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Claudia Loi: 'Emanuela amava molto i bambini, sperava di diventare insegnante' PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Claudia Loi   
Lunedì 07 Agosto 2017 19:52
di Claudia Loi - 19 luglio 2017

Con molto piacere colgo il vostro invito di donare un contributo in questa circostanza del 25° anniversario della strage di Via D'Amelio. Emanuela perse la vita il 19 luglio 1992, prestava servizio come agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, aveva solo 24 anni. Era una ragazza semplice e socievole, dal carattere allegro e scherzoso. I suoi amici e i suoi colleghi l'hanno sempre definita come una ragazza solare. Non era il suo sogno fare la poliziotta, lei amava molto i bambini, per questo si diplomò all'Istituto magistrale di Cagliari, sperava tanto di diventare insegnante. Il destino invece le assegnò un indirizzo di vita assai diverso rispetto alle sue aspirazioni più profonde. Fece il concorso in Polizia semplicemente per far compagnia a me, sua sorella. Per ironia della sorte io che ci tenevo tanto a fare la Poliziotta non raggiunsi una posizione utile in graduatoria, lei invece superò a pieni voti tutte le selezioni e ci tengo a dire senza nessuna raccomandazione.

Inizialmente non era assolutamente convinta di quanto andava a fare, viveva il dramma interiore della sua scelta, avvenuta per circostanze così impreviste. Fu mandata in servizio a Palermo, una città assai diversa rispetto agli ambienti in cui lei era cresciuta, sicché i primi tempi furono molto duri e sentiva molto la nostalgia della sua famiglia. Ma non si arrese e si dedicò con impegno e dedizione al suo servizio e nel giro di poco tempo si ambientò e si affezionò al suo lavoro e sperava di far carriera in Polizia. Fu impiegata in tante mansioni finché poi accettò di far parte delle scorte, compito assai pericoloso nella Palermo di quei tempi. Scortava diversi personaggi a rischio, finchè, poco prima della tragica fine, la introdussero nel gruppo a protezione del giudice Paolo Borsellino.

Trascorse in Sardegna la settimana prima della sua morte in compagnia di noi familiari. I giorni prima della partenza stava male ed aveva la febbre, mia mamma le consigliò di trattenersi ancora qualche giorno finché non si sarebbe ripresa, ma il suo attaccamento al lavoro e il suo altruismo la spinsero a non accettare il consiglio. Pensava che la sua assenza avrebbe impedito a qualche suo collega di prendersi le ferie. Lascio immaginare l'enorme dolore e sconforto in cui si è trovata ad affrontare la nostra famiglia. I miei genitori sono morti dal dispiacere.

Nonostante siano passati ormai 25 anni da quel tragico evento i sentimenti di angoscia e turbamento sono in me ancora presenti. Ancora non sono riuscita a superare il trauma occorso in questa città e nonostante i numerosi inviti che mi sono stati rivolti in tanti anni ancora non ho ancora trovato il coraggio di tornare a Palermo a portare un fiore nel luogo in cui mia sorella è salita in cielo, spero tanto che lo facciate voi per me.

Questa tragedia ha tracciato su tutta la nostra famiglia dei solchi profondi di sofferenza, ma sinceramente vi dico che non conserviamo dei sentimenti di odio verso gli assassini, ma bensì un desiderio di giustizia, di legalità e di memoria. Il valore della memoria e del bene che i nostri cari hanno compiuto nella vita terrena deve diventare un patrimonio per la nostra società e noi dobbiamo trovare la forza della testimonianza perché aspiriamo ad una vita migliore. Il ricordo di fatti tragici come questo deve servire a scuotere le coscienze perchè il desiderio di un mondo più giusto e solidale deve essere una forte aspirazione insita in ciascuno di noi, ma è indispensabile collaborare concretamente per la realizzazione di questi ideali nella società in cui viviamo. Noi ci sentiamo come delle sentinelle della memoria che dobbiamo tenere accesa la lampada della giustizia. Questa è l'eredità che ci ha lasciato Emanuela, questa è la nostra missione, questo è il filo conduttore della nostra vita, alimentato anche dalla fede.

Vi saluto calorosamente ringraziandovi sinceramente per l'occasione che mi è stata concessa.

Cordialmente
Claudia Loi

(lettera di Claudia Loi in occasione del 25° Anniversario della strage di via D'Amelio)






Emanuela Loi






 






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