato a Caltanissetta su alcune domande. Quanto ai processi per calunnia a carico di Massimo Ciancimino in corso a Palermo ed anche a Caltanissetta (la richiesta di rinvio a giudizio è stata fatta dalla Procura guidata da Lari e per il Procuratore di Caltanissetta sarebbe quindi stato opportuno tacere almeno su questo) vale pure per Massimo Ciancimino il principio di non colpevolezza. O forse quel principio secondo qualcuno vale solo quando ad essere imputati sono magistrati od esponenti delle istituzioni?


In merito all’altro argomento usato dal dr. Lari per denunciare “un sovvertimento dei valori”, la protesta silenziosa espressa da numerosi aderenti al Movimento delle Agende Rosse che, all’arrivo della presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Rosy Bindi hanno voltato le spalle ed alzato l’agenda rossa, voglio ricordare che tale tipo di protesta silenziosa era già stata messa in atto, negli anni passati, nei confronti di tutti i rappresentanti delle Istituzioni (pochi per la verità) che sono venuti in via D’Amelio ed ha lo scopo di ricordare, in quel giorno e in quel luogo, che dalle Istituzioni noi aspettiamo, anzi pretendiamo, Verità e Giustizia, quella verità e quella giustizia che, a ventidue anni di distanza dalla strage, tardano troppo ad arrivare. D’altra parte, mentre si svolgeva quella protesta silenziosa, io e mia sorella Rita abbiamo accolto la Presidente Rosy Bindi davanti all’ulivo dedicato alle vittime della strage rivolgendole l’invito a volere costituire, all’interno della commissione che presiede, un comitato per indagare sulle stragi del ’92 e del ’93, conseguenze dirette della scellerata trattativa tra mafia e Stato.
Un’ultima cosa, voglio ricordare al dr. Nico Gozzo, il primo che ha scagliato anatemi contro di me e si è dichiarato sdegnato per il mio abbraccio a Massimo Ciancimino che appena due giorni prima del 19, il 17 luglio, alla manifestazione “Legami di Memoria” svoltasi a Monreale e organizzata da mia sorella Rita e a cui era stato invitato, non ho esitato, incontrandolo, ad abbracciarlo nonostante sia stato rinviato a giudizio dal gip di Catania, con l’accusa, non lieve per un magistrato, di rivelazione di segreto d’ufficio. O forse avrei dovuto chiedergli, prima di farlo, se avesse dei carichi pendenti?


Salvatore Borsellino


 

La replica del PM Stefano Luciani all'editoriale di Salvatore Borsellino


Gentilissimo dott. Salvatore Borsellino,

perdonerà questa "intrusione". Generalmente non parlo mai e stavo per evitare di farlo anche stavolta, ma credo sia giusto, almeno in questa occasione, fare chiarezza.
Mi chiamo Stefano Luciani e sono uno dei Pubblici Ministeri che era in aula nell'occasione da lei citata e che ha sostenuto che, sulla base di una lettura delle norme che regolano il processo (non starò qui a tediarla e a tediare chi la segue con inutili tecnicismi), al sig. Ciancimino dovesse essere concessa la facoltà di non rispondere, essendo imputato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nel processo che si sta celebrando a Palermo. Si potrà anche indignare per questo, ma era una scelta che, e' paradossale dirlo vista la sua indignazione, era anche (direi soprattutto) a tutela del sig. Ciancimino e della sua posizione nel processo c.d. "Trattativa". Del resto e' stata una posizione condivisa anche dal legale del sig. Ciancimino quel giorno in aula, che, almeno ai suoi occhi (come certamente ai miei) dovrebbe essere esente da qualsivoglia sospetto
E' vero quello che lei dice e cioè che la Corte ha seguito altra impostazione - che certamente e doverosamente abbiamo rispettato - ed ha ritenuto che il Ciancimino dovesse rispondere, potendosi tuttavia, si badi bene, avvalere della facoltà di non rispondere per quelle domande che potevano refluire sulla sua imputazione nel processo di Palermo.
Tanto premesso, vorrei riuscire a comprendere perché, sostenere che il sig. Ciancimino potesse ANCHE (si badi bene, non che fosse obbligato) non rispondere, equivarrebbe a dire che per "certi magistrati il Massimo Ciancimino buono e' quello che sta zitto davanti ai giudici, obbedendo alle intimidazioni più volte ed attraverso vari canali ricevute anche con minacce nei confronti del figlio".
A meno che lei non ritenga che, avendo solo sostenuto (giusto o sbagliato che possa essere) che all'esame del sig. Ciancimino si dovesse applicare una norma piuttosto che un'altra, il sottoscritto e chi con me era in aula abbia voluto "minacciare" il Ciancimino stesso.
Non solo.
Una volta preso atto delle facoltà concessegli (facoltà non obblighi) il sig. Ciancimino poteva decidere egualmente di rispondere e l'esame avrebbe avuto luogo normalmente; del resto non corrisponde al vero che, pur anche con l'impostazione della Corte, il sig. Ciancimino non ha risposto ad "alcune" domande (come lei dice) che gli sono state rivolte, poiché si è avvalso egualmente della facoltà di non rispondere per la quasi totalità delle domande che gli sono state poste ( il verbale di udienza e' pubblico e si può controllare facilmente se sto dicendo cose non vere).
Si badi bene, lungi da me prendere alcuna posizione sul punto: il sig. Ciancimino si è legittimamente avvalso di una facoltà che la legge gli consente, anche se in tal maniera ha sottratto al processo elementi che avremmo certamente voluto fossero introdotti onde far avere alla Corte un quadro probatorio completo e esaustivo.

Detto ciò, pur essendo lei il fratello del dott. Borsellino (e questa sua condizione legittima il rispetto che è dovuto ai familiari di chi è stato brutalmente assassinato per aver fatto fino in fondo il suo lavoro con coraggio e dedizione), non credo che, perciò solo, le possa essere consentito di esprimere certi giudizi senza minimamente conoscere storia e condizione del suo ideale interlocutore.

Stefano Luciani
(aggiornamento del 27 luglio 2014 alle ore 22.30 tratto dalla pagina facebook di Salvatore Borsellino)








 


Comments:

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

  The best way to go for you to know the credible Payday Loans Michigan providers. What can cause long-term use of Viagra? In the network and other sources of information, there is no reliable data on the long-term use of Viagra and its negative effects on the body.