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“L’agenda ritrovata” sotto le due torri PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gruppo Agende Rosse “Attilio Manca” Bologna   
Venerdì 30 Giugno 2017 18:04

da Gruppo Agende Rosse “Attilio Manca” Bologna - 30 giugno 2017

Il 27 giugno ha fatto tappa a Bologna “L’agenda ritrovata”, la ciclostaffetta itinerante organizzata in occasione del venticinquesimo anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino, dal Movimento Agende Rosse e dall’associazione L’orablù che, partita da Ivrea, attraverserà tutto lo stivale per riportare simbolicamente a Palermo, l’agenda  rossa del magistrato, sottrattagli subito dopo l’attentato di via D’Amelio.

L’arrivo di Salvatore Borsellino e dei ciclisti è stato preceduto da un incontro tenutosi presso la cappella Farnese del comune di Bologna, moderato Danilo Di Lorenzo, coordinatore del gruppo agende rosse “Attilio Manca” di Bologna e  che ha visto come ospiti Pippo Giordano, Gaetano Alessi e Donato Ungaro. L’ex ispettore della DIA è stato presente agli interrogatori del giudice Borsellino al collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo, che lo stesso Giordano si occupava di scortare. Quei famosi interrogatori che rappresentano uno spartiacque nella vita di Paolo, perché dopo il magistrato non sarà più lo stesso. Ricordiamo infatti come uno di quegli interrogatori fu interrotto dalla telefonata dell’allora ministro degli interni Mancino che lo invitava a recarsi al ministero, dove lo aspettava in compagnia di Bruno Contrada, l’ex funzionario del Sisde poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, per quello che dagli inquirenti del processo sulla Trattativa Stato mafia è ritenuto elemento chiave del processo. Giordano si è soffermato molto su quello che era il clima dei quegli anni, sulle paure che vivevano, sulla percezione o financo la convinzione che non si trattasse solo di mafia, ritenendo che la sparizione dell’agenda rossa sia la prova inconfutabile della convergenza di interessi di più parti nell’assassinio del giudice.

Ma come gruppo Agende rosse “Attilio Manca” di Bologna abbia colto l’occasione per affrontare il tema delle mafie in Emilia Romagna, fenomeno datato ma balzato agli onori della cronaca soltanto di recente con l’inchiesta Aemilia sulle infiltrazioni ndranghetiste della cosca Grande Aracri. Gaetano Alessi, attivista antimafia e co-fondatore del sito www.mafiesottocasa.com, nato con l’obiettivo di mappare le attività della criminalità organizzata in regione, ha spiegato come il radicamento delle mafie in Emilia ha origini lontane, da quando cioè con la legge sui sorvegliati speciali i boss mafiosi furono mandati in confino nelle regioni del Nord dove, grazie all’indifferenza di cittadini ed istituzioni, hanno potuto muovere i primi passi verso quello che diverrà poi non una infiltrazione ma un radicamento criminale portatore di interessi tanto nell’economia legale quanto in quella illegale, capace di piegare le leggi del libero mercato in proprio favore, di alterare le gare d’appalto, di compromettere la sana economia del territorio. Un radicamento favorito da tanti professionisti e politici autoctoni pronti a scendere a patti con i clan non per paura ma per interessi: soldi facili, potere, intoccabilità.

Donato Ungaro ha invece raccontato la sua storia da quando, da vigile urbano del comune di Brescello e collaboratore di un giornale locale, denunciò i legami tra amministrazione comunale ed il clan Grande Aracri di Cutro. Denunce che nella regione in cui “la mafia non esiste” gli comportarono minacce, intimidazioni ed infine il licenziamento. Peccato che successivamente il comune di Brescello passerà alla storia come il primo comune sciolto per infiltrazioni mafiosi in Emilia Romagna e Donato invece come un fedele servitore dello Stato punito solo per aver fatto il proprio dovere. Un uomo straordinario nella sua ordinarietà.

Al termine dell’incontro ci siamo riversati in piazza Nettuno ad accogliere l’arrivo dei ciclisti e di  un emozionatissimo Salvatore Borsellino, che si è fermato a salutare i ragazzi accorsi in piazza prima di tenere un incontro presso la libreria Feltrinelli per la presentazione dell’Agenda Ritrovata, una antologia di racconti su Paolo Borsellino, a cura di Marco Balzano e Gianni Biondillo con la collaborazione di diversi autori tra cui Carlo Lucarelli.

La giornata ricca di emozioni, lacrime, testimonianze e agende rosse al cielo si è conclusa proprio con le toccanti parole di Salvatore e con il suo invito ai giovani ad andare avanti nella ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio per dare giustizia a Paolo e libertà all’intero paese.

Ci teniamo a  ringraziare tutti i ragazzi accorsi all’evento per commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta e per ricordare soprattutto che a distanza di venticinque anni siamo ancora ben lungi dall’ottenimento della  verità, come se le polveri disperse durante l’esplosione non si siano mai dissolte impedendoci, ancora oggi, di vedere la luce su questa vicenda che poco sa di mafia e tanto sa di Stato.
 

Gruppo Agende Rosse “Attilio Manca” Bologna

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