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Mafia: due incontri con Salvatore Borsellino a San Lazzaro di Savena (Bo) - 17/11/2017
di Redazione 19luglio1992.com - 16 novembre 2017

(DIRETTA STREMING)
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, sarà ospite a San Lazzaro di Savena (Bologna) in due incontri organizzati per il 17 novembre da Agende Rosse.  Alla mattina sarà intervistato dal giornalista Marco Lillo all'Itc Mattei, alle 10.30, in un'iniziativa dal titolo 'Bugie e verità. La lunga strada per arrivare ai mandanti delle Stragi del 1992-1993'. Il pomeriggio è invece previsto un convegno, alle 18.30, alla camera del lavoro di San Lazzaro, su 'Le verità taciute del processo Borsellino quater'. Dopo l'introduzione di Luana Rocchi, segreteria Cgil di Bologna, prenderanno la parola, oltre a Borsellino, gli avvocati Calogero Montante, Domenico Morace e Fabio Repici. Modererà sempre Marco Lillo del Fatto Quotidiano.
(ANSA)

L'incontro delle 18.30 verrà trasmesso in diretta streaming



 

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11

Ago

2017

Salvatore Borsellino: 'Grazie di cuore a chi ha sostenuto l'organizzazione del 19 luglio' PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   

di Salvatore Borsellino - 2 agosto 2017

Si è chiusa con la fine dl luglio la sottoscrizione avviata sul sito di crowdfunding buonacausa.org per il reperimento di fondi necessari per affrontare le spese per l’organizzazione delle manifestazioni per il 19 luglio a Palermo.
Ancora una volta siamo riusciti ad autofinanziarci senza chiedere nulla a nessuno se non agli aderenti ed ai simpatizzanti del nostro movimento.
Ancora una volta, al di là della spettacolarizzazione del ricordo che ha caratterizzato la data del 23 maggio, siamo riusciti ad impedire ipocrite manifestazioni di cordoglio da parte di rappresentanti di quelle istituzioni che da venticinque anni non solo non sono riuscite a darci Verità e Giustizia ma che anzi sulla strada della Verità e della Giustizia hanno disseminato ogni tipo di ostacoli come il depistaggio, di Stato, che è stato finalmente riconosciuto tale in una sentenza della magistratura italiana, quella del Borsellino Quater, che delle manifestazioni di quest’anno è stata da noi posta al centro insieme con la richiesta di Verità e di Giustizia di tutte quelle famiglie che, come noi, da anni per questo obiettivo continuiamo a combattere.

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06

Ago

2017

Lettera aperta a Nino e Ida Agostino PDF Stampa E-mail
Scritto da Flora Agostino   
di Flora Agostino - 5 agosto 2017

Sono passati 28 anni dal quel terribile 5 agosto 1989, ma mi sembra ieri quando vi hanno barbaramente trucidati davanti ai nostri occhi. Doveva essere un giorno di festa perché oltre il mio 18° compleanno dovevamo festeggiare la notizia dell'arrivo del mio primo nipotino. Appena un mese prima vi eravate sposati, avevate coronato il vostro sogno, il giorno più bello ed emozionante che una coppia possa vivere insieme, eravate raggianti e non smettevate mai di sorridere e di ringraziare mamma e papà.

Ma la vostra nuova vita insieme è durata soltanto 1 mese e 5 giorni, perché delle …... (non trovo aggettivi educati per descriverli) hanno deciso che un giorno di festa doveva trasformarsi in tragedia, purtroppo queste ….... non hanno ancora né un volto né un nome, perché dopo tantissimi anni non abbiamo avuto né giustizia né verità. Sapete, dal quel giorno mamma e papà non si sono mai fermati, hanno girato tutta l'Italia in lungo e largo affinché la vostra storia venisse conosciuta e non finisse nell'oblio come succede per le storie di tantissime altre vittime innocenti delle mafie. Nelle loro testimonianze vi è un enorme contenuto educativo, soprattutto per le generazioni dei più giovani che non hanno vissuto durante quegli anni; la loro immagine è diventata l'icona della lotta alla mafia.

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02

Ago

2017

A Brescello per dire No alle mafie PDF Stampa E-mail
Scritto da Agende Rosse Mauro Rostagno - Modena & Brescello   
20170731 a brescello per dire no alla mafiadi Agende Rosse Mauro Rostagno - Modena & Brescello - 1 agosto 2017

Provenienti da realtà diverse, a volte da notevoli distanze chilometriche, ma sicuramente con qualcosa in comune: la pazzia. Quella sana, però.
Quella che ti fa credere fortemente in un grande Sogno: arrivare un giorno a respirare quel fresco profumo di Verità e Libertà che potrà salvare il nostro Paese. E questo gruppo di pazzi ci crede con così tanta forza da sopportare gli insulti degli ignoranti che non capiscono, o forse non vogliono capire, che esistono persone completamente disinteressate il cui unico sprone è il più nobile di tutti, lo stesso che, e lo citiamo con umiltà, spingeva Paolo Borsellino: l’Amore.
E’ stato questo desiderio di condividere questo Amore che ha unito 4 gruppi per realizzare quel sogno folle di portare un pizzico delle celebrazioni di Via D’Amelio a Brescello, un luogo divenuto simbolo in Emilia-Romagna, per essere stato il primo comune sciolto per mafia ormai da più di un anno e che ha visto il prorogamento della presenza di ben tre commissari fino al giugno 2018.
Sotto un sole cocente in una piazza scandalosamente deserta, se non per le immancabili “presenze” i gruppi di Bologna (Attilio Manca), Modena, Reggio, Brescello e Mantova con la sentita partecipazione dei gruppi di Pordenone e Udine, hanno realizzato questo sogno. Non è stato facile, lo sapevamo, ma la nostra è stata una scelta voluta e desiderata per unire il doveroso ricordo nei confronti di Paolo, Agostino, Walter Eddie, Claudio, Vincenzo ed Emanuela che hanno dato la vita per la nostra Libertà e della giovanissima Rita Atria, morta per aver perso la speranza, all’intento di lanciare un segnale forte nella piazza di un Paese ancora troppo silente nonostante tutto.
Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono uniti a noi in una torrida domenica di fine luglio, in una piazza terribilmente assolata e indifferente.
Chi non ringraziamo, invece, sono coloro che con l’orologio al polso hanno controllato che non sforassimo di un minuto, per farci svuotare prima possibile la piazza.
Chi non ringraziamo è colui che, in modo piuttosto concitato, ci ha intimato di non utilizzare l’ombra del tendone (deserto) della Pro Loco posizionata sul suolo pubblico della piazza. Forse sperava in un attacco generale di insolazione.

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07

Ago

2017

Claudia Loi: 'Emanuela amava molto i bambini, sperava di diventare insegnante' PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Loi   
di Claudia Loi - 19 luglio 2017

Con molto piacere colgo il vostro invito di donare un contributo in questa circostanza del 25° anniversario della strage di Via D'Amelio. Emanuela perse la vita il 19 luglio 1992, prestava servizio come agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, aveva solo 24 anni. Era una ragazza semplice e socievole, dal carattere allegro e scherzoso. I suoi amici e i suoi colleghi l'hanno sempre definita come una ragazza solare. Non era il suo sogno fare la poliziotta, lei amava molto i bambini, per questo si diplomò all'Istituto magistrale di Cagliari, sperava tanto di diventare insegnante. Il destino invece le assegnò un indirizzo di vita assai diverso rispetto alle sue aspirazioni più profonde. Fece il concorso in Polizia semplicemente per far compagnia a me, sua sorella. Per ironia della sorte io che ci tenevo tanto a fare la Poliziotta non raggiunsi una posizione utile in graduatoria, lei invece superò a pieni voti tutte le selezioni e ci tengo a dire senza nessuna raccomandazione.

Inizialmente non era assolutamente convinta di quanto andava a fare, viveva il dramma interiore della sua scelta, avvenuta per circostanze così impreviste. Fu mandata in servizio a Palermo, una città assai diversa rispetto agli ambienti in cui lei era cresciuta, sicché i primi tempi furono molto duri e sentiva molto la nostalgia della sua famiglia. Ma non si arrese e si dedicò con impegno e dedizione al suo servizio e nel giro di poco tempo si ambientò e si affezionò al suo lavoro e sperava di far carriera in Polizia. Fu impiegata in tante mansioni finché poi accettò di far parte delle scorte, compito assai pericoloso nella Palermo di quei tempi. Scortava diversi personaggi a rischio, finchè, poco prima della tragica fine, la introdussero nel gruppo a protezione del giudice Paolo Borsellino.
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06

Ago

2017

Strage di Bologna, Paolo Bolognesi: 'La storia non si archivia' PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Bolognesi   
di Paolo Bolognesi - 2 agosto 2017

COMUNICAZIONE LETTA DAL PRESIDENTE PAOLO BOLOGNESI A NOME DELL’ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980

2 agosto 1980, 37 anni fa. Chi allora c’era, non può dimenticare quello che, ancora oggi, rimane il più sanguinoso attentato terroristico del dopoguerra in Italia. Chi allora ha visto con i suoi occhi lo scempio di una bomba fatta esplodere nella stazione di Bologna il primo sabato di agosto, non potrà più cancellare quelle immagini. 85 morti e 200 feriti: chi fra quei cittadini inermi, aveva un amico, un familiare, un affetto, da quel giorno ha avuto sconvolta la propria esistenza per sempre; così come chi ha subito sul proprio corpo le conseguenze di quel micidiale ordigno.
Pur colpita al cuore, Bologna ha saputo reagire: le prime ambulanze sono arrivate in stazione già 5 minuti dopo lo scoppio; i soccorsi negli ospedali e al centro operativo del Comune sono stati immediatamente organizzati: la cittadinanza tutta, ognuno per quel che poteva, si è messa a disposizione per aiutare, dare una mano ai soccorritori, essere utile. Anche se sotto shock per il lutto, Bologna ha fatto appello alle sue risorse e ha dimostrato che resistere era possibile, era doveroso, era necessario. È stata una resistenza agli attacchi alla democrazia: perché Bologna era stata scelta come obiettivo per contrastare l’affermazione di una collaborazione politica tra forze progressiste elaborata da Moro e Berlinguer.
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30

Lug

2017

Paolo Borsellino si racconta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione tvsvizzera.it   

di Redazione tvsvizzera.it - 19 luglio 2017

Il 19 luglio di 25 anni fa moriva assassinato, insieme a cinque agenti della sua scorta in un agguato a Palermo, Paolo Borsellino, uno dei personaggi chiave della lotta alla mafia. Il magistrato aveva condotto – insieme al giudice Giovanni Falcone - l'istruttoria del cosiddetto maxiprocesso di Palermo, e redatto gli atti di rinvio a giudizio di 476 imputati.

Quando Borsellino accettò l'invito della Televisione svizzera, a Palermo era ancora in corso il processo di primo grado. Celebrato in un'aula bunker, costruita appositamente per ospitare in sicurezza un processo penale di dimensioni mai viste, condannerà tra l'altro i mandanti dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Al generale è dedicato un film, ‘Cento giorni a Palermo' di Giuseppe Ferrara, che la TSI trasmise il 16 aprile del 1987, invitando in studio a discuterne il figlio di Dalla Chiesa, Nando, e il giudice del noto ‘pool antimafia' Paolo Borsellino. 

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita